L’anniversario del centenario si avvicina. E per celebrarlo al meglio il Principe Bar dell’Hotel Principe di Savoia di Milano – parte della grande famiglia della Dorchester Collection – presenta la nuova cocktail list firmata dal bar manager Daniele Celli. È il secondo atto di un percorso di liquid storytelling pensato per ripercorrere, con una serie di drink, i cento anni di storia dell’hotel aperto nel 1927, grazie ad alcuni momenti storici e memorabili che ne hanno segnato i tempi. Dopo il periodo dal 1927 al 1969 proposto nel primo semestre dell’anno, la nuova lista narra i momenti cult della pop culture, passa attraverso la fine del XX secolo e conduce all’approdo nel terzo millennio per concludersi nel nostro presente.
I mesi da qui a dicembre saranno l’occasione per gustare gli otto signature cocktail, ispirati da riferimenti musicali, iconografia pop, cinema, grandi eventi sportivi e territoriali. Poi con gennaio arriverà la chiusura, per il completo rifacimento, del Principe di Savoia che stravolgerà completamente l’edificio di Piazza della Repubblica, mantenendo, ovviamente, inalterata solo la splendida facciata in stile liberty.

Il bar manager Daniele Celli

Il bancone del Principe Bar
Nella nostra prova “sul campo” abbiamo avuto il piacere di assaggiare sei degli otto drink che si distinguono per un approccio concettuale e tecnico lineare, profili organolettici ben definiti e, in generale, una tendenza consolidata nel proporre cocktail non particolarmente alcolici come da costume dei tempi recenti. La mano di
Celli si sente e si apprezza, per una maturità ormai consolidata da parte del bar manager di origini abruzzesi.
Il viaggio nel tempo inizia con il Wish You Were Here. Era l’1975 quando i Pink Floyd pubblicarono questo memorabile LP. Il Martin Miller’s Gin dialoga con cedro, violetta, verjus, butterfly pea flower e pompelmo rosa. Un aperitivo leggero, profumato, perfetto per predisporsi a una cena al vicino ristorante Acanto senza calcare la mano sulla componente alcolica. Il Pittsburgh rimanda, grazie anche a un ostia decorata posta sopra l’ormai onnipresente cubo di ghiaccio, alla Pop Art e alle opere di Andy Warhol per i Velvet Underground: su una base Bourbon Whiskey si innestano liquore alla banana e burro di cacao per una beva cremosa e avvolgente. Si torna a guardare al cinema con il Run Forrest Run – evidentemente ispirato al capolavoro del grande schermo interpretato da Tom Hanks nel 1994 – anche in questo caso su base whiskey – Rye WhistlePig 10 – con aggiunta di cioccolato, acero e una componente umami di gambero per un serve sapido-dolce ad alto impatto.

Expo Milano, omaggio alla città meneghina e all’esposizione internazionale

Olympian, un twist del Negroni
Expo Milano è un omaggio alla città meneghina e all’esposizione internazionale che ne ha cambiato la narrazione e il brand. Impossibile prescindere dalla nota di zafferano, che qui si sposa con la grappa – sempre difficile da bilanciare in un cocktail, però
Celli ci riesce bene – con caffè e limone in un profilo agrumato e bilanciato. Le olimpiadi invernali dello scorso febbraio sono l’altro grande evento che ha segnato il recente passato di Milano. In
Olympian si lavora su un twist del Negroni a base di Gin, Vermouth rosso con aggiunta di Punt e Mes, Abbot’s Bitter, un po’ di sapori di Valtellina con l’Amaro Braulio e di Emilia con l’aceto balsamico di
Acetaia Giusti. Un ponte gustativo tra spirito urbano e componente alpina accompagnato da aromi di fragola e profilo balsamico.

Golden Fellowship, ispirato alla saga del Signore degli Anelli di Tolkien
Personalmente ho poi molto apprezzato il
Golden Fellowship, ispirato alla saga del
Signore degli Anelli di
Tolkien. Il gusto affumicato del Mezcal si intreccia nel bicchiere con del Tè Pu-erh, un postfermentato prodotto nella provincia cinese dello Yunnan con acqua e pane e l’aggiunta di miele, zenzero e limone. Completano le nuove proposte il
Dial-Up Dream, che ci riporta agli albori del World Wide Web, e il
Blue Sky, che celebra la storica vittoria dell’Italia ai Mondiali di calcio del 2006.
Sempre disponibili e da apprezzare i grandi classici della miscelazione internazionale oltre all'iconico El Milanes, drink-simbolo del locale a base di Rye whiskey, sherry, sake, zafferano, burro e scalogno. Il secondo capitolo del viaggio del Principe di Savoia conferma lo stile internazionale della sua proposta di mixology, luogo perfetto per un aperitivo o un post dinner nell’elegante salotto di uno degli hotel iconici di Milano.