La Frittata di spaghetti non s'annuncia, si prepara e basta

Consigli, ingredienti e passaggi di uno dei piatti del genere "non si butta via niente" a maggior tasso di soddisfazione

28-05-2020
La Frittata di spaghetti di Marialuisa Iannuzzi, u

La Frittata di spaghetti di Marialuisa Iannuzzi, un intramontabile classico campano 

Ora, da buoni italiani, gourmet o semplici golosi che siamo, ogni occasione è buona per mangiare o parlare di cibo. Andiamo al mare? Tocca fare un salto in salumeria! È Ferragosto? Grigliata e cocomero fresco! ‘Lui mi ha lasciato!’ ‘Mi spiace! Ma stai mangiando?’ Siamo noi, siamo così ed è bellissimo.

Attraverso queste attenzioni esprimiamo un’incalcolabile fiducia nel cibo che sostiene e consola e, all’occorrenza, fa le veci di chi ci ama. Non solo: siamo predisposti per natura alla convivialità, a una completa accensione dei sensi, quasi che un boccone sia in grado di amplificare il gusto di un dato momento, di sintonizzarci a luoghi e persone, al tempo che si fa ricordo.

Esistono, poi, circostanze in cui il cibo va concepito in un’ottica diversa che va oltre il sapore, pur non compromettendolo, occasioni in cui il pasto deve farsi pratico, immediatamente disponibile. Proprio qualche settimana fa mi confrontavo con un amico dal Trentino. Si parlava di pasti ad alta quota, di pascoli e pastori: lassù in alpeggio il tempo è tiranno e, nel mezzo di una giornata di lavoro, serve qualcosa che riempie e soddisfa insieme, come pane e formaggio. O, se vogliamo, latte e frumento: nient’altro che il prodotto del loro genuino lavoro.

E arriviamo a me. Perché ognuno ha la sua fame, la sua storia, la sua merenda ad hoc. Certo, non sarà leggera, ma un po’ di sostanza ogni tanto non guasta e io, qualche anno fa, con una Frittata di spaghetti nella borsa, ho affrontato anche un colloquio di lavoro. Un bel triangolo avvolto nella carta stagnola e l’attimo è ‘imbandito’: ti ricongiungi a quella forma tonda e compatta, ora, gioiosamente tra le tue mani.

A casa di nonna Maria, portineria e ‘piazza’ di quartiere, accade più o meno così: se hai fame, butti un occhio nel forno. È la dispensa degli avanzi, una vetrinetta con i piatti del giorno, cosicché figli, nipoti, habitué di passaggio, sappiano dove frugare quando la fame insorge. Una cosa è certa: non si butta via niente. Per questa preparazione, però, esiste un codice particolare a cui attenersi per accaparrarsene almeno un po’: la frittata di spaghetti non viene mai annunciata, la si prepara e basta. Non la troverai mai a pranzo, né prima di sera: meglio darsi da fare nel pomeriggio, per lasciarla raffreddare. Ultimo, è uno sfizio d’asporto o da mangiare sul posto, senza troppe formalità, anche in piedi, chiacchierando.

Frittata di spaghetti

Ingredienti
500 g spaghetti
4 uova
100 grammi salame Napoli tagliato a tocchetti
un mix di formaggio grattugiato – misto ovino e vaccino
olio extravergine d’oliva
(se disponibile 3 foglie di basilico fresco)
sale q.b.
​pepe q.b.

Procedimento
Consideriamo almeno mezzo chilo di pasta (anche per chi è solo), perché riuscire a stiparne una fetta per il giorno dopo è atto di grande generosità verso sé stessi. La frittata è anche un piatto di recupero di paste avanzate, ma l’ideale è prepararla da zero. Vera conditio sine qua non è il salame Napoli, tagliato a fette spesse: sarà un piacevole incontro in quella trama di grano e uova, quel granello di pepe una sorpresa al morso. Il salame rosola nel suo grasso (meglio scegliere una padella bella ampia, così da poterla utilizzare anche per friggere la pasta) e, intanto, in una ciotola capiente si sbattono 3/4 uova con un pizzico di sale, formaggi stagionati grattugiati (un bel misto ovino e vaccino) e, per i più audaci, ancora un po’ di pepe macinato.

A questo punto, il ‘Napoli’ sudato, ma non croccante raggiunge le uova condite, seguito dalla pasta scolata che va amalgamandosi alla golosa mistura. E ora arriva il bello: la spaghettata ‘sbattuta’ scivola nell’olio caldo, si assesta. Non abbiamo fretta, quindi moderiamo i fuochi: la frittata sarà pronta quando le due superfici diventano un nido abbrustolito-dorato di spaghetti. Una volta fredda, mordiamo assorti: un po’ croccante fuori, morbida e umida dentro, ricca, tanto ricca e a modo suo anche fresca.

Curiosità: esiste anche una versione dolce della frittata di spaghetti, realizzata seguendo lo stesso procedimento (senza salame e formaggi) con uova, zucchero, cannella e un pizzico di sale.


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