16-10-2023

Progetto Hereditarium, il Ruché coraggioso in Piemonte

La rinascita fortemente voluta da Franco e Claudio Cavallero. La nostra visita a Cantine Sant’Agata a Scurzolengo

Franco Cavallero di Cantine Sant'Agata

Franco Cavallero di Cantine Sant'Agata

Hereditarium: può sembrare la formula magica di qualche film fantasy, invece è la realtà e tra gli interpreti principali ci sono una famiglia e il suo coraggio. Anche di ricominciare dalle ceneri, e non si tratta di una metafora: nel 2007 un incendio mette a durissima prova le Cantine Sant’Agata a Scurzolengo. Eppure l’azienda riparte, perché Franco e Claudio Cavallero credono, investono, affrontano sacrifici che riannodano la storia al futuro.

La magnifica vista sulle vigne

La magnifica vista sulle vigne

C’è il Ruchè di Castagnole Monferrato Docg che trova una propria, affascinante strada da quei primi, tenaci passi con don Giacomo Cauda e il sindaco Lidia Bianco, ma anche il mondo evolutivo delle botaniche che vogliono condividerne il cammino attraverso i gin e non solo. Da ogni viaggio una lezione, da ogni sfida una opportunità. Da ogni ferita, una reazione di generosità: anche quando scompare Claudio, il cantastorie, Franco sa come coltivare la memoria del fratello ovvero con un progetto dedicato alle nuove leve in memoria della sua sensibilità artistica.

Il Caveau

Il Caveau

Nel cuore delle cantine, in un Caveau tutto tranne che freddo e calcolatore, ora batte forte il cuore di casa. Benvenuti a Scurzolengo, dove l’alta pressione delinea un luogo quasi fatato: si osserva la tempesta tutt’attorno, immersi nella pace e nella bellezza. Tutto ciò non esclude la fatica, anzi. Franco ha gli occhi che brillano, ride, si accarezza i baffi emozionato e si commuove infine apertamente, quando presenta il nuovo progetto accanto a Saverio Russo. Poi esce, sfiora con le mani le essenze piantate e fa respirare il senso di questo lavoro di perenne ricerca. Laggiù indica le aree disegnate con cura per le sue botaniche, ma ci sono anche erbe qui, al limitare dello spiazzo e della cantina, e cantano nell’aria.  

Cantine Sant'Agata, Hereditarium - Foto: Saverio Russo WineBlogRoll

Cantine Sant'Agata, Hereditarium - Foto: Saverio Russo WineBlogRoll

I vini e il mondo degli spiriti. Un tesoro così incommensurabile, da aver creato appunto un Caveau: solo che invece di chiudersi, arcigno, si spalanca selezionando passione, amicizia e collezionismo. Basta mormorare la parola segreta, Hereditarium.

Con le prime 2.072 bottiglie e 297 magnum annata 2020 che qui riposano, si fa strada un progetto di memoria e futuro. «Un'iniziativa che - spiega Cavallero - associa un “fine wine”, il nostro Ruchè speciale, un vino di prestigio, da collezione e da investimento, al sostegno di progetti artistici, con l'obiettivo di valorizzare e contribuire alla crescita di tutto il nostro suggestivo Monferrato Astigiano».

È la terra, che apre questo libro: «Ogni anno, ogni vendemmia ha dinamiche diverse con alcuni vigneti che anche situati a poche decine di metri di distanza danno grappoli decisamente superiori, ciascuno con un terreno diverso, con marne argilloso-sabbiose, calcare, gesso... Quindi, perché non esaltare le singole uve di ogni singolo vigneto in una bottiglia che diventa un'etichetta - "Ruchè Hereditarium” - legata alla selezione delle migliori uve provenienti da quella specifica parcella di vigneto? Inizia così un progetto destinato a evolversi nel tempo».

Franco Cavallero durante la degustazione 

Franco Cavallero durante la degustazione 

Ciò avviene con la cura del particolare, dalla singola vite alla raccolta dell’uva, differenziata, arrivando alla fermentazione e all’affinamento: tutto personalizzato.

Ma come evoca la parola, è anche un’eredità, che viaggia attraverso il vino e oltre il vino. Si vogliono finanziare opere d'arte permanenti che rimangano sul territorio a memoria di quell'annata e di tutta la storicità racchiusa nella bottiglia. Detto in altro modo: «Il mio sogno di lungo, lunghissimo respiro è che si arrivi a parlare di Ruchè non solo come vino, ma anche dei tributi che ha dato al Monferrato».

Ogni bottiglia possiede quel potere, dipinge la più alta espressione di quell'annata, tra suoli, viti e botaniche, condizioni meteorologiche e lavorazione ad hoc.   

La degustazione

La degustazione

Hereditarium 2020 si presenta in una degustazione dove sono accolti anche gli amici da lontano, le voci di Franco e Saverio riecheggiano nelle traduzioni simultanee: una musica universale, perché è questo uno dei poteri di un vino così, unire profondamente, con un tannino autorevole nella sua eleganza e le spezie da subito protagoniste. Emerge anche il concetto di Spiritual Club, il wine club dedicato al progetto: chi compra prodotti con l'etichetta Hereditarium fa il suo ingresso in una community per cui può promuovere eventi o avere privilegi, come priorità sull'acquisto e sulle degustazioni, lasciare protette nel Caveau le sue bottiglie o ritirarlo quando vuole.

Il tesoro di Cantine Sant’Agata

Il tesoro di Cantine Sant’Agata

La degustazione continua. Nella carrellata di Ruché Docg anche ‘Na Vota, sempre 2020, poi Pro Nobis 2016 e 2011, ma ciò che ci affascina, è Genesi, in particolare l’annata 2010 dallo charme impeccabile e indiscusso. Un vino raro che già conosce l’estrema selezione e viene proposto dopo oltre quattro anni dalla sua vendemmia.  

Ma si torna al protagonista del momento: in questo solco, la struttura e la longevità che caratterizzano il Ruchè Hereditarium, portano riflessi dappertutto. Il 50% del ricavato della vendita di queste pregiate bottiglie serve a sostenere i progetti di artisti, locali e non: nei tondini delle botti le immagini narreranno, tradizione, aneddoti di questo territorio e della sua operosità. E ancora,  Hereditarium invita «cultori del vino, collezionisti, investitori e filantropi di partecipare a un'iniziativa che valorizza la denominazione, i suoi valori di qualità e sostenibilità, il suo territorio e lo sviluppo di espressioni artistiche che celebrano ogni vendemmia, a memoria della sua unicità». Un esempio di valorizzazione e caratterizzazione del Monferrato Astigiano, anche dal punto di vista artistico nel Caveau. La tela viene “assorbita” appunto dai tondi delle botti che diventano uno spazio pittorico. E, proprio come ogni anno le vendemmie sono diverse, ogni anno muteranno i temi che prenderanno vita.

Il tempo vola su quest’isola incantata che osserva tutt’attorno scatenarsi i temporali, ma conosce anche le ferite e i dolori sulla propria pelle, oltre ai sacrifici. Franco rammenta di avere speso i soldi ricevuti dai parenti per il viaggio di nozze per partecipare alla sua prima fiera internazionale a Colonia. Nel 1997 giunge negli Usa e l’Asia chiamerà presto.

L'apertivo a Cantine Sant'Agata

L'apertivo a Cantine Sant'Agata

 

Nel frattempo, nel 2010 nasce il Wine Bar Ristorante, il Cicchetto, gestito poi dalla figlia Altea. Qui si traccia la strada per il gin, oltre 100 etichette pazientemente ricercate. Ma l’esplorazione è appagata, solo quando Franco Cavallero inizia a produrlo in proprio. Importante il sostegno del mastro distillatore Carlo Quaglia: «I suoi prodotti – si spiega - vengono creati con il sistema Distilled unito al Cold Compound, che prevede la distillazione dei botanicals separatamente e l'infusione di erbe, fiori, spezie e frutti - tutti rigorosamente freschi - direttamente nel prodotto ottenuto dalla prima distillazione».

Franco Cavallero tra le erbe

Franco Cavallero tra le erbe

Ecco allora che scatta anche  l’autoproduzione di botaniche. La prima linea è una fiera rivendicazione fin dal nome: il Gin Agricolo. Quindi la produzione cresce e a proposito di parole magiche si mormora “Nonis Februariis”. Che cos’è? Vermouth Di Torino Superiore, ovvero il Ruchè  matura per un paio di anni in piccole botti e poi viene aromatizzato con erbe e spezie.


In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo

Marilena Lualdi

a cura di

Marilena Lualdi

responsabile de l'Informazioneonline e giornalista di Frontiera - inserto de La Provincia, scrittrice e blogger, si occupa di economia, natura e umanità: ama i sapori che fanno gustare la terra e le sue storie, nonché – da grande appassionata della Scozia – il mondo del whisky

Consulta tutti gli articoli dell'autore