Nella leggenda Sauternes: il meglio di 47 assaggi

I migliori 15 esemplari e le note di degustazione di un'ampia degustazione orizzontale di millesimi 2009 e 2019, Sauternes e Barsac

20-11-2022
a cura di Cinzia Benzi

La Nuova Aquitania è una meravigliosa regione francese con capitale Bordeaux. A meno di 50 chilometri dal centro, c’è un’oasi enoica chiamata Sauternes. Il nome identifica una regione, un piccolo villaggio e una denominazione tra le più prestigiose al mondo. Basti pensare che il mitico Chateau d’Yquem, dal 1999 fiore all’occhiello del gruppo LVMH, è l’unico vino francese al mondo denominato dal 1855 Premier Cru Supérieur.

Oggi esistono 11 Premier Crus e 15 Second Crus che con Yquem formano 27 Crus, per una superficie vitata complessiva di 1.100 ettari. I vini dolci liquorosi, in gergo “botritizzati”, nati per magia della muffa nobile, oggi sono chiamati a una rinascita per cambi generazionali e visioni future. Vini versatili e meno austeri del passato.

In quest’ area geografica, enclave bordolese dal terroir unico al mondo, nasce il Sauternes. Le tre uve consentite da disciplinare - Sémillon, Sauvignon Blanc e Muscadelle - vengono vendemmiate ancora con la tecnica dei passaggi, le cosiddette “tries”: è una raccolta manuale, acino per acino, nella giornata e orario migliore per ottenere la perfezione assoluta del chicco botritizzato. Un fungo che, nell’attacco sull’acino, permette di trasformare lo zucchero in concentrazione massima e intensità aromatica senza precedenti, ideale per produrre questi vini liquorosi unici al mondo.

Il villaggio di Sauternes si posiziona in mezzo alle distese di vigneti che circondano ogni angolo del panorama facendo scorgere, in molti casi, i profili dei castelli più iconici. Suggeriamo al nostro lettore di investire del tempo per un viaggio all’insegna dell’enoturismo: il silenzio e l’aria incontaminata possono accendere il desiderio di approfondirne il presente e, al contempo, lasciar scorgere il futuro di questi grandi vini. Il sole, la luce emozionante, a tratti magica, di ogni momento della giornata, oltre alla vita di campagna vi proietteranno in un luogo fiabesco con modernità e servizi ad appena dieci chilometri nella vicina città di Langon.

Château Climens, magnum 2010

Château Climens, magnum 2010

Doisy Daene

Doisy Daene

Il Consiglio dei Grand Cru Classè di Sauternes e Barsac ha un presidente donna, produttrice a Château de Myrat, Slanie de Pontac Ricard: «Crediamo», Slanie de Pontac Ricard, «sia utile far conoscere il nostro vino, come intriso di contemporaneità». Purtroppo l’immagine polverosa di questa denominazione non rende giustizia al grande lavoro fatto dai singoli produttori che, proprio durante la pandemia, hanno siglato nuovi accordi per dare luce a una nuova Maison du Sauternes, una boutique al centro del villaggio in cui proporre seminari, vendere i vini e promuovere questa porzione di Nuova Aquitania ancora troppo poco frequentata.

Il figlio d’arte, vigneron, Jean Jacques Dubourdieu, proprietario di Doisy Daene e co-presidente dell’ODG, Organismo di difesa e gestione della denominazione Sauternes e Barsac, riferisce: «Nella nostra tenuta produciamo 100% Sémillon e mi rendo conto che, prima mio nonno, poi mio padre avevano creduto sulla longevità di questi grandi vini liquorosi. Tuttavia, al tempo stesso, hanno cercato di farmi apprezzare, in ogni millesimo, la piacevolezza della gioventù enoica che, senza dubbio, è un po’ la direzione che stiamo prendendo».

Interessante la doppia orizzontale dei millesimi 2009 e 2019, poco meno di 50 assaggi da cui emerge in maniera molto evidente lo stile che i millesimi contemporanei hanno evidenziato. «Il 2009 è uno di quei millesimi che possiamo classificare come solare, dalle condizioni quasi perfette di botrite. «Estati calde senza stress idrico, precipitazioni a metà settembre e raccolto generoso» - chiosa Dubourdieu - «un millesimo di grande purezza e potenza. Il 2019 è un millesimo tardivo con una maggiore raccolta di uve nel mese di ottobre con passaggi e un risultato finale pur sempre elegante».

Un confronto confermato dal presidente de Pontac Ricard:  «Il 2019 è un millesimo contemporaneo che rispecchia ciò che io e i miei colleghi produttori desideriamo far emergere da questa denominazione. Un frutto brillante, dalle note alcoliche eteree ma pur sempre identitario. Il 2009 è stato un millesimo stellare e, ancora oggi, all’assaggio svela Sauternes e Barsac puri, potenti e in continua evoluzione».

Château de Myrat

Château de Myrat

I NOSTRI 15 SAUTERNES E BARSAC (in ordine alfabetico):

MILLESIMO 2009
Ch
âteau d’Arche: equilibrio, noti di fiori bianchi e lievi cenni di zucchero caramellato con un finale speziato da pepe bianco, ancora in evoluzione.
Château Clos Haut Peyraguey: equilibrio e freschezza con note di miele inebrianti.
Château Doisy Daene (Barsac): esplosione al naso e in bocca di pompelmo rosa, pepe rosa, rotondo e sottofondo agrumato che dona grande freschezza al sorso.
Château Doisy Vedrine (Barsac): cremoso, lievi tostature in primis nocciola e un finale speziato.
Château Guiraud: solarità e note balsamiche alternate ad agrumi lo rendono fresco ed elegante.
Château Myrat: una semplicità apparente che svela un vino fruttato ancora in evoluzione.
Château Rayne Vigneau: complessità, opulenza e note caramellate ricorrenti ma ben integrate.
Château Suduiraut: esotico, solare con zest d’ arancia e note candite in evoluzione.
Château d’Yquem: eleganza, freschezza, note di albicocca candita, zest di mandarino, lievi note tostate, luminoso.

MILLESIMO 2019
Château Coutet
(Barsac): freschezza cremosa con note di limone e crema pasticciera, equilibrio.
Château Climens (Barsac): floreale, morbito, frutta bianca in prevalenza per un sorso identitario
Château Doisy Daene (Barsac): purezza esplosiva di note agrumate con un finale erbaceo in evoluzione.
Château Lafaurie-Peyraguey: frutta gialla con tostature di mandorla e lievi cenni agrumati, audace.
Château Rabaud Promis: tropicale con note di miele ricorrenti ma ben integrate
Château d’Yquem: perfezione dorata, floreale con note di verbena per poi lasciare posto alla menta e al pepe bianco.