Ad Asti, una mostra racconta la storia dei produttori uniti sotto il simbolo del Consorzio

90 anni di Bollicine: un viaggio nel tempo tra pubblicità, litografie, quadri, cartelloni e oggetti di culto

23-09-2022
a cura di Elisabetta Canoro
Appuntamento ad Asti a Palazzo Mazzetti (in corso

Appuntamento ad Asti a Palazzo Mazzetti (in corso Vittorio Alfieri 357), fino al 16 ottobre

È un viaggio nel tempo quello che accompagna i visitatori della mostra Novant’anni di bollicine, l’esposizione che ripercorre la storia dei produttori dell’Asti uniti sotto il simbolo del Consorzio, in scena ad Asti a Palazzo Mazzetti (in corso Vittorio Alfieri 357), fino al 16 ottobre. Un affascinante percorso che attraversa e racconta il passato, il presente e il futuro del più storico vino spumante italiano, avvicinandoci così al 17 dicembre 2022, data in cui il Consorzio dell'Asti Spumante e del Moscato d'Asti Docg festeggerà il suo 90esimo anniversario.

Un traguardo importante, quasi un secolo ‘condensato’ in tre ampie sale ricche di testimonianze che raccontano i valori delle centinaia di famiglie di viticoltori che da decenni coltivano l’uva Moscato Bianco, preservando i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, riconosciuti nel 2014 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Non solo, anche di aziende che esportano in ogni angolo del mondo, considerando che Asti Spumante e Moscato d’Asti, in virtù delle loro innumerevoli occasioni di consumo, sono le bollicine aromatiche più brindate, con un sempre maggior numero di estimatori di ogni generazione.

La mostra, curata da Pier Ottavio Daniele e a cui hanno collaborato Giancarlo Ferraris, Andrea Triberti, Massimo Branda, Luca Percivalle, Zeta Solution e Designstudio25, si trasforma così in uno spazio di riflessione celebrativo, che si fa strumento utile per evidenziare il contributo di crescita culturale ed economica che il Consorzio dell’Asti ha saputo dare al comparto vitivinicolo e non solo. Diventa così un’esperienza informativa completa, che grazie ad uno storytelling emozionale, attraversa in modo esaustivo e articolato le diverse aree di attività della Denominazione, una che raccoglie ben tre province, documentando l’evoluzione e la storia della Docg Asti, pioniera della tradizione spumantistica piemontese nel mondo, anche attraverso le sue campagne di comunicazione che hanno reso riconoscibili l’Asti Spumante e il Moscato d’Asti a livello internazionale.

«È sorprendente scoprire come il Consorzio sia stato capace di anticipare i tempi della comunicazione contemporanea, dando ampio spazio all’immagine, espressione di una sensibilità estetica non scontata agli inizi del Novecento», spiega Cinzia Benzi, donna del vino appena premiata con il premio Barbateller – Storie di vite, in occasione dei festeggiamenti astigiani 56ª edizione della Douja d’Or ad Asti. Basti pensare alle prime immagini pubblicitarie ai poster di grandi artisti come Leonetto Cappiello e Armando Testa, dai Caroselli televisivi in bianco e nero degli anni ‘50 agli spot dei giorni nostri, ancorati nell’immaginario collettivo anche grazie al coinvolgimento di star di Hollywood e divi internazionali.

È Cappiello, il più celebrato e innovatore autore di manifesti negli anni tra il ’20 e il’30, la firma di Asti spumante Passito Bosca (1925), litografia dove il personaggio raffigurato cammina in uno spazio in cui si percepisce la profondità, uno spazio percorso dall’incedere trionfale del soggetto di spalle, col capo cinto di alloro. Achille Luciano Mauzan, cartellonista e illustratore attivo dall’Argentina alla Francia, ha realizzato Asti Calissano (1922), che rappresenta una giovane contadina, col volto aperto e sorridente, con la cuffia bianca, sembra giungere dal vigneto, accaldata dalla corsa, per recare conforto ai vendemmiatori, reggendo il canestro pieno di grappoli e di fresche bottiglie di Asti spumante.

Nel 1952 il cartellonista Michele Adriani esegue per Fontanafredda il manifesto Un grande nome, una grande marca, disegnando una campeggiante bottiglia sul fondo blu. Pittore e cartellonista, Dante Vernice realizza nel 1958 il manifesto Cin cin…Cinzano, con uno stile pop che nobilita il linguaggio pubblicitario, rendendolo un movimento artistico. Non solo arte. Antesignana anche la scelta di utilizzare un track per la mescita per la promozione dell’Asti: è infatti del 1955 lo storico furgoncino Romeo, lo stesso anno in cui si comincia a pensare ad una nuova sede consortile, che accoglierà le voci dei primi 40 consorzisti, oggi diventati più di 216 realtà, tra aziende vitivinicole, Case spumantiere, cantine cooperative e aziende vinificatrici e 1.800 produttori viticoli.

Ma è solo una delle attività che nel tempo hanno portato l’Asti nel mondo, fino ad arrivare alla partecipazione ai grandi eventi e a stringere partnership con il mondo dello sport e con volti noti della cucina d’autore come Alessandro Borghese.


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