05-07-2022

Epokale, la pietra preziosa di Cantina Tramin

Un'interpretazione autentica del Gewürztraminer che concilia passato e presente, proiettando in un futuro radioso il bianco altoatesino che matura in miniera

La verticale di Epokale Gewürztraminer Spätlese

La verticale di Epokale Gewürztraminer Spätlese di Cantina Tramin dal 2009 al 2015 (fatta eccezione dell'annata 2014)

Esplorare, guardare avanti e rinnovarsi: questo è lo spirito che caratterizza Cantina Tramin, la realtà Altoatesina che non smette mai di sorprendere.  

Un viaggio che parte dai vigneti più vecchi dell’azienda, nella località Sella, piccola frazione collinare ai piedi del massiccio della Mendola, fino a raggiungere l’imbocco delle miniere di Monteneve per custodire nel cuore della montagna il prezioso Epokale Gewürztraminer Spätlese, uno dei vini iconici di questa realtà. Al fine di svilupparne la massima espressione, come spiega Willi Stürz, enologo di Cantina Tramin: «Abbiamo capito come sia questa la via per donare a Epokale l’armonia e il corpo a cui aspiriamo. Il nostro scopo è migliorarci senza sosta, per raggiungere i massimi livelli nell’approccio alla varietà che non smette di metterci alla prova e non finisce mai di stupirci».

Un’occasione che ha visto realizzarsi per la prima volta una verticale delle prime sei vendemmie di questo vino e la presentazione in anteprima dell’annata 2015, che uscirà il prossimo autunno.

Un vino che vive nel tempo e che richiede proprio un giusto tempo per esprimersi, nato con la vendemmia 2009, oltre che l’idea di offrire una declinazione diversa dell’uva Gewürztraminer: una sorta di incontro tra passato e contemporaneità. Il terroir di Termeno è senza dubbio una delle aree di più alta espressione del territorio di questa varietà, per cui se ne ricavano Gewürztraminer che possiedono grandi potenzialità di invecchiamento, trasformando l’esuberanza aromatica iniziale, in note più sottili e discrete, di grande eleganza.

La visita nella miniera di Monteneve, a 2000 metri d'altezza in Val Ridanna, Alto Adige

La visita nella miniera di Monteneve, a 2000 metri d'altezza in Val Ridanna, Alto Adige

Le bottiglie di Epokale vengono, infatti, portate in Val Ridanna, a circa 2000 metri di altezza, dentro la miniera di Monteneve - dalla quale fino al 1985 venivano estratti piombo, zinco e argento – riposte a 4 km dall’imbocco della galleria di entrata e a 450 metri di profondità sotto la montagna; in queste condizioni il vino trae beneficio dalla temperatura di 11°C e dal tasso di umidità del 90%, entrambi costanti durante tutto l’anno.

Le uve per produrre l’Epokale provengono anch’esse dai due vigneti prossimi al Maso Nussbaumer - gli stessi da cui derivano le uve per la produzione del Nussbaumer e del Terminum - siti a circa 440 m.s.l.m.; quindi, è stata prediletta una selezione accurata dei vigneti più vecchi, caratterizzati da un terreno calcareo-argilloso ricco in ghiaia e di roccia porfirica negli strati più profondi, con una resa in vigneto che si attesta sui 28 ettolitri per ettaro.

La visita nei vigneti di Cantina Tramin

La visita nei vigneti di Cantina Tramin

Dopo la vinificazione con pressatura soffice, il vino sosta quasi 11 mesi sui lieviti prima di essere imbottigliato e, per sviluppare la sua massima espressione, viene lasciato affinare per sei anni nel buio della miniera o fino al momento in cui viene ritenuto pronto per l’uscita. Come nel caso della 2014, incredibilmente sottile e fresco, ma che ad oggi necessita ancora del tempo di riposo.

Un’occasione unica, duqnue, quella proposta da Cantina Tramin, che ha visto guidare la degustazione delle annate di Epokale dalla 2009 alla 2015 - fatta eccezione per la 2014 - in modo coinvolgente da Gabriele Gorelli, primo Master of Wine italiano.

Dalla verticale emergono ben chiare le fasi di ricerca e di sperimentazione di questa etichetta, i cambiamenti e la presa di coscienza di ciò che si vuole esprimere. Come ha sottolineato Gorelli: «Oggi assaggiamo la genesi di un vino leggendario che è Epokale, non solo perché è invecchiato in miniera e viene rilasciato tardi, ma colma i livelli dei bianchi italiani. Se oggi l’Italia è riconosciuta per i vin rossi, sui bianchi viene meno e tra le regioni che hanno la potenzialità di dare valore ai bianchi italiani c’è senza dubbio l’Alto Adige con le varietà proprie delle aree alpine».

Da sinistra: Gabriele Gorelli, Willi Stürz (enologo di Cantina Tramin) e Wolfgang Klotz (direttore commerciale)

Da sinistra: Gabriele GorelliWilli Stürz (enologo di Cantina Tramin) e Wolfgang Klotz (direttore commerciale)

La 2009 di Epokale è figlia di un clima fresco, ma frutto di una vendemmia particolarmente matura e generosa, soleggiata e calorosa, che porta alla produzione di un vino con una complessità gusto-olfattiva importante, con appena il 12,5% di alcol e ben 107g/l di zuccheri residui. Dal colore oro brillante, dona all’olfatto note di fico, litchi, albicocca secca, nocciole caramellate e spezie indiane; un leggero tocco amaricante ripulisce il palato e rende meno impattante e ben integrata la sua dolcezza. Un vino sferico, lungo, denso e cremoso.

L’Epokale 2010 si differenzia per la struttura e la carica cromatica diversa, figlio di un’annata meno generosa, ha appena 36 grammi di zucchero residuo e 13,5% di alcol. Eleganza, freschezza; sfaccettature di agrumi dal chinotto al cedro candito, pepe bianco e curcuma ne descrivono l’olfatto; teso con cenni erbacei, appare più rigoroso della precedente 2009, un vino probabilmente che deve ancora esprimersi nella sua massima espressività. Anche la 2011, frutto di una stagione connotata dalla più calda primavera degli ultimi decenni. Un agosto molto caldo e un tempo spettacolare a settembre, accompagnato da notti fresche, hanno consentito un favorevole progresso della maturazione. Appena 30 i grammi di zucchero residuo e 14% di alcol. Il vino si presenta meno esuberante all’olfatto e gioca più sulle erbe officinali, radice di zenzero, mango e frutta esotica; ritorna la pungenza dello zenzero al sorso, che accompagna le note bitter e di radice piuttosto pronunciate, rendendo il sorso intrigante e slanciato.

La 2012 torna a essere un vino più in linea con l’annata 2010, con appena 23 grammi di zucchero residuo e 14% di alcol; ritroviamo all’olfatto la generosa freschezza agrumata del pompelmo, del mandarino e del bergamotto, a cui si uniscono accenni floreali e un finale di pepe bianco. All’assaggio la freschezza mentolata delle erbe mediterranee e le suggestioni speziate gli danno slancio e un buon equilibrio.

Con la 2013 si inizia a tracciare una maggiore consapevolezza e un leggero cambio di passo: si torna ad avere un vino meno denso, più agile, ma più morbido e cambia ritmo della sua beva. Ritorna il frutto esotico di litchi, sensazioni floreali di petali di rosa, acqua di colonia, una sensazione quasi dolce, ceralicola di sakè e di nocciole immerse nel miele; più salato al palato, elegante e armonico, con un richiamo di spezia che dona snellezza al sorso.

Si chiude con la 2015, assaggiata in anteprima per l’occasione, un vino che sembra racchiudere nel suo sorso quel punto di equilibrio tra tradizione e contemporaneità. Un vino caratterizzato da una freschezza alpina e una sottile aromaticità; elegante, vivace, giovane, eppure completo. Qui il residuo zuccherino diventa importante, con 55g/l di zuccheri residui e il 12,5% di alcol. Un vino che spicca per il connubio tra concentrazione e finezza, oltre a testimoniarne l’evoluzione stilistica

Come ha spiegato Willi Stürz: «Negli anni siamo tornati a raccogliere uva sempre più matura e concedere al vino un residuo zuccherino importante. Abbiamo capito come sia questa la via per donare al nostro Epokale, l’armonia e il corpo a cui aspiriamo. Il nostro scopo è migliorarci senza sosta, per raggiungere i massimi livelli nell’approccio alla varietà che non smette di metterci alla prova e non finisce mai di stupirci».

 


In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo

Fosca Tortorelli

a cura di

Fosca Tortorelli

napoletana, classe 1978, architetto e sommelier Ais. Fa parte dei Narratori del Gusto e insieme al Centro Studi Assaggiatori di Brescia partecipa a panel di degustazione nel settore enogastronomico. Collaboratrice della rivista L’Assaggio, oltre che di altre testate, è membro delle Donne del Vino

Consulta tutti gli articoli dell'autore