Il nostro Vinitaly e gli aspetti positivi della "nuova" fiera

Seconda parte della nostra analisi sulla fiera di Verona: e tanti nuovi assaggi da parte della redazione vino di Identità Golose

18-04-2022
a cura di Identità Golose
Vinitaly, la 55esima edizione si terrà dal 2 al 5

Vinitaly, la 55esima edizione si terrà dal 2 al 5 aprile 2023

Piccola premessa: chi è stato a casa e critica a distanza il Vinitaly ha solo torto. A prescindere. È come un critico di vino che contesta una bottiglia senza averla assaggiata. Onestamente sembra un po’ come la favola della volpe e l’uva.

Certo, il Vinitaly può migliorare. Ma un dato può essere chiarificatore: rispetto al 2019, i visitatori sono scesi da 125mila a 88mila. Una statistica negativa? No, anzi, è l’esatto contrario. Perché è meglio avere 88mila visitatori interessati, professionali, del settore, che una folla oceanica in quella che prima, più che una fiera del vino, sembrava la sagra del gomito alzato. Non tutto è perfetto, ci sono ancora alcune – tante – cose da migliorare (evitiamo di parlare di viabilità e di scelte perlomeno discutibili da parte degli agenti della polizia municipale veronese), ma la pandemia sembra aver dato una “scossa” al Vinitaly.

Noi, comunque, continuiamo a parlare dei vini, con la seconda parte della selezione effettuata da Raffaele Foglia, Amelia De Francesco, Adele Granieri, Marilena Lualdi, Chiara Mattiello, Fosca Tortorelli, Salvo Ognibene e Maurizio Trezzi (qui la prima parte).

Angela Maculan con la mini verticale di Fratta

Angela Maculan con la mini verticale di Fratta

La mini verticale di Fratta di Maculan
Insieme ad Angela Maculan, durante il Vinitaly, abbiamo avuto modo di assaggiare il Fratta, il vino rosso di punta della Cantina Maculan, nell’evolversi del tempo. Così il 2018, bella annata non ancora in commercio, mostra il suo potenziale, ancora da esprimersi (bisognerà aspettare almeno altri 6 mesi di affinamento in bottiglia), mentre la 2017 è l’annata attualmente in commercio, anche se molto giovane. La 2016 si rivela elegante e dalla grande prospettiva, mentre la 2011 dimostra che dopo 10 anni il Fratta trova la sua giusta complessità. Infine il 1988 non ha bisogno di lunghe descrizioni: un vino che dimostra come i grandi vini affrontino a testa alta la sfida del tempo.

Il Barolo Pajana di Clerico

Il Barolo Pajana di Clerico

Pajana Barolo Ginestra 2018 di Clerico
Buoni subito, migliori domani. Una filosofia, questa, che si addice appieno per i vini della cantina di Domenico Clerico. Il testimone è passato all’enologo Oscar Arrivabene che continua nel percorso di valorizzazione dei vari Barolo dell’azienda di Monforte d’Alba. L’annata 2018, appena uscita, è giovanissima: al momento, assaggiato all’ultimo Vinitaly, il Barolo Pajana, dall’omonimo vigneto all’interno della Mga Ginestra, è quello che riesce a esprimersi con maggiore immediatezza. Ma anche lui ha bisogno di un po’ di pazienza per esprimere tutto il suo potenziale.

Grisela Soave Classico 2021

Grisela Soave Classico 2021

Grisela Soave Classico 2021 di Cornelia Tessari
Grisela Soave Classico - 100% Garganega da vigneti sulle colline di Monteforte d’Alpone - presenta un’immediatezza e piacevolezza da bevuta quotidiana, unendo all’agrume delicato e alla sapidità la caratteristica della nota di fumo che sintetizza tanto bene questo territorio. Una curiosità: Grisela, che vuol dire in dialetto “grigio”, era il soprannome della famiglia Tessari, che si distingueva per il tratto dei capelli biondo cenere. Amelia De Francesco

Sotterfugio 2019 Sangiovese IGT Toscana

Sotterfugio 2019 Sangiovese IGT Toscana

Sotterfugio 2019 Sangiovese IGT Toscana di Le Palaie
Sangiovese in purezza, questo vino della cantina Le Palaie il suo nome all’ultima parte dell’affinamento che avviene in cocciopesto, contenitore che lo “nasconde” custodendolo sino alla bottiglia. Al naso un delicato frutto rosso, note di cacao e una speziatura fine, sfodera poi eleganza e pienezza quando si arriva al sorso, con un tannino vibrante che promette futuro. Un racconto di quelle colline pisane che tendono al mare. ADF

Gian Matteo Baldi mostra il Pinot Nero di Castello di Cigognola

Gian Matteo Baldi mostra il Pinot Nero di Castello di Cigognola

Pinot Nero 2020 di Castello di Cigognola
Un Pinot Nero, annata 2020, che è la prima espressione ferma e vinificata in rosso firmata Castello di Cigognola, nata dalla collaborazione con l’enologo e consulente Federico Staderini, grande interprete e cultore del vitigno. Il nuovo vino nasce da cinque ettari di vigneto, distribuiti su colline con pendenze molto decise. La fermentazione, affidata ai lieviti spontanei, si accompagna a diversi giorni di blanda follatura, con le uve più mature che fermentano a grappolo intero. Segue la sosta in tonneaux da 500 litri e in tini di cemento da 10 litri, per un affinamento di circa 12 mesi. Il risultato è un vino di grande carattere ed eleganza, caratterizzato da profumi di violetta e ribes, con un sottofondo di erbe officinsli e corteccia e un sorso agile, teso e succoso. Adele Granieri

Vanedda Bianco Terre Siciliane Igp 2019

 

Vanedda Bianco Terre Siciliane Igp 2019

 

Vanedda Bianco Terre Siciliane Igp 2019 di Cortese
Quella di Stefano e Marina Girelli è una storia di incontri: dal Trentino, si è esplorata la magia della Sicilia, anche con l’Azienda agricola Cortese. La Selezione sboccia da Vanedda Bianco Terre Siciliane Igp 2019,  ottimo Virgilio nel narrare tradizione e innovazione nel segno del biologico. Catarratto e Grillo, oltre che il Fiano, vengono fatti macerare sulle bucce come si soleva fare un tempo. Un incedere verso  aromi fruttati così profondamente siciliani ed esotici. Marilena Lualdi

Radicale, vino e provocazione da Bellenda

Radicale, vino e provocazione da Bellenda

Radicale Spumante Extra Brut di Bellenda
«Fuori dagli schemi. Senza compromessi», questo è lo spirito che vuole trasmettere Radicale, lo spumante extra brut da uve Glera 100%; rifermentazione in bottiglia senza sboccatura e senza aggiunta di solfiti, questa la filosofia scelta per l'Extra Brut Radicale 2018 di Bellenda, uno spumante realizzato con metodo ancestrale che esprime la sua schiettezza e sincerità, con garbo e precisione. Gioca sulle note di erbe officinali e fruttate di agrumi. Di irrorante freschezza, diverte e cattura per la sua diretta espressività. Fosca Tortorelli

Minù di Vètrere

Minù di Vètrere

Minù, il Minutolo di Vètrere
Il Puglia IGT Minù 2020 è un Minutolo in purezza macerato sulle bucce per 4 giorni in silos di acciaio, nasce dalla voglia dell’Azienda Vètrere di esplorare le diverse espressività di questa varietà aromatica pugliese. Questa la sfida di Martina, l’enologa dell’azienda, che con coscienza e maestria porta in bottiglia un vino di delicatezza espressiva e di grande slancio. Il Minù richiama all’olfatto un coinvolgente spettro floreale, dai fiori di arancio alla ginestra, a cui si aggiungono le nuance che ricordano il propoli e dolci cenni di papaia. Un vino espressivo e travolgente. FT

Franco Pacenti, Brunello di Montalcino (e non solo)

Franco Pacenti, Brunello di Montalcino (e non solo)

Brunello di Montalcino Rosildo 2016 di Franco Pacenti 

Un vino tributo al nonno Rosildo, fondatore dell'azienda nel 1962, come omaggio della nuova generazione alla guida dell'azienda di famiglia. Naturalmente Sangiovese da un'accurata selezione delle uve nella Vigna della Creta, l'annata 2016 uscirà a giugno ma era presente en primeur all’ultimo Vinitaly, nei giorni scorsi. Affinamento in legno per 36 mesi, in botte di rovere francese da 10 ettolitri, solo 1.000 bottiglie. Salvo Ognibene

Dall'ArmeniaYeraz di Zorah

Dall'ArmeniaYeraz di Zorah

Yeraz di Zorah dall’Armenia
La vitis vinifera, dicono gli esperti e i libri di storia, trova le sue origini nel Caucaso, dove oggi si trova lo stato dell’Armenia. Lì, dalle parti del biblico monte Ararat, la cantina Zorah vinifica vitigni autoctoni che sono i depositari della moderna viticoltura. Yeraz in armeno significa sogno. Ed da un vino da sogno quello che nasce da uve a 1600 metri di altezza. Un rosso importante, che sfrutta a suo beneficio altura ed escursioni termiche. Un mix fra Sangiovese e Nebbiolo, affinato in anfore e da tenere a lungo in cantina. Maurizio Trezzi

Signum Aetne, da vigne a piede franco, di Firriato

Signum Aetne, da vigne a piede franco, di Firriato

Signum Aetnae di Firriato
Il Nerello Mascalese trova sulle pendici dell’Etna terreni e microclimi che lo esaltano. Da Firriato però hanno fatto di più. Sono riusciti a scovare una vite di questo meraviglioso vitigno, piantata nel 1882, prima che la fillossera attaccasse le colture sulle pendici del vulcano. Arrivato, miracolosamente sino ai giorni nostri, oggi da quel ceppo a “piede franco” nasce Signum Aetnae, attualmente commercializzato nella prima annata di produzione il 2014 in sole 3500 bottiglie. Un vino dai colori e dai profumi tipici del Nerello ma con un finale meno dolce e con tannini finissimi. Una rarità che permette di degustare anche un pezzo di storia. MT


Rubriche

In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo