Sidro Vittoria tra antiche varietà di mele e "Italian Style"

L'azienda emergente di Vigo di Cadore è partita con il recupero dei frutteti per arrivare al Metodo Classico

07-01-2022
a cura di Raffaele Foglia
Andrea Concina e Andrea Bonalberti: hanno creato

Andrea Concina e Andrea Bonalberti: hanno creato il loro Sidro Vittoria a Vigo di Cadore

Il recupero delle antiche varietà di mele e un sidro che, grazie al Metodo Classico, si trasforma in una bollicina duttile e piacevole.

«Non vogliamo che il sidro sia considerato un parente povero del vino»: questa la dichiarazione di intendi di Andrea Bonalberti e Andrea Concina, gli ideatori di Sidro Vittoria nel Cadore, per la precisione a Vigo di Cadore, lungo le Dolomiti, dove con coraggio hanno dato vita a un’azienda di piccole dimensioni, ma che ha grande voglia di stupire.

Sono state recuperate antiche varietà italiane di mele, ma nel frutteto ci sono anche varietà inglesi

Sono state recuperate antiche varietà italiane di mele, ma nel frutteto ci sono anche varietà inglesi

I due amici, dopo un’esperienza in Inghilterra, hanno fatto nascere questa azienda partendo proprio dalle basi. «Avevamo bisogno di un “Piano B” per il rientro in Italia – spiega Andrea Concina – Così abbiamo pensato di recuperare vecchi frutteti abbandonati aggiungendo poi un impianto nostro con cultivar inglesi di pere e mele da sidro, di cui siamo appassionati. Non è un frutteto convenzionale, ma è molto largo e le piante hanno radici molto larghe, dove sono intercalati anche alberi non produttivi che servono solo a fissare l’azoto nelle radici. Ci sono anche le nicchie per gli insetti e stagni semiartificiali per gli anfibi, senza contare che nel frutteto razzolano tranquillamente le galline che puliscono da coleotteri e larve».

La natura a favore della natura, insomma. «Finalmente abbiamo un buon prodotto, realizzato con pochi trattamenti sul frutteto».

Il frutteto realizzato a Vigo di Cadore

Il frutteto realizzato a Vigo di Cadore

Ma qual è la loro ispirazione? «Ci sono tre grandi scuole per il sidro: Inglese, Spagnola e Francese – spiega Andrea Bonalberti - Ognuna ha la propria interpretazione diversa. Noi abbiamo invece voluto dare un’interpretazione italiana, anche per renderlo più nobile, tramite l’utilizzo del Metodo Classico».

«Le mele inglesi sono varietà che nascono per fare sidro, ma sono molto difficili da mangiare. Hanno uno spettro aromatico molto ampio. Noi abbiamo cercato di “armonizzarle” con le vecchie varietà del Trentino e, più in generale, dell’Italia. Anche se, devo dire, che le varietà inglesi si sono ben ambientate qui».

La preparazione del Metodo Classico

La preparazione del Metodo Classico

L’impegno è notevole, a partire dal frutteto: «Fare agricoltura in montagna non è facile – sottolinea Andrea Concina - E noi non eravamo professionisti, era tutto da scoprire. Abbiamo preso un vecchio capannone dove si facevano lenti per occhiali e poi abbiamo iniziato a lavorare».

Ma come si realizza questa bollicina di sidro? «Dopo la raccolta delle mele, si fa la pressatura e si passa nei tini di fermentazione, poi il sidro viene svinato e lasciato maturare fino a primavera. Quindi si effettua un blend delle varie varietà e si parte con il tirage, per la rifermentazione in bottiglia. Facciamo almeno 24 mesi di affinamento».

Il sidro Italian Bloom

Il sidro Italian Bloom

Due i sidri realizzati con Metodo Classico. Italian bloom è realizzato con le varietà italiane. La vendemmia è la 2018, con sboccatura a settembre. Nota leggermente amara in fondo, tipica del sidro, e un tannino che è più amaro che astringente. E’ il prodotto più elegante.

English Rose ha 30% di varietà inglesi, e rimane 36 mesi sui lieviti. Annata 2017, è più intenso, con note affumicate e di erbe officinali.

L'altra versione in Metodo Classico: English Rose 

L'altra versione in Metodo Classico: English Rose 

Infine c’è un sidro che “strizza l’occhio” al mondo della birra: si chiama Luppololà. In questo caso viene effettuato il dry hopping, come avviene per alcune birre, con il luppolo che cresce nella zona.

Insomma, il sidro può essere un’alternativa al vino? Sì, ma l’importante è che ci sia un’apertura mentale da parte del consumatore, che non veda il sidro solo come un semplice succo di mela fermentato, un po’ dolcino, e nulla più. Sidro Vittoria è la dimostrazione che si possono fare prodotti molto interessanti e piacevoli.


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