Slow Wine presenta i suoi nuovi progetti per il 2022

Il Manifesto per il vino buono, pulito e giusto, la Slow Wine Coalition e la prima edizione di una Fiera, a Bologna dal 26 febbraio 2022: intervista con il curatore Giancarlo Gariglio

21-10-2021
Il Manifesto Slow Food per un vino buono, pulito e

Il Manifesto Slow Food per un vino buono, pulito e giusto può essere sottoscritto da produttori, operatori, appassionati

E' uscita da pochi giorni l'edizione 2022, la dodicesima, della guida Slow Wine, per Slow Food Editore: un'edizione che segna, superata la fase più complicata della pandemia, il ritorno alle visite in cantina da parte dei recensori della guida e la conseguente ripresa delle assegnazioni delle Chiocciole, i simboli dell'eccellenza secondo Slow Wine, sospese nella pubblicazione del 2021. 

Oltre alle 1958 cantine visitate e recensite, e ai 458 video, attivabili da un QR code, che permettono una visita virtuale alla cantina anche ai lettori, la guida Slow Wine 2022 porta con sé la novità dell'annuncio della Slow Wine Coalition, che parte dal Manifesto Slow Food per il "vino pulito e giusto", e che verrà celebrata con la prima edizione della Slow Wine Fair, una "Terra Madre del vino", che si terrà a Bologna a fine febbraio 2022.

Ne abbiamo parlato con Giancarlo Gariglio, che cura la guida fin dalla sua prima edizione insieme a Fabio Giavedoni. Partendo dalla definizione del senso e degli obiettivi del Manifesto

«Sarà l'impegno e il progetto - ci ha raccontato - su cui lavoreremo, mi auguro, da qui ai prossimi 20 anni, e su cui Slow Food, nel campo del vino, sta investendo più tempo, risorse e idee. Siamo partiti dalla stesura di un manifesto in dieci punti: non è un protocollo di certificazione, non vuole assolutamente obbligare i produttori a fare questo o quello. Enuncia invece dieci principi che per noi sono centrali per avere un vino buono, pulito e giusto, e che chiediamo di firmare non solo ai produttori, ma anche gli appassionati e ai professionisti del settore».

Giancarlo Gariglio

Giancarlo Gariglio

Il Manifesto racconta quindi la vostra visione sul futuro del vino e della cantina?
Sì, il ruolo del vino per noi non è più solo di essere buono, che è ovviamente molto importante. Però pensiamo anche che una cantina debba essere fortemente impegnata nella sostenibilità ambientale, per questo abbiamo voluto enunciare alcuni punti fondamentali in questo senso, come evitare il diserbo e i prodotti chimici di sintesi; poi però abbiamo voluto dare anche una sorta di tridimensionalità alla figura della cantina, investendo nel suo ruolo di motore nella tutela del paesaggio. Le cantine svolgono la funzione di sentinelle del paesaggio, che i produttori desiderano mantenere integro e il più bello possibile, e molto spesso questo diventa anche una fonte di richiamo turistico. Tanti visitano le cantine perché si trovano in territori bellissimi: bisognerebbe riconoscere alle cantine questa funzione di tutela. 

Nel Manifesto si parla anche di lavoro...
Certo: questo è un argomento molto importante, che riguarda un altro ruolo sociale delle cantine e che dovrà interessare la rete internazionale che vogliamo costruire. Il rapporto con i lavoratori dei campi ha una grande rilevanza e praticamente in ogni paese vediamo come questi lavoratori siano spesso stranieri: è essenziale quindi che le cantine sappiano essere anche funzionali all'integrazione sociale di queste persone, rivestendo così un ruolo sia sociale che culturale. Infine, anche e soprattutto lo Stato deve riconoscere l'importanza di tutto questo e la rilevanza del ruolo del vino nel nostro paese. E non solo perché è una voce importante del PIL, ma perché un motore di sostenibilità economica deve essere anche un motore di sostenibilità sociale, ambientale e di tutela del paesaggio. Il Manifesto parla di questo e la neonata Slow Wine Coalition è una rete internazionale che vuole riunire tutti coloro che credono in un vino buono, pulito, giusto: un patto comunitario tra appassionati, vignaioli e soggetti legati alla filiera enologica.

Da questo impegno nasce un nuovo appuntamento per Slow Food, l'avete presentato come una Terra Madre del vino: la Slow Wine Fair, dal 26 febbraio al primo marzo a Bologna.
E' un sviluppo molto importante per noi, perché riteniamo che questo manifesto debba essere un punto di partenza su cui incontrarsi e discutere. Appassionati, produttori e professionisti sono affamati di novità e pensiamo che questo appuntamento possa essere la novità per il mondo del vino nel 2022: la Slow Wine Fair segna anche la nostra collaborazione con la Società Excellence, che organizza un appuntamento importante come Champagne Experience. Saranno nostri compagni di viaggio e porteranno alla fiera molti produttori dall'estero di grande qualità, accomunati dalla filosofia che di cui ho parlato poco fa. I primi due giorni saranno dedicati a convegni e dibattiti, poi proseguiremo con tre giorni di fiera vera e propria, con degustazioni e mercato: la domenica 28 febbraio dedicata al pubblico degli appassionati, il lunedì e il martedì invece agli operatori del settore. 


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