Josè Rallo, il ritmo di Donnafugata

La donna del vino del popolare brand siciliano è sempre un vulcano di idee, «Perché la vita è tempo e il tempo è qualità»

09-03-2021
Josè Rallo di Donnafugata, in sala di registrazi

Josè Rallo di Donnafugata, in sala di registrazione. In pandemia ha inciso il suo terzo 3 album jazz

Nel 1983 Giacomo e Gabriella Rallo fondano Donnafugata. Lui è la quarta generazione di una storica famiglia siciliana che ha prodotto vini prestigiosi per oltre 160 anni. Nel 2016 la perdita di questo signore priva l’intero comparto vinicolo di una delle menti più brillanti e visionarie della scena siciliana.

Donnafugata prosegue oggi con Gabriella, creatrice e ispiratrice d’inimitabili etichette artistiche, e i figli Josè e Antonio, responsabili di 405 ettari distribuiti tra Marsala, Contessa Entellina, Pantelleria ed Etna. Un brand oggi conosciuto in tutto il mondo, per l’innovazione e per lo stile. Antonio, agronomo e winemaker, presta il suo talento al servizio di vini che siano espressione del territorio; José cura il controllo di gestione e la comunicazione aziendale.

Il lavoro di Josè in cantina inizia quasi per caso. Laurea in Economia e Commercio, dottorato e specializzazione negli Stati Uniti in una grande società di consulenza, nel 1990, 7 anni esatti dopo la fondazione di Donnafugata, chiama il padre: «Volevo tornare in Sicilia dal mio futuro marito e lavorare con la mia famiglia. I miei genitori desideravano la mia felicità professionale e, ovviamente, personale. Mio padre mi rispose che mi avrebbero accolto a braccia aperte a patto di fare la gavetta, sia in termini di mansioni sia di compensi economici. Per me è stata una sfida vera applicare il mio studio al controllo di gestione dell’azienda. Trovai una Sicilia rinnovata, splendida e con una cresciuta in modo impressionante. Mi sposai».

Josè, Gabriella e Antonio Rallo

Josè, Gabriella e Antonio Rallo

La barricaia di Donnafugata a Marsala (foto Anderson)

La barricaia di Donnafugata a Marsala (foto Anderson)

Josè mette a frutto una grande passione per il marketing e s’inventa un nuovo modo di comunicare il vino. Cantante jazz per passione, insieme al marito Vincenzo Favara, appassionato di musica brasiliana, nel 2002 crea il Donnafugata Music&Wine, un’esperienza multisensoriale che abbina a ogni vino un brano musicale. Josè è una donna dall’energia contagiosa. Colta, viaggiatrice, appassionata di arte contemporanea, moglie e mamma.

Come vive il difficile momento attuale?
La vita è tempo e il tempo è qualità. Questo periodo sospeso ha fatto e continua a fare del male. Ci ha costretti a restare fermi. Ma abbiamo ritrovato il tempo di assimilazione e riflessione. Io ho riscoperto la creatività e, a giugno, ho inciso il mio terzo album. La musica e il canto mi mancavano.

Donnafugata è un marchio che associamo all’eccellenza vinicola siciliana ma anche all’arte, alla musica, alla moda. Quali sono le prossime sfide? 
Stiamo cercando di capire come fare a presentare l'album e, di conseguenza, a far degustare i nostri vini, le nuove etichette. Continueremo a collaborare con Dolce e Gabbana, con cui è nato il Rosato “Rosa” di uve Nerello Mascalese e Nocera. Una partnership partita con le loro sfilate o cene di gala, momenti in cui, immagino, noi e i nostri vini eravamo sotto osservazione per capire se potessero esistere affinità tra noi e loro. Un’esperienza immersiva e formativa per tutti noi. La loro attenzione dei dettagli ci ha impressionato. Insieme abbiamo creato un vino innovativo, originale, moderno e loro hanno disegnato l’abito perfetto della bottiglia, con un’etichetta originale.

Prowein rimandata al 2022 e Vinitaly a ridosso dell’estate. Come reagite di fronte a queste notizie?
Da oltre un anno penso ai 30mila assaggi che noi di Donnafugata facciamo durante le fiere. Sono certa che l’esperienza sensoriale non è sostituibile e, seppur creda, fortemente, nelle degustazioni virtuali non arriverò mai a quei numeri per incontrare i nostri consumatori finali. Nonostante ci sia stata un’estate ricca di visitatori, i passaggi in cantina sono calati del 30%. Certo è necessario trovare il modo per incentivare gli acquisti. Chi ha marchi solidi può avere un lieve vantaggio. Noi registriamo ottime vendite sulla fascia medio alta. La gente pur bevendo a casa ha voluto bere meglio.

Ha dichiarato che il digitale salverà il mercato del vino dal Covid.
L’e-commerce è fondamentale per non smettere di tessere un rapporto con il consumatore finale. In parallelo credo molto nelle piattaforme B2B, come Alibaba che mette in contatto 18 milioni di buyer in 190 Paesi. Certo, occorre imparare un nuovo linguaggio per comunicare con il mondo.

Il Rosato “Rosa” da uve Nerello Mascalese e Nocera, concepito con Dolce e Gabbana

Il Rosato “Rosa” da uve Nerello Mascalese e Nocera, concepito con Dolce e Gabbana

José Rallo

José Rallo

Crede nei tasting digitali?
Certo, ne abbiamo fatti con il trade, i distributori, la stampa ma non arriveremo mai ai volumi di contatti che Donnafugata era abituata a fare. Dobbiamo costruire un nuovo futuro e noi, a Marsala, durante il primo lockdown eravamo sempre connessi ognuno dalla propria casa. Tutto il giorno in video a scambiarci opinioni e, involontariamente, a conoscerci meglio. Ci siamo conosciuti meglio e questo lo trovo bellissimo.

Come state lavorando in questo momento d’immobilità forzata?
Ho creato progetti trasversali con un coinvolgimento contemporaneo del marketing, della produzione, del commerciale senza scordare il lavoro in campagna visto che la natura non si è mai fermata. L’idea di un capo progetto che deve confrontarsi con tutti i reparti dell’azienda è singolare: ognuno ha un proprio linguaggio ma abbiamo capito che occorre esprimersi con un idioma universale, che tutti possano comprendere. Ci siamo riusciti.

Qual è la prima cosa che farà non appena potremo tornare a viaggiare? 
Semplicemente andare in barca a vela con la mia famiglia, i miei figli e farmi cullare dalle onde e dal vento. Sono siciliana, amo il contatto con il mare.


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