Sette calici dal Terroir Marche Festival

Macerata ha posto l'accento su ottime espressioni della regione, e non solo. Gli assaggi più convincenti secondo noi

31-05-2017
Una parte dei produttori che hanno arricchito Terr

Una parte dei produttori che hanno arricchito Terroir Marche, il 20-21 maggio scorsi a Macerata. Grandi vini marchigiani ma anche dalla Borgogna e dalla Mosella

Sedici cantine associate, 166 ettari vitati, una produzione di 600mila bottiglie di vini bio, 30 soci-lavoratori, 42 dipendenti-lavoratori: sono questi i numeri alla base del successo della terza edizione di Terroir Marche Festival che si è svolto a Macerata il 20 e 21 maggio scorsi e che ha portato oltre mille appassionati e operatori del settore a degustare circa 150 etichette rappresentative delle zone vitivinicole di Castelli di Jesi, Conero, Matelica e Piceno, oltre che della Borgogna, grazie al gemellaggio con i vignaioli dell’associazione Artisans Vignerons de Bourgogne du Sud, e della Mosella, per la presenza dall’ospite speciale Weingut Steffens-Keß.

Un successo confermato anche dal presidente del consorzio Terroir Marche Alessandro Bonci: “Siamo molto soddisfatti sia dell’accoglienza della città di Macerata, sia della grande partecipazione del pubblico. Dal punto di vista tecnico abbiamo avuto l’occasione di confrontarci con i nostri colleghi stranieri sull’esigenza di creare una rete di vignaioli indipendenti per lo scambio di esperienze, e abbiamo dimostrato ancora come i vini prodotti dai nostri vitigni autoctoni sanno affrontare la sfida del tempo dimostrando una longevità che non ha nulla da invidiare alle denominazioni più blasonate d’Italia e del mondo, anche in annate non facili, come hanno dimostrato un Rosso del Conero del 1990, un Pecorino del 2001 o un Verdicchio del 2007, protagonisti delle nostre degustazioni guidate”.

E proprio la longevità è stato l’aspetto più sorprendente che abbiamo potuto apprezzare durante il laboratorio di degustazione ospitato nella magnifica cornice delle sale del Teatro della Società Filarmonico Drammatica e dedicato al Pecorino, la cui riscoperta nei pressi di Arquata del Tronto è avvenuta negli anni Ottanta grazie all’impegno e alle ricerche di Guido Cocci Grifoni e Teodoro Bugari. Tra le etichette degustate durante l’entusiasmante verticale che, in dieci assaggi e cinque produttori del vitigno autoctono a bacca bianca ora tra i più rappresentativi del terroir Piceno, ci ha condotti a ritroso nel tempo fino all’annata 2001, ci piace ricordare:

Offida Docg Pecorino Aurai 2014 - PS Winery
Un 100% Pecorino che colpisce per struttura, complessità ed equilibrio gusto-olfattivo e che nasce dalla passione e dall’impegno di Raffaele Paolini, ascolano e giornalista, e Dwight Stanford, statunitense e chirurgo, soci fondatori della cantina che ha sede ad Offida e prende il nome dalle iniziali dei loro cognomi. Un’idea nata nel 2006, sviluppatasi con l’impianto delle vigne nei due anni successivi e concretizzatasi con la prima vendemmia nel 2010 per un’azienda che si estende complessivamente su sei ettari collinari di vigneti gestiti secondo i dettami del metodo biologico.

Offida Docg Pecorino 2011 - La Valle del Sole
Altra bella espressione di Pecorino in purezza, intenso e complesso, con note di frutta gialla matura e profumi terziari vegetali coerenti con il grado di maturazione, e altra bella cantina del borgo medievale di Offida, dove Silvano Di Nicolò coltiva e custodisce i 10 ettari vitati dell’azienda agricola di famiglia, certificata biologica dal 1990.

Marche Igt Bianco Sacrì 2005 - Fiorano
Dodici anni dalla vendemmia e non sentirli. Una beva piacevolissima lascia ipotizzare una longevità ulteriore per questo 100% Pecorino proveniente dal podere Sacrì della cantina Fiorano, situata a Cossignano, co-fondatrice del consorzio Terroir Marche e certificata biologica da oltre 15 anni. Paola Massi e Paolo Beretta, sono gli attuali proprietari di questa bella realtà che vede il vino come nobile espressione e valorizzazione del territorio in cui nasce e della sua cultura.

Per quanto riguarda le degustazioni libere, che abbiamo invece effettuato ai banchi di assaggio dei produttori, ci fa piacere sottolineare che sono state nell’insieme caratterizzate da un elevato livello qualitativo e dal rispetto delle identità e tipicità territoriali. Riportiamo quindi di seguito alcune delle etichette che ci sono particolarmente piaciute:

Spumante Metodo Classico Dosage Zero 2012 - Peruzzi
Una produzione che non supera le cinquemila bottiglie annue per questo metodo classico ottenuto da sole uve Verdicchio biologiche provenienti da vigneti di oltre trent’anni della collina di Monte Roberto. Un metodo classico, che sosta almeno tre anni sui lieviti, integro, fine ed elegante quanto la brava Liana Peruzzi, fiera artefice di questo gioiello enologico dei Castelli di Jesi.

Tra i presenti, i vignaioli di Yes, We Conero, piccoli produttori di Rosso Conero

Tra i presenti, i vignaioli di YesWe Conero, piccoli produttori di Rosso Conero

Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore Vigneto di Tobia 2016 - Col di Corte
Produrre vino con l’intenzione di offrire un alimento, e non un prodotto, che sia sano, piacevole e di buona bevibilità: questa è la missione che ha spinto Giacomo Rossi, già produttore cinematografico (vedi il documentario "Resistenza naturale" di Jonathan Nossiter), a reinventarsi produttore di vino, rilevando vigne e cantina di un’azienda locale assieme a due amici in quel di Montecarotto. Una sfida che trova un’ottima espressione in questo Verdicchio fermentato con lieviti spontanei tramite pied de cuve.

Offida Docg Barricadero 2014 - Aurora
100% Montepulciano, di colore rosso rubino intenso. Al naso risulta intenso e complesso con note  iniziali di frutti e fiori rossi che virano poi verso le spezie e il cacao. In bocca denota corpo, complessità ed equilibrio. Tannini ben dosati e lunga persistenza aromatica intensa. Una prestigiosa etichetta prodotta da una cantina nata dal sogno di un gruppo di amici sul finire degli anni 70 e da subìto vocata all’agricoltura biologica, alla salvaguardia del paesaggio e alla salute dei consumatori. Socio fondatore del consorzio Terroir Marche.

Conero Docg Riserva Grigiano 2009 - Malacari
La storia della famiglia Malacari e del suo legame col territorio di Offagna inizia già agli inizi del 1500 e, di generazione in generazione, arriva ai giorni nostri e ad Alessandro Starabba Malacari, il quale dirige quella che attualmente è un’azienda esclusivamente vitivinicola di 44 ettari complessivi e 19 vitati con varietà Montepulciano da una parte dei quali proviene anche il Grigiano. Rosso rubino intenso e impenetrabile. All’esame olfattivo si presenta intenso e complesso con sentori di frutti rossi maturi, spezie, liquirizia, tabacco. L’analisi gustativa rivela coerentemente un vino caldo, abbastanza morbido e con buona freschezza e sapidità. Finale persistente e qualità fine.


Rubriche

In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo