MadreProject: Davide Longoni racconta il suo nuovo progetto, una Scuola del pane e dei luoghi

L'idea, partita dall'associazione Terzo Paesaggio in collaborazione con il panificatore milanese, viene presentata in questi giorni con alcuni appuntamenti pubblici. Dall'autunno, a Chiaravalle, parte la proposta didattica

22-02-2022
a cura di Niccolò Vecchia

Scuola del Pane e dei Luoghi: è una definizione intrigante, che mette immediatamente curiosità. E' la descrizione che è stata scelta per inquadrare MadreProject, una nuova iniziativa che sta per prendere vita a Milano, e che proprio in questi giorni viene presentata al pubblico con alcuni incontri aperti, in attesa di prendere il via ufficialmente nell'autunno del 2022. 

Ma cos'è MadreProject e da chi è stata ideata? Citando testualmente ciò che si legge sul sito del progetto, "è la prima scuola che invita a guardare al pane come medium per ristabilire una relazione positiva con i luoghi. Ma è anche la prima scuola che suggerisce a chi intende rigenerare le città che deve 'mettere le mani in pasta', perché design è making". Dunque questa Scuola del Pane e dei Luoghi offrirà corsi di alta formazione per aspiranti imprenditori del pane; percorsi di apprendimento per rigeneratori urbani; spazi di educazione per chi percepisce un desiderio di cambiamento.

Si parte dal pane, e dall'artigianalità antica e contemporanea legata alla panificazione, per far sviluppare una nuova generazione di artigiani, visti anche come rigeneratori di territori e attivatori di comunità: reinventare la bottega del pane del futuro come centro culturale di prossimità. Ambizioso e affascinante. 

Davide Longoni

Davide Longoni

A ideare il progetto è stata l’organizzazione no-profit Terzo Paesaggio, che realizza progetti di rigenerazione urbana a base culturale, con la collaborazione di Avanzi - Sostenibilità per Azioni, che si occupa di sostenibilità e innovazione urbana, e soprattutto con la guida del maestro panificatore Davide Longoni, punto di riferimento assoluto della panificazione contemporanea in Italia, co-fondatore del movimento P.A.U. Panificatori Agricoli Urbani.

Abbiamo chiacchierato di MadreProject proprio con Davide Longoni, che come prima cosa ci ha raccontato l'origine della sua adesione al progetto: «Fin dagli inizi della mia attività ho formato dei panificatori. L'artigiano, per sua natura, oltre a fare i suoi prodotti, deve formare nuovi artigiani: è l'essenza profonda di quell'idea, molto italiana, della bottega. Otto miei ex-dipendenti in questi anni hanno aperto un panificio: è una constatazione gratificante che mi dice che ho lavorato nel modo giusto. Oggi ricevo tantissimi curriculum di persone che vogliono avvicinarsi a questo mestiere, che se un tempo era considerato solo un lavoro di grande fatica e sacrificio, è diventanto negli ultimi anni un impiego moderno, affascinante, potremmo dire cool. Dalla California, alla Danimarca, fino in Italia. Di fronte a tutte queste richieste, mi sono chiesto se fosse il caso di aprire una scuola».

I campi di grano a Chiaravalle

I campi di grano a Chiaravalle

A fornire ulteriore energia a questo progetto, è arrivata la collaborazione con Andrea Perini di Terzo Paesaggio: «Con Andrea ci conosciamo da qualche anno - spiega ancora Longoni - eravamo entrati in contatto proprio per un progetto che metteva in relazione città e alimentazione. Poi siamo diventati soci di un'azienda agricola che coltiva grano, 12 ettari di terreno nella zona di Chiaravalle. Non si tratta di un terreno qualunque su cui coltivare: il fatto che sia così vicino a Milano ha attivato delle dinamiche di relazione tra città e campagna, dando nuovo senso a quel paesaggio agricolo del Sud Milano che per molti anni era stato abbandonato, dismesso. E' molto affascinante invece avere questo terreno fertile a sud di una grande città come Milano».

Da questa prima collaborazione, ed è proprio il caso di dirlo da questo terreno fertile, nasce l'idea di MadreProject. Continua Davide Longoni: «La scuola sarà innanzitutto una scuola pratica, dove imparare a fare il pane, dove apprendere il mestiere del panificatore, ma vogliamo che sia sempre connesso a monte e a valle. A monte esplorando il rapporto con la terra e con campagna, l'idea di rigenerazione agricola, la realizzazione di un'agricoltura sostenibile su un terreno che va conservato nella sua fertilità. Il terreno di Chiaravalle, classico esempio di bonifica fatta dai monaci Benedettini, è fertile da 1000 anni: noi intendiamo matenerlo tale, tenendoci lontani dalla chimica e applicando invece buone pratiche come la rotazione dei terreni e l'agricoltura biologica. A valle, invece, bisogna ragionare sulla filiera: quindi sul rapporto con la città, perché una bottega per essere moderna deve aprire in un contesto urbano disposto ad accettarla. Questo significa comprendere i quartieri, le loro esigenze, saper dialogare con le esperienze culturali del territorio: in questi anni io ho fatto questo, aprendo botteghe in cui non ci siamo limitati a vendere pane, ma abbiamo cercato una nostra centralità anche nella vita sociale».

Questo è il motivo per cui nella scuola di MadreProject ci saranno anche lezioni di urbanistica, di sociologia, di antropologia. L'offerta didattica coinvolgerà un piccolo gruppo di persone, perché, come ci tiene a specificare Longoni, «devono aver modo di fare molto pane. Pensiamo di fare 100 kg al giorno, con un numero di allievi di circa 10-12. Sarà una start-up, vogliamo partire nel modo migliore. Stiamo ragionando su come costruirci un nostro spazio di mercato, infatti dovremmo avere anche una piccola bottega dove vendere il nostro pane, oltre che darlo ad associazioni di beneficienza come Pane Quotidiano. Questa prima settimana sarà una full immersion, una specie di prototipo, in cui penseremo al pane dalle 8 di mattina fino alle 9 di sera. Con molti ospiti: vignaioli, docenti universitari, chef, per immaginare insieme a loro la nostra scuola. Tra gli ospiti-docenti possiamo sicuramente citare una chef importante come Antonia Klugmann, altri colleghi panificatori milanesi come Aurora Zancanaro de Le Polveri o Giovanni Mineo di Crosta, e non solo milanesi come Pasquale Polito di Forno Brisa».

Oltre alle prime intense lezioni dedicate a chi già si è iscritto a questo "prototipo" di MadreProject, nei prossimi giorni ci saranno una serie di incontri aperti al pubblico, che riassumiamo qui di seguito.

MERCOLEDÌ 23 FEBBRAIO, ORE 19.00
Lezione aperta con Gabriele Pasqui e Francesco Remotti – Condividualità e condivisione - Teatro Spazio Tertulliano, Via Tertulliano, 68 - Milano

Gabriele Pasqui (docente di Politiche urbane) e Francesco Remotti (professore emerito di Antropologia culturale) si confronteranno su condividualità e condivisione, discutendo di come si possano costruire progetti di vita in comune sapendo che siamo un intreccio di somiglianze e differenze, e che quando diciamo “noi” stiamo costruendo un progetto: la “noità” non è un dato, ma un assemblaggio.

GIOVEDÌ 24 FEBBRAIO, ORE 19.00
Lezione aperta con Alessandro Solbiati - “Il canto della terra” di Gustav Mahler - Teatro Spazio Tertulliano, Via Tertulliano, 68 - Milano

MadreProject invita a una nuova relazione con la Terra, esplorandola attraverso diversi linguaggi, anche attraverso la musica: la Terra ha una voce, che chiama il mondo a ricongiungersi con la sua bellezza. Alessandro Solbiati, compositore, docente al Conservatorio di Milano, guiderà il pubblico all’ascolto di “Das Lied von der Erde”, la straordinaria opera di Gustav Mahler che celebra l’eterno ritorno dal mondo alla Terra.

VENERDÌ 25 FEBBRAIO, ORE 19.00
Lezione aperta con Salvatore Ceccarelli e Stefania Grando - "Come l'agricoltura disegna il cibo e la salute" - Teatro Spazio Tertulliano, Via Tertulliano, 68 - Milano

Si discute molto di clima, tuttavia nessun modello, nemmeno quello più complesso, ci potrà dire con precisione come il clima cambierà e quindi quale sarà lo spettro delle malattie, delle infestanti, degli insetti e degli impollinatori presenti in un determinato luogo. Quindi, mentre da un lato dobbiamo affrontare un problema che cambia continuamente e che sarà diverso da luogo a luogo, dall’altro per selezionare una varietà di cereali ci vuole circa un decennio. Allora come affrontare questa sfida del futuro? Stefania Grando e Salvatore Ceccarelli, genetisti, ricercatori e viaggiatori attraverso il mondo contadino, parlano di futuro con una lezione aperta durante la quale discuteranno di popolazioni evolutive: le colture intelligenti che fanno bene al pianeta, a chi le coltiva e a chi ne consuma i prodotti.

SABATO 26 FEBBRAIO, ORE 15.30
Esperienza d’ascolto di Isabella Bordoni e Alessandro Perini - “Il grandioso vagabondaggio del grano. Guida per aree incolte” - Nel quartiere di Corvetto-Chiaravalle, itinerante

Nel pensare il pane, pensiamo alle diverse declinazioni della fame. Pensiamo alle stagioni, alla temperatura, alla crescita. Pensiamo alle tavole e ai discorsi. Dal lavoro ultraventennale di Predrag Matvejević  trae spunto da lì una parte del titolo dato a questa esperienza d’ascolto. Nella postfazione di Erri De Luca a “Pane Nostro” di Predrag Matvejević, si descrive con “il grandioso vagabondaggio del grano” l’incontro tra la terra e il lavoro umano. Più antico della scrittura, il pane nasce sotto la cenere e sulla pietra. Prodotto della natura e della cultura, presente nell’area del Mediterraneo in oltre 1350 tipi ben distinguibili tra loro, il pane è creatura simbolica della sazietà e del bisogno. Questa figura e con lei il grano, ci accompagna in un viaggio su piccole distanze, attraverso i paesaggi agro-urbani di Chiaravalle e in attitudine d’ascolto. "Il grandioso vagabondaggio del grano. Guida per aree incolte” sarà l'esito dell’audio-lab che affiancherà le giornate di CANTIERE MadreProject.

Per approfondimenti e informazioni: madreproject@terzopaesaggio.orghttps://madreproject.org/