Cibo, pianeta, futuro: la riflessione di Terra Madre in un ricco cartellone di incontri digitali da non perdere

Prosegue fino ad aprile la più importante manifestazione dedicata al cibo buono, pulito e giusto. Vi consigliamo alcuni eventi da lunedì 14, ci sarà anche Claudio Marchisio...

12-12-2020

Sei mesi di iniziative; un mondo intero di Buono, Pulito e Giusto non più condensato nei classici cinque giorni torinesi, ma esteso per sei mesi interi, dallo scorso ottobre fino al prossimo aprile, coinvolgendo il pubblico in eventi digitali, fisici e diffusi. Terra Madre Salone del Gusto 2020 si è trasformata; la più importante manifestazione dedicata al cibo buono, pulito e giusto, organizzata da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte con il patrocinio di Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, mostra ancora una volta il proprio spirito resiliente adattandosi alle nuove condizioni imposte dall'emergenza Covid-19 e rivoluzionando la propria proposta. Fittissimo il calendario di iniziative (potete trovarlo qui), che si concluderanno con il congresso internazionale di Slow Food, previsto a Torino nell'aprile 2021, durante il quale i delegati chiuderanno idealmente il cerchio delle riflessioni attorno al futuro del cibo emerse nel corso di questi sei mesi di viaggio.

Carlin Petrini

Carlin Petrini

Tema dell'edizione 2020 è Our Food, Our Planet, Our Future. Cibo, pianeta, futuro: una concatenazione di relazioni che ci raccontano di come il modo in cui ci rapportiamo al nostro cibo, come lo produciamo, lo distribuiamo, lo scegliamo, lo consumiamo – avrà impatti significativamente diversi sul nostro pianeta. Una visione che non poteva essere più attuale, vista l'entità dell'emergenza, non solo sanitaria, ma anche ambientale, economica e sociale. Ma Covid-19 deve anche rappresentare una straordinaria opportunità per aprire gli occhi e trovare soluzioni: alla crisi climatica e ambientale, alla crisi economica generata da un modello di sviluppo fondato su un'insostenibile crescita infinita, che alimenta l’ingiustizia sociale e l’iniqua distribuzione della ricchezza; all’esclusione di ampie fasce della popolazione dai diritti fondamentali; al dramma dei migranti...

Secondo Slow Food l’unica strada percorribile per nutrire il pianeta, garantendo a tutti un cibo buono, pulito e giusto, è la biodiversità in tutte le sue accezioni: dal livello invisibile dei batteri a quello delle specie, dei saperi e delle culture. E proprio per questo Terra Madre Salone del Gusto è più necessaria che mai in un’edizione che, grazie al numero di Paesi coinvolti e di partecipanti, porterà in ogni angolo del mondo il messaggio costruito a Torino e in Piemonte dal 1996 a oggi.

Tante le sezioni della kermesse. Una anche nuova nuova, che ci piace segnalare. Parte infatti il ciclo di dirette streaming dal titolo Le cose che abbiamo in comune, ospitate sulla homepage di Terra Madre Salone del Gusto. Coinvolgono il mondo dello sport e dello spettacolo da una parte, quello del cino dall'altra; si comincia lunedì 14 dicembre alle 18,30 con il dialogo tra l'ex calciatore Claudio Marchisio ed Edoardo Marchisio. In questo appuntamento Claudio dialoga con Edoardo, giovane cuoco e pizzaiolo dell’Alleanza Slow Food con il ristorante La Tomatica in Commedia di Mongardino (At). I due si confronteranno su ciò che le loro professioni, seppur così diverse, hanno in comune, a partire dalla passione per il proprio lavoro e dalla voglia di fare sempre meglio per un futuro migliore. Modera Marco Castelnuovo, responsabile Corriere di Torino. A questo link potrete seguire l'evento Le cose che abbiamo in comune

Interessanti anche gli incontri battezzati Come si fa? (qui il loro cartellone). Accomodatevi sul divano e viaggiate con Slow Food alla scoperta dei mestieri e delle tecniche che, da generazioni e in ogni angolo del pianeta, vengono tramandate di padre in figlio. Con i video di Come si fa? portiamo il pubblico in giro per il mondo. Quali sono i primi video che vedremo? Dalla visita all’apiario alla trasformazione del miele in idromele, dall’autoproduzione del nocino alla preparazione del karsambaç, il dolce turco fatto con la neve, dalla focaccia “democratica” di una neo studentessa dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo a tutti gli altri contributi dei giovani della rete Slow Food.  

E poi ci sono i focus che sviluppiamo insieme ai nostri partner: sulla pasta, che Giuseppe Di Martino considera «la casa dove ogni ingrediente di qualità trova protezione», con Pastificio Di Martino; e sulle farine con un percorso in 25 tappe per scoprire tutti i segreti dell’arte bianca; e poi un tuffo nella storia della capitale sabauda con l’Istituto del Vermouth di Torino. Un programma da non perdere che si arricchisce di giorno in giorno grazie ai contributi della rete in tutto il mondo. 

Notevoli anche altri appuntamenti. Sempre lunedì 14 dicembre ma alle 12, ecco La Prud’homie del Mediterraneo, Francia: un modello di comunità sostenuto da Slow Food, ci spostiamo Oltralpe per scoprire il progetto della Prud’homie del Mediterraneo, un modello collettivo di produzione alimentare che si sposa perfettamente con i princìpi promossi da Slow Food. Conosceremo i pescatori, apprenderemo dettagli sulla loro attività, e capiremo insieme perché Slow Food accende su di loro i riflettori. Qui il link. Lo stesso giorno ma alle 17 Let it bean! Alla scoperta del fagiolo rosso di Lucca, appuntamento della serie che ci porta alla scoperta di varietà di legumi tradizionali, alle loro tecniche colturali e ai loro usi in cucina. Qui il link.

Il 15 dicembre, alle 10 e alle 17, doppio appuntamento con il forum Verso una certificazione buona, pulita e giusta. I sistemi di certificazione classici (indicazioni geografiche, fair trade, biologico…) spesso non sono adatti alle comunità dei piccoli produttori. Troppa burocrazia, troppi costi, controlli standardizzati, talvolta fatti sulla carta. D’altra parte i consumatori, sempre più, chiedono maggiori garanzie. Quale può essere la certificazione più utile ed efficace per le produzioni locali di piccola scala? Come possiamo certificare sistemi complessi che includono dimensioni ambientali, sociali e culturali, e perfino organolettiche? Secondo Slow Food, occorre farlo in modo partecipato. A questo evento occorre registrarsi online, qui.

Tutte le info su Terra Madre Salone del Gustoterramadresalonedelgusto.com


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