1930: il bar segreto più famoso di Milano e i suoi nuovi cocktail ispirati all'Africa

Incenso di Boswellia, banana, legno di sandalo e argilla sono solo alcuni degli ingredienti che caratterizzano questa nuova drink list profumata e inattesa

14-07-2022
a cura di Annalisa Leopolda Cavaleri
«If we were born on the other side of the world,

«If we were born on the other side of the world, would we be the same?» è il motto della nuova, misteriosa proposta del 1930 Cocktail Bar

Nessuno sa dove si trovi, e questo fa parte del suo mistero e del suo successo. Al numero 20 della World's 50 Best Bars, 1930 Cocktail Bar di Milano - almeno questo lo sappiamo - è un vero "luogo di culto" per gli appassionati. Gli adepti - che immaginiamo vengano invitato né più né meno che nel film Eyes Wide Shut - non hanno mai tradito il segreto, forse per timore di essere espulsi senza possibilità di ritorno.

Di 1930 Cocktail Bar si vocifera che sia nascosto dietro le mentite spoglie di una bottega etnica e che sia un tributo agli Anni Ruggenti con tanto di atmosfera a tema, pianoforte, lampadari e barman che non invecchiano mai come nel ritratto di Dorian Gray.

Flavio Angiolillo, Carlo Dall’Asta, Marco Russo, Francesco Bonazzi, Benjamin Fabio Cavagna, Loris Melis e Lorenzo Raimondi sono i soci fondatori-bartender-amici di sette locali super cool della Milano da bere: MAG Navigli, 1930 Cocktail Bar, Backdoor 43, Iter, MAG La Pusterla, Animo e La Bottega dei Cocktail di Flavio Angiolillo presso il Mercato Centrale di Milano

Flavio Angiolillo, Carlo Dall’Asta, Marco Russo, Francesco Bonazzi, Benjamin Fabio Cavagna, Loris Melis e Lorenzo Raimondi sono i soci fondatori-bartender-amici di sette locali super cool della Milano da bere: MAG Navigli, 1930 Cocktail Bar, Backdoor 43, Iter, MAG La Pusterla, Animo e La Bottega dei Cocktail di Flavio Angiolillo presso il Mercato Centrale di Milano

Il locale, nato dal giovane duo Marco Russo e Flavio Angiolillo, ha segnato lo sbarco a Milano del genere secret bar tanto in voga tra Londra, New York e Berlino. Dietro al banco, dopo 9 anni di successi, troverete ancora Benjamin Cavagna, folta barba nera, origini bresciane e esperienze internazionali.

Sempre alla ricerca di novità che portino l'ospite a viaggiare, sorso dopo sorso, il 1930 Cocktail Bar ha appena lanciato una nuova drink list che celebra le forti emozioni, i colori sgargianti e i sapori intensi e indelebili che caratterizzano il meraviglioso continente africano. Incenso di Boswellia, banana, legno di sandalo e argilla sono solo alcuni degli ingredienti che caratterizzano questa proposta estiva, profumata e inattesa. Si tratta di un’esperienza sensoriale che diventa quasi mistica, visto che, per l'occasione, il locale è stato abbellito con maschere handmade provenienti da Etiopia e Congo, che, come vuole la tradizione di quei luoghi, sono porte di collegamento e di connessione tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

L'interno del 1930 Cocktail Bar, location nascosta e parola segreta, solo per gli invitati

L'interno del 1930 Cocktail Bar, location nascosta e parola segreta, solo per gli invitati

L'assaggio, va in crescendo. Si può cominciare con Annibale, un idromele home made fatto con acqua di fino sherry, ispirato alla grande marcia del condottiero che, partendo da Cartagine, riesce nella grande impresa di attraversare le Alpi con il suo esercito e i suoi elefanti, arrivando fino a Roma. Si continua con Antonio & Cleopatra, corposo e intenso come la storia d'amore tra i due,  a base di vino ippocratico per celebrare l’antica città di Roma e il Dukkah, un masala mix di spezie utilizzato nella cucina nord africana, dall’Egitto all’Eritrea. La terza proposta è il Birimbao eche prende il nome da uno strumento musicale a corda di origine africana, arrivato in Sudamerica, specialmente in Brasile in seguito alle deportazioni degli schiavi africani durante il colonialismo. Nasce così un drink fatto interamente con prodotti nativi africani, come per esempio l’anguria (utilizzata interamente dalla polpa alla buccia), sale di cetriolo e rabarbaro.

Maschere africane in legno, connessione tra il mondo dei vivi e il regno dei morti

Maschere africane in legno, connessione tra il mondo dei vivi e il regno dei morti

Il viaggio ci porta poi a conoscere il signor Gambarotta, commerciante di datteri che per decenni trattò con l'Algeria per la produzione di Arrak: è una sorta di Manhattan, riproposto con grappa, datteri, Bulleit Rye Whiskey e l’amaro Amer Picon. Gli amanti della frutta esotica non potranno resistere al Gor Mahia, creato con mango e banana. Qui l'ispirazione è lo sciamano Gor Mahia, che visse in Kenya nel 1800. Si narra che il grande stregone abbia avuto 22 mogli e più di 100 figli e che usò i poteri magici e miracolosi ereditati dal nonno per governare il suo popolo garantendogli fortuna e prosperità.

The Way of Water è invece un cocktail che  racconta le difficoltà del popolo Tuareg e di quasi tutte le popolazioni africane per reperire l'acqua: infusione all’essenza di sandalo, betulla, cardamomo nero e Cyclopia

The Way of Water è invece un cocktail che  racconta le difficoltà del popolo Tuareg e di quasi tutte le popolazioni africane per reperire l'acqua: infusione all’essenza di sandalo, betulla, cardamomo nero e Cyclopia

Si vola in Angola con Kissangua, un’interpretazione della bevanda tipica dell'Angola, a base di riso, ananas fermentata e mais. La tradizione vuole che le donne masticassero riso per favorire il processo di fermentazione della bevanda. In questo cocktail viene utilizzato l’Amasake, per sostituire il riso e il Bulleit Bourbon Whiskey, per la parte del mais e una meringa fatta dagli scarti della lavorazione dell'ananas.

The Way of Water è invece un cocktail che  racconta le difficoltà del popolo Tuareg e di quasi tutte le popolazioni africane per reperire l'acqua e le lunghe tratte che affrontano ogni giorno per il bene di prima necessità. Un’infusione all’essenza di sandalo, betulla, cardamomo nero e Cyclopia. Ottimo e fresco, particolarmente leggero e piacevole. 

Il cocktail Voodoo

Il cocktail Voodoo

Finale col botto - e tanta magia - con l'ultimo cocktail, il Voodoo. I deportati africani portano in Sudamerica la magia nera e questo drink è ispirato proprio alla magia nera caraibica: un Ti’ Punch miscelato con un rum agricolo home made, un distillato di lime Kaffir e un cuore amaricante, per richiamare i rituali della tradizione africana.

Insomma, tante belle proposte che ci portano a anche a rilfettere e ad aprire i nostri orizzonti. In fondo: «If we were born on the other side of the world, would we be the same?».

Una piccola speranza di poterli assaggiare, però, vogliamo lasciarvela: in tutti i locali della compagnia, MAG Navigli in primis, si può richiedere l’accesso al 1930 Cocktail Bar. Tentar non nuoce...


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