Formazione, eventi virtuali, nuove forme di accoglienza: il barman secondo Mattia Pastori

Il mixologist e imprenditore con la sua società di formazione e consulenza sta lavorando per interpretare al meglio le esigenze del momento

14-08-2020
Mattia Pastori

Mattia Pastori

Pavese, classe 1984, Mattia Pastori è oggi uno dei punti di riferimento della mixology italiana. Alle spalle ha importanti esperienze italiane e internazionali, è stato il bar manager di diverse realtà dell’hôtellerie di lusso (Park Hyatt, Armani Hotel, Madarin Oriental), ma anche molte consulenze per grandi brand. 

Oggi, nel suo ruolo di mixologist e di imprenditore nel beverage, con la sua società di formazione e consulenza Nonsolococktails, grazie alla sua visuale privilegiata su questo mondo ha deciso di condividere i cambiamenti che hanno investito il settore, colpito come tutti gli altri dagli eventi imprevedibili legati al Covid19. Un turbinio di nuove esigenze davanti al quale è stato fondamentale mostrarsi rapidi ad assorbire il cambiamento, per rendere la nuova esperienza del cliente il più piacevole, esclusiva e sicura possibile grazie alle opportunità offerte dalla tecnologia. 

Durante il periodo di emergenza le scuole sono costrette fisicamente a una pausa e i corsi si sono spostati sul digitale in ogni settore, compreso il bartending, con nuove modalità di fruizione per sopperire alla distanza fisica. Fin dall’inizio Mattia Pastori ha deciso di far viaggiare i percorsi di formazione della sua scuola sul web lanciando la Nonsolococktails Web Academy e proponendo webinar in diretta rivolti a professionisti del beverage di tutti i livelli, con l’obiettivo di approfondire le tematiche più varie: dalle tecniche e trend della mixology alle regole dell’ospitalità, passando per l’analisi del menu engineering fino agli step da seguire per lo start up della propria attività.

«E' stata una novità che certamente non avevamo previsto - racconta oggi Pastori - ma non ci siamo fatti trovare impreparati e abbiamo accolto queste nuove esigenze come uno stimolo a fare di più e meglio. Inoltre stiamo già lavorando a nuovi progetti che vedranno la luce a settembre, mirati a proporre soluzioni vincenti e accattivanti nel campo del ready to drink, dei cocktail pronti da bere che possono essere consegnati nelle case, o alle aziende che stanno organizzando degli eventi. In particolare vogliamo offrire un’esperienza curata in tutti gli aspetti e capace di unire al servizio di cocktail delivery anche l’elemento esperienziale e di storytelling che viene a mancare in assenza del bartender. Ci saranno infatti dei video racconto del barman con curiosità legate alla preparazione del drink e si avrà anche la possibilità di caricare una playlist a tema per la serata».

Nella sua attività di consulenza, Pastori collabora con importanti realtà per l'organizzazione e la realizzazione di eventi. Anche in questo campo, è stato necessario dimostrare elasticità e creatività per lavorare su eventi non più fisici, ma virtuali: «Ecco l'altra novità che ci ha sorpreso, ma che ci ha anche dato nuovi spunti per il nostro lavoro. E' importante anche in questo caso che il barman sia in grado, anche in una situazione virtuale, di comunicare con il pubblico, di raccontare tutti i passaggi della realizzazione di un cocktail, di guidare le persone mettendole in condizione di farsi coinvolgere nella preparazione e di esprimere anche la propria creatività. La mia esperienza è molto positiva: si dice che gli eventi virtuali debbano essere brevi, perché in quel contesto l'attenzione scema velocemente, invece ho realizzato eventi in cui i partecipanti sono stati attenti e partecipi anche per più di un'ora e mezza».

I bar, poi, hanno riaperto, ma le modalità di servizio e consumo sono cambiate: meno posti a sedere e più distanza tra bartender e clienti. Due elementi importanti che sono stati tradotti in modo positivo attraverso nuovi servizi nel mondo dell’ospitalità e un maggior utilizzo della tecnologia. La stessa sequenza di servizio in termini di benvenuto è stata rivista completamente: ad esempio insieme all’acqua, è importante offrire delle salviettine per profumare le mani dopo aver usato l’igienizzante all’ingresso. Anche la proposta delle classiche amenities è curata in modo diverso, al posto di noccioline e olive servite in piccole ciotole è preferibile offrire sfizi in pacchettini, magari brandizzati, che sicuramente hanno un costo più alto, ma consentono anche una maggiore personalizzazione dell’esperienza. 

Un altro punto fondamentale è l’introduzione nella maggior parte dei locali di menù digitalizzati con possibilità di ordinare comodamente dal tavolo e in autonomia, però anche su questo punto è necessario uno studio ad hoc per rendere l’esperienza del cliente di alto livello: «Spesso - spiega Pastori - noto che molti cocktail bar hanno semplicemente tradotto la cocktail list in un elenco di drink consultabile sullo smartphone attraverso un QR Code. Però anche la traduzione del menu in digitale dovrebbe avere la stessa cura nei dettagli del menu cartaceo, ad esempio arricchendolo con la presenza di immagini o grafiche in grado di raccontare il cocktail, frasi descrittive sulla tipologia del drink e dei suoi ingredienti, in modo che il cliente sia davvero in grado di scegliere in autonomia. In Italia non siamo ancora abituati a leggere il menu dal telefono e per fare in modo che il cliente non si stanchi di scorrere lo schermo, bisogna dare al formato digitale un forte impatto visivo e renderlo fruibile al meglio per la clientela».

Alessandro Melis

Alessandro Melis

Tornando infine all'attività di formazione, a partire dall’autunno la Nonsolococktails Web Academy si strutturerà con nuove modalità di fruizione e percorsi formativi, con l’obiettivo di offrire una piattaforma digitale per approfondire tecniche di bartending, programmi manageriali e di personal coaching per raggiungere vette sempre più alte. Il nuovo format nasce dall’unione di tre personalità e tre mondi diversi, che si uniscono per creare un punto di riferimento inedito: con Mattia Pastori ci saranno infatti Alessandro Melis, imprenditore nel mondo Beverage, e Pippo Sorrentino, esperto di comunicazione e personal coaching. 

A settembre inoltre torneranno a vivere anche gli spazi legati a Nonsolococktails La Scuola con le masterclass dei professionisti italiani e internazionali e lo spazio di co-working rivolto ai professionisti dell’ospitalità, dove studiare, approfondire e sperimentare grazie agli strumenti messi a disposizione dei suoi membri.


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