Dispensa, storie di tempo

Martina Liverani dedica una monografia al Palato Italiano, hub goloso della famiglia Bertani

14-07-2016

Dispensa è una splendida rivista curata in ogni suo aspetto da Martina Liverani, giornalista di Faenza con una chiara de larga visione sul mondo. Cinque i numeri usciti, più tre monografie. L’ultima è uscita a fine giugno e ha per tema il tempo, Storie di tempo per la precisione, racconti che narrano una realtà pressoché unica in Italia, quella di Palato Italiano a Bolzano, in via Innsbruck 31, telefono +39.0471.028008.

Palato Italiano è un hub dell’enogastronomia italiana contemporanea voluto dalla famiglia Bertani le cui radici mantovane non ne hanno impedito la realizzazione nel capoluogo alto-atesino. Come ha ricordato Federica Bertani, giovane e dinamica, figlia di Nadia e di Luciano, tutto merito di un’agenzia creata assieme dalla provincia autonoma bolzanina e dalla camera di commercio per incentivare gli investimenti sul territorio agevolando in tutto i potenziali investitori.

E la Liverani ha deciso di raccontare questa realtà che è un po’ bottega, un po’ ristorante, chef Filippo Sinisgalli, in sala sua sorella Tiziana Sinisgalli, un po’ inedita scuola di cucina e tanto altro ancora. Nella presentazione si legge che «Il tempo lo si può percorrere: indietro nel passato per conservare la memoria e le tradizioni, oppure andare avanti nel futuro per inventare quello che deve ancora

Federica Bertani, la mente e il volto del Palato Italiano

Federica Bertani, la mente e il volto del Palato Italiano

accadere. Tra passato e futuro c’è però un terzo tempo che è il più importante: il tempo presente». E il Palato Italiano lo celebra e la monografia di Dispensa lo racconta.

Cinque servizi. Massimiliano Tonelli racconta il Pensiero contemporaneo; Nike Baragli il Gusto del tempo; la stessa direttrice ci porta a scoprire L’ingrediente invisibile; quindi Roberta Corradin e La formidabile storia di Alfio Furlan e del suo tempo ritrovato; infine Giorgia Cannarella e la straordinaria struttura didattica del Palato che permette di tenere lezioni contemporaneamente nella casa madre bolzanina e nelle sedi sparse nel mondo. Non piccoli schermi, ma una duplicazione a misure intere.

«Nella sede di Bolzano – si legge nel comunicato - viene offerta la possibilità di fare degustazioni, conoscere territori e prodotti enogastronomici provenienti da tutta Italia o sentirsi dei veri chef partecipando a lezioni di cucina ad alta tecnologia. Uno dei punti di differenziazione e di forza de Il Palato Italiano è proprio questo: l’utilizzo che viene fatto della tecnologia.

Filippo Sinisgalli, lo chef del Palato Italiano

Filippo Sinisgalli, lo chef del Palato Italiano

«Solo a Il Palato Italiano, grazie a maxi schermi HD, è possibile prendere parte a lezioni di cucina seguiti personalmente dallo chef, per un'esperienza di apprendimento immersiva e coinvolgente: la Telecooking. Sempre da Bolzano gli ospiti possono ascoltare direttamente (e vedere) tramite Telepresence dalla voce dei produttori la storia di quello che stanno per cucinare o assaggiare. Il tutto sotto la guida di Filippo Sinisgalli».

E la presentazione della pubblicazione a Milano è stata un piccola sintesi di tutto questo. Passato, presente e futuro a convivere negli stessi salotti di Palazzo Visconti in via Cino del Duca con diverse bontà di assoluta qualità come prosciutto, pancetta e salame di Mora Romagnola dell’azienda Cà Lumaco, i formaggi, di fossa e non, dell’azienda Fossa dell’Abbondanza, i vini come il Nautilus Cru Storico, bollicine affinate nelle profondità del Lago d’Iseo da parte dell’Agricola Vallecamonica, due anni a quaranta metri di profondità nell’acqua antistante Monteisola. Il grande palato italiano è fatto da migliaia di questi dettagli.


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