E tu...Di che vino sei?

Filippo Bartolotta, ambasciatore dell'enologia italiana nel mondo, nel nuovo libro suggerisce al lettore il vino su misura

21-09-2018

Filippo Bartolotta, sommelier fiorentino, classe 1972, ha appreso la passione per il vino dal nonno siciliano. "Di che vino sei", Giunti Editore, è il suo nuovo libro

Toscano d’origine ma con il passaporto e un cavatappi sempre in tasca: ecco come ama definirsi Filippo Bartolotta. In realtà è uno dei più conosciuti intenditori di vino che, proprio in occasione della visita in Italia della famiglia Obama, selezionò nove vini per loro.

Questo libro rappresenta una tappa del suo viaggio intorno al vino e l’illustre prefatore, Steven Spurrier, un mercante di vino inglese conosciuto in tutto il pianeta, afferma: «La parola chiave del mondo moderno è comunicazione, il vino esiste, ma non bisogna spaventarsi di fronte alla complessità dell’argomento, specie se per comprendere i semplici (o complessi) piaceri del succo d’uva è necessaria una spiegazione».

Questo libro vi catturerà per acume, dimostrando che può esistere un vino “sartoriale” e noi medesimi in grado di selezionarlo. Abbiamo chiesto a Filippo una spiegazione sulla sua frase che lo definisce esperto di vino, ossia: «E' la sintesi di un viaggio che non finirà mai».

Filippo Bartolotta

Filippo Bartolotta

Filippo non esiste una meta? Una vita di vino con una meta che si allontana ogni volta?
Ogni mese che passa vedo il viaggio allungarsi. Ho appena ricevuto un invito in Oltrepò per la prima settimana di Ottobre, mentre la seconda sarò in valle d’Aosta, la terza in costiera amalfitana e infine nelle Langhe. Non solo è un viaggio che non finisce mai, ma vivendo qui in Italia è un viaggio nella storia, nella geografia e nelle vite di persone straordinarie. Poi porto questi racconti italiani in giro per il mondo e dal confronto con chi il vino lo compra traggo sempre nuova linfa, da riportare indietro ai produttori e condividerla con chef, colleghi giornalisti e sommelier. 

Londra è una città che ti ha dato tanto. Noi di Identità ricordiamo una tua presenza a Identità London: proprio a Vinopolis facemmo una degustazione straordinaria di un vino toscano e un piatto di Massimo Bottura. Pensi sia ancora un crocevia importante per il settore vino?
A Londra devo tutto. Ricordo con grande felicità quell’edizione di Identità Golose con la degustazione tra i colori di Coevo di Cecchi e con i piatti di Massimo, che prima di iniziare mi disse: «Tu stai cambiando il modo di vivere il vino, forza dobbiamo cambiare le cose!». Londra è la capitale del vino nel mondo da 1000 anni.  Un mercato di pura domanda, dove i produttori hanno modo di capire tantissimo dal feedback dei consumatori. Certo è che il Nord America è molto più importante per l’Italia, sia in termini di volumi sia di attenzione nella voglia di cercare sempre cose nuove. 

Il titolo di un capitolo del libro è "Sommelier in 10 minuti", una chiara provocazione. Cosa pensi della figura del sommelier di oggi?
"Sommelier in 10 minuti" è una sorta di esercizio di autostima per invogliare tutti a riscoprire le proprie capacità sensoriali. Per capire il vino serve studiare ma, prima di tutto, serve conoscere se stessi anche a livello sensoriale. Il sommelier è diventata una figura molto più sexy di quanto potesse esserlo anche solo sei anni fa, grazie alle nuove generazioni che stanno portando una ventata di professionalità con più energia di quanto mi sarei mai aspettato.

Un libro da leggere con attenzione per scoprire, in maniera professionale ma altrettanto ludica, la vostra personalità e, perché no, il vostro vino ideale.

Di Che vino Sei? - Filippo Bartolotta 
Giunti Editore, Euro 12,90


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