15-12-2014

Pepe per beneficenza

Il pizzaiolo di Caiazzo crea una pizza coi colori dell'Africa per aiutare una onlus nel Benin

Franco Pepe al lavoro. Per lui, soddisfazioni prof

Franco Pepe al lavoro. Per lui, soddisfazioni professionali ma anche il piacere di aiutare chi è più sfortunato

Il buono è di moda? Si direbbe di sì, almeno a Natale. C’era la fila – decine di persone in lista d’attesa, un riscontro nettamente superiore alle attese, ovvio il tutto esaurito – qualche ora fa a Caiazzo, dove è andata in scena una doppia bontà: quella delle pizze di Franco Pepe, l’uomo che ha fatto assurgere questo paese del Casertano a meta gourmand grazie alla sua super-pizzeria Pepe in Grani; e quella derivante dalle motivazioni del pranzo-evento di domenica, fortemente voluto da Pepe stesso per dare un aiuto concreto all’associazione Sorridi Konou Konou Africa onlus.
 
Pepe con il professor Di Salvo

Pepe con il professor Di Salvo

Una bella storia. Che parte della Campania e raggiunge il Benin, piccolo Stato dell’Africa Occidentale con tutti i problemi che affliggono l’area. Qui è attiva da tempo l’associazione, presieduta dal professor Enrico Di Salvo, direttore del DAI di Chirurgie specialistiche, Nefrologia alla Federico II di Napoli. Il caso ha voluto che una ragazza di Caiazzo, Antonietta Perrone, sia impiegata nello stesso reparto, come ingegnere clinico: da qui il contatto e l’inizio della collaborazione, tre mesi fa…. attraverso una pizza, ideata da Pepe per l’occasione: la SorridiAfrica, ricca di un topping con il quale il maestro pizzaiolo ha voluto «ricordare i colori di quella terra: il marrone, il giallo…», spiega a Identità Golose. E quindi: paté di olive, capperi, crema di peperoni, pomodori secchi e formaggio del Matese, un mix di sapori incredibile, ben bilanciato, che ha deliziato il centinaio di presenti ieri. Il resto l’han fatto i racconti dei responsabili della Sorridi Konou Konou Africa onlus: l’illustrazione dei traguardi raggiunti e degli obiettivi prefissati per il triennio 2015/17, oltre a una proiezione degli scatti fotografici di Luciana Latte collezionati nel corso delle varie missioni (quella conclusa è stata la quindicesima nel Benin). Tali istantanee hanno dato vita lo scorso anno anche a una mostra, ospitata dal Palazzo delle Arti di Napoli e intitolata The Innocent; a complemento del progetto è stato pubblicato anche un volume, omonimo, edito da Idelson Gnocchi e che, oltre alle foto, contiene cinque brevi scritti di Di Salvo che raccontano la storia di questa équipe di volontari operativa dal 2000 nella sanità, nella formazione, nella assistenza agli orfani, nello sviluppo sociale.
 
La pizza SorridiAfrica, ideata da Pepe: il topping ricorda i colori di quel continente, con paté di olive, capperi, crema di peperoni, pomodori secchi e formaggio del Matese

La pizza SorridiAfrica, ideata da Pepe: il topping ricorda i colori di quel continente, con paté di olive, capperi, crema di peperoni, pomodori secchi e formaggio del Matese

Peraltro, l’impegno di Pepe non si è esaurito ieri. La pizza SorridiAfrica, da tre mesi nel menu, vi rimarrà ancora parecchio tempo, un anno in tutto, e il 70% del suo ricavato totale verrà sempre devoluto in beneficenza alla stessa Sorridi Konou Konou Africa. Mentre il prossimo 22 dicembre il pizzaiolo sarà in trasferta a Milano, in inedita accoppiata con lo chef Cesare Battisti nel ristorante di quest’ultimo, il Ratanà: cucineranno per i più poveri, per coloro che non possono permettersi di solito un vero pranzo di Natale, grazie alla collaborazione con l’Opera San Francesco.
 
Conclude Franco Pepe: «Per me questo è un momento bellissimo dal punto di vista lavorativo. Credo che proprio per questo si debba volgere lo sguardo a chi è più sfortunato. Dico la verità, lo faccio anche per me: poter aiutare il prossimo mi fa sentire meglio, mi fa affrontare con più serenità gli ostacoli della vita». Tutto il buono di Caiazzo.
 

Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Carlo Passera

a cura di

Carlo Passera

classe 1974, milanese orgoglioso di esserlo, giornalista professionista dal 1999, ossia un millennio fa, si è a lungo occupato di politica e nel tempo libero di cibo. Ora fa l'opposto ed è assai contento così. Appena può, si butta su viaggi e buona tavola. Coordinatore della redazione di identitagolose.it e curatore della Guida di Identità Golose alle Pizzerie e Cocktail Bar d'autore. Instagram: carlopassera

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