Spennellate Pisacco

Il piacevole debutto del nuovo bistrot (a prezzi competitivi) di Berton a Milano, quartiere Brera

22-09-2012
a cura di Stefano Vegliani
Particolare del Pisacco di via Solferino 48, +39.

Particolare del Pisacco di via Solferino 48, +39.02.91765472. La linea di cucina, dettata dal friulano Andrea Berton, è eseguita dal giovane Matteo Gelmini. Il progetto è figlio di una partnership tra manager, avvocati, collezionisti d’arte e architetti (foto di Santi Caleca)

Prima o poi doveva succedere. Siamo pronti per il gastro-bistrot, un genere che a Parigi spopola da tempo. Un posto in cui passare una serata con cibo non banale, buono, da filiera corta. Vino dall’eccellente rapporto qualità/prezzo, scovato in cantine per segugi della qualità. E un conto che non fa arroventare la carta di credito. Una strada aperta in un certo senso Un Posto a Milano, alla Cascina Cuccagna. Un boom di commensali quasi senza precedenti, uno di quei posti in cui sta quasi diventando più importante farsi vedere (e pazienza).

Il bancone del bar

Il bancone del bar

Ma il concetto si sta allargando e da pochissimi giorni ha aperto i battenti Pisacco in via Solferino 48, +39.02.91765472.  E siamo ai confini di una delle zone più cool della movida milanese. Corso Garibaldi e Corso Como sono a poche centinaia di passi, a meno di 500 metri c’è la sede del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport. E questi possono già essere ingredienti per il successo.
Ma dietro Pisacco, che si è annunciato prima dell’estate con un carino video clip in cui le immagini di un artista di strada che dipinge su una saracinesca sono intervallate da flash sui piatti, c’è la mano di Andrea Berton: lo chef vicentino alto due metri che aveva rotto con la famiglia Trussardi dopo aver portato alle due stelle Michelin il ristorante di piazza della Scala.

Attorno al cuoco si è radunato un gruppo di partner (manager, avvocati, collezionisti d’arte, architetti) uniti dalla passione per una cucina italiana moderna ed essenziale. Berton ha tracciato la linea, collaborato alla preparazione della carta, nelle mani del giovane Matteo Gelmini - già collaboratore di Matteo Torretta al bistrot Food Art e passato da Eat’s in corso Vittorio Emanuele.

Minestrone al pesto e capesante

Minestrone al pesto e capesante

Molto curato l’ambiente, attenzione ai dettagli con quel tocco di minimalismo di sicuro appeal. Che ci sia dietro gente che capisce di arte lo si vede subito con una grande opera d’arte (wall drawing, si dice) alla parete del piano d’ingresso realizzato da Gabriella Ciancimino. Qui c’è il bar, dove si può semplicemente bere un bicchiere di vino accompagnato da uno stuzzichino come le mandorle tostate al curry e le olive di Cerignola marinate, ma anche sedersi e avere lo stesso menu della sala ristorante al piano sottostante: appena scendi le scale resti abbagliato dal quadro che riproduce la scritta luminosa “Ho fame”.

Il menu è quel che deve essere in un posto così: 4 antipasti, 3 primi, 4 secondi, 4 dessert. Le Verdure alla griglia sono così semplici, condite con olio al basilico, da risultare sorprendenti. Tenerissimo il Calamaro alla plancia con crema di cipollotto e lime che regalano un bel contrasto dolce/acido. La Carne cruda tagliata al coltello si accompagna a una delicata maionese alle erbe e un ovetto di quaglia sodo.

E poi, il Risotto alla milanese, ma con ragù di vitello, lo Spaghetto pomodoro e basilico, ma con crema di mozzarella di bufala. Il Minestrone al pesto nobilitato tra tre succose capesante. C’è sempre un tocco che regala una sorpresa, così il purè che accompagna il Controfiletto ha un sentore di limone. La firma di Andrea Berton sta nella presenza dell’Hamburger Berton. Tra i dolci un superclassico Tiramisù, un semplice pesca e amaretto.

La carta dei vini è stata costruita con grande curiosità, che si trasmette al cliente, stimolato a cercare produttori ed etichetteche non sono i soliti noti. C’è una scelta al calice e anche vini stranieri: Francia, Nuova Zelanda e Slovenia. Con prezzi che a Milano sono ancora difficili da trovare. Per i vini, primo prezzo con un bianco da 9 euro e un rosso da 11: a bottiglia. Di sicuro un esempio da seguire a Milano.

Pisacco
via Solferino 48
Milano
+39.02.91765472
prezzi medi: antipasti 8, primi 9, secondi 13, dolci 6 euro
Chiuso il lunedì (domenica aperto dalle 10 alle 18)