23-06-2023

Siamo tutti stanchi, è giunto il tempo di CAMBIARE

Lettera-appello di Matteo Zappile, general manager de Il Pagliaccio, indirizzata alle istituzioni. «Sono troppo innamorato del mio lavoro per non provarle tutte. Perché temo che nulla cambierà e che saremo costretti ad andarcene all’estero»

Pubblichiamo intergalmente la lettera-appello che Matteo Zappile, general manager del ristorante Il Pagliaccio di Roma, ha inviato alle istituzioni, e in particolare alla Presidenza del Consiglio e al Minstero del Turismo

Ill.ma presidente Meloni, Ill.ma ministro del Turismo, onorevole Santanchè,

 

mi chiamo Matteo e sono un cameriere fortunato, che ha scelto di fare il cameriere, ho studiato per diventarlo e ancora studio per esserlo. Ho accettato e fatto sacrifici dall’età di 13 anni, oggi ne ho 39 e orgogliosamente faccio il cameriere e sono docente e collaboratore per diverse scuole di settore in Italia. 

Lavoro in una piccola eccellenza della Capitale, dove 5 giorni su sette emozioniamo i nostri clienti che arrivano da ogni parte del mondo.

E credetemi se vi dico che so bene di cosa sto parlando…per questo posso affermare che

siamo stanchi

Siamo stanchi di questo lavoro fatto così...
Siamo stanchi di come veniamo trattati dallo Stato
Siamo stanchi della considerazione che avete del comparto e del settore
Siamo stanchi della pressione fiscale per il settore Horeca
Siamo stanchi dei programmi didattici delle scuole alberghiere fermi agli anni 70
Siamo stanchi che i datori di lavoro devono aver paura di assumere una donna che poi si mette in maternità lasciando in difficoltà l'azienda
Siamo stanchi della mancanza di fondi per la formazione
Siamo stanchi della considerazione 0 che avete per chi fa muovere miliardi di euro di fatturato per questo nostro Belpaese.

 

Il Covid ha fatto riscoprire la vita ai camerieri e ai cuochi. Il comparto soffre di migliaia di posti vacanti e le nuove generazioni chiedono il tempo per vivere e non per andare oltre le 8 ore da contratto. Non sappiamo davvero cosa offrire di più ai giovani. Più soldi? Più formazione?ma la richiesta è sempre la stessa: 

più tempo, maître! Vogliamo più tempo!

 

Matteo Zappile

Matteo Zappile

Il comparto, cari tutti, è allo stremo. I ragazzi giovani abbandonano sempre di più l’idea di lavorare il weekend e la sera e di “sacrificare gli affetti” e la vita privata per aziende costrette a quasi raddoppiare i turni pur di arrivare a fare un po' di utile.

Se solo imparassimo dai cugini francesi, o ancora meglio dai Paesi scandinavi di come si tratta lo staff di questo comparto, oggi avremmo di sicuro personale sorridente e fiero di lavorare per far felice clienti da ogni parte del mondo. Il lavoro c’è, ma non a queste condizioni.

Non abbiamo un sindacato che ci appoggia e che ci difende, che è in grado di sedersi a un tavolo con voi e di pretendere maggiori diritti, una retribuzione adeguata all’impegno e ai sacrifici. Ma pensate solo se tutto il comparto scioperasse, se i nostri bei turisti, politici e professionisti si recassero in hotel, in trattoria, al bar o al ristorante e trovassero un bel cartello:

 

CHIUSO PER TEMPO DA DEDICARE ALLA MIA FAMIGLIA

 

Allora sì che capireste cosa significa aver sacrificato l’infanzia, i weekend, il Natale, il Capodanno, la Pasqua e tutte le feste. E capireste che è tempo di cambiare.

Sì, lo so: sto scrivendo mille parole al vento, indirizzandole tra ministeri e caselle mail fantasma. Ma sono troppo innamorato del mio lavoro per non provarle tutte, per non prendermi 10 minuti dal mio servizio e scrivere a tutti voi. Perché temo che nulla cambierà, nulla succederà e alla fine io, come il resto dei miei illustri colleghi, saremo costretti ad andare all’estero per avere una vita dignitosa facendo il nostro lavoro.

Grazie per l’attenzione e grazie di provare in qualche modo a fare qualcosa.

Matteo, un cameriere italiano


Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Matteo Zappile

a cura di

Matteo Zappile

Classe 1984, originario della provincia salernitana, si è diplomato sommelier professionista all'età di 24, poi sommelier Master Class sino a diventare degustatore ufficiale italiano e relatore Ais. Lavora da sempre nel mondo della ristorazione, oggi al ristorante Il Pagliaccio di Roma

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