Il ristorante Pepe Rosa evolve nel segno della cucina senza confini di chef Domenico Perna

Un’attività di famiglia a Capo d’Orlando Marina (Messina), una tavola aperta alle contaminazioni, un'insegna presso la quale si incrociano materia prima locale e spunti internazionali, il tutto meravigliosamente vista mare

20-01-2023
a cura di Valeria Lopis
Da sinistra, l'imprenditore Antonio Magistro,

Da sinistra, l'imprenditore Antonio Magistro, proprietario assieme alla sua famiglia del ristorante Pepe Rosa a Capo d'Orlando Marina (Messina), al centro lo chef Domenico Perna, nuovo prezioso acquisto e, a destra, Giuseppe Migliazzo, responsabile della cantina

Mutevoli sono le cucine che sorgono a pelo d’acqua: porto di mare per definizione e insieme luogo di accoglienza, inclusione, contaminazione. Questo soffio di dinamicità è la spinta di cui gode il Ristorante Pepe Rosa, un progetto nato nel 2016 dall’intuito imprenditoriale di Antonio Magistro e famiglia, che dal 2018 ha trovato “casa” nel fronte tirrenico della provincia messinese, tra le banchine del moderno porto turistico di Capo d’Orlando Marina (ME).

La vista sul porticciolo di Capo d'Orlando Marina, in provincia di Messina

La vista sul porticciolo di Capo d'Orlando Marina, in provincia di Messina

Una sala con 40 coperti implementati al baluginare della bella stagione da circa altri 60 posti in esterno, vista yatch e piccole imbarcazioni fluttuanti su acque così limpide da essere certificate bandiera blu. Il vento nuovo che soffia in poppa al Pepe Rosa è il recente approdo di Domenico Perna, cuoco ventottenne originario di Patti (Messina) che, dopo un giro di cucine europee, è rientrato in Sicilia accanto a Pietro DAgostino al ristorante La Capinera (1 stella Michelin) di Taormina, per poi passare alla corte di Giuseppe Biuso al Ristorante Il Cappero (1stella Michelin) del Therasia Resort di Vulcano.

Quella di Perna si propone come una cucina senza confini: quasi una fusione tra materie prime siciliane e ingredienti internazionali, che possano rappresentare insieme l’idea fluida e contemporanea che lo chef ha sapientemente modellato nel corso di ogni esperienza.

Tagliatella di calamaro con yuzu e brodo di dashi

Tagliatella di calamaro con yuzu e brodo di dashi

Si naviga a vele spiegate verso un fine dining che coniuga tecnica, sapore e sostanza. Come nel piatto Tagliatella di calamaro con yuzu e brodo di dashi, nel quale il mollusco viene finemente lavorato al coltello per accogliere e compenetrare completamente la freschezza agrumata dello yuzu: la preparazione viene rifinita al tavolo con il brodo dashi. Un concentrato di umami. In carta c’è spazio anche per il pesce azzurro come il Filetto di spatola in doppia cottura abilmente accompagnato da funghi cardoncelli e ovoli, crema di sedano rapa fermentato, alga spirulina e maionese di uova di spatola: mare e terra insieme.

Filetto di spatola in doppia cottura, funghi cardoncelli e ovoli, crema di sedano rapa fermentato, alga spirulina e maionese di uova di spatola

Filetto di spatola in doppia cottura, funghi cardoncelli e ovoli, crema di sedano rapa fermentato, alga spirulina e maionese di uova di spatola

Le suggestioni dolci giocano con i grandi riferimenti della pasticceria internazionale ma con declinazioni tutte “all’italiana” come nella Cheesecake all'Aperol con crumble al lemongrass, granita di arancia, sfoglia di zucchero, uno sfizioso cilindro dai toni amaricanti del bitter da aperitivo che trova una inedita misura zuccherina, garbatamente rinfrescante.

Cheesecake all'Aperol con crumble al lemongrass, granita di arancia, sfoglia di zucchero

Cheesecake all'Aperol con crumble al lemongrass, granita di arancia, sfoglia di zucchero

Il plus, che poi è uno dei motivi per cui si può scegliere di frequentare un ristorante, è il consiglio d’abbinamento: un passito? Una vendemmia tardiva? Un grappino? No, no e no. Champagne Rosé dosaggio Brut scommettendo sulle note scure del Pinot Noir per un sorprendente - e raro! – accordo, in piena concordanza.

La carta vini può contare su più professionalità: a prendersene cura c’è Giuseppe Migliazzo, responsabile della cantina che seleziona gli acquisti insieme a Magistro: «Attualmente abbiamo circa 450 referenze - Magistro, F&B Manager diplomato alla Scuola di alta formazione Alma - selezionate con un criterio “misto”: teniamo, infatti, conto del gusto della clientela locale e internazionale, garantendo un buon assortimento al pubblico delle etichette da collezione, poi una quota viene acquistata puramente come investimento, bottiglie da tenere in cantina e tirare fuori più avanti, al momento giusto. La collaborazione iniziata dallo scorso primo dicembre con Domenico Perna ci lascia già presagire ampi orizzonti di gusto ai quali sommeremo divertenti e inusuali pairing».

Un esempio pratico? Sfogliando la carta dei vini è possibile notare come il nuovo mondo del vino (Cile, Australia) conviva con i baluardi dell’enologia europea quali Chateau Mounton Rothschild e Chateau Margaux.

Il Pepe Rosa è anche una giovane attività di famiglia e Antonio Magistro può contare su una piccola affiatata squadra: le sorelle Miriam e Manuela dedite alla sala, l’altro cognato Valerio Pedalina stabilmente in cucina e, infine, il fratello pasticciere Alessio, formatosi in Alma e al momento in stage presso l’Enoteca Pinchiorri, 3 stelle Michelin.

Una proposta che sa di mare e di mutevolezza, da scoprire per chi avrà voglia di veleggiare su questi orizzonti.

 

Menu degustazione
360 Gradi (mare e terra): 85€, Dal Mare 5 portate: 75€, Dalla Terra 5 portate: 55€.

Ristorante Pepe Rosa
Contrada Bagnoli 16
98071 Capo d'Orlando, Messina
Tel. 0941 426076


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