Ci siete mancati. Allora vi accoglieremo coi profumi di boschi e fienili. E vi faremo assaggiare il gusto della rugiada

Alessandro Gilmozzi ci racconta le novità del suo El Molin, che riparte domani, 25 giugno, a Cavalese (con due nuove suites)

24-06-2020
Alessandro Gilmozzi, classe 1965, è chef e patron

Alessandro Gilmozzi, classe 1965, è chef e patron del ristorante El Molin di Cavalese (Trento), una stella Michelin

Si riparte, il 25 giugno con delle novità e nuove idee, nuovi servizi.

In questi ultimi mesi abbiamo avuto modo e tempo di riflettere, il nostro è certamente un lavoro fisico ma non solo questo, e anche se non siamo mai stati fermi - con il laboratorio, con la scuola, con le associazioni, supportando #FareRete, a lavorare è stato soprattutto il pensiero.

Nel nostro mestiere la programmazione è importantissima. Ed è tanto lo stress mentale che provoca il cercare di fare tutto in modo perfetto, per riuscire a offrire il meglio ai nostri ospiti. A volte davvero ci chiediamo come facciamo a resistere.

L'entrata de El Molin a Cavalese

L'entrata de El Molin a Cavalese

Un ristorante come El Molin ha uno scopo preciso, una missione. Nel nostro caso vogliamo cambiare la comunicazione gastronomica del territorio e lo facciamo con prodotti difficili da reperire, collaborando con i contadini dei masi, con macellai, cacciatori, piccole aziende agricole, fattorie... Questo fa capire come un prodotto possa segnare la differenza: una semplice patata può cambiare di consistenza e gusto in base all'altitudine alla quale è coltivata. Si parla di ecologia, sostenibilità, redditi agroalimentari, responsabilità di comunicazione, filiera corta e soprattutto fare rete. Trent'anni di nostro lavoro hanno portato alla creazione di un sistema di filiera con prodotti di altissimo livello e che nascono da una collaborazione con persone preziose. Le materie prime raccontano anche la loro storia.

In questo modo scopri un piacere indescrivibile nel servire un semplice zigher accompagnato a pane rustico ai fiori croccanti. È bello uscire in sala per spiegare all'ospite quello che sta dietro alla creazione di questo pane: le erbe, le tecniche e i ricordi, la tua identità... e vedere l'emozione sul volto del commensale. Questo ripaga di tutto.

Quest'anno riapriamo più tardi del solito ma con lo spirito di sempre. Crediamo in un'ospitalità responsabile; proporremo ciò che sappiamo fare meglio, ossia comunicare il territorio attraverso la cucina che per noi si tramuta in pensiero magico. Profumi di boschi e di fienili; vegetali e burro; formaggi, resine ed erbe spontanee.

Come sempre, insomma, sarà un viaggio di emozioni. Ma con nuove regole, che rispettano le normative di sicurezza imposte in questo periodo. Noi le abbiamo persino rese più rigide. In cucina, ad esempio, abbiamo un timer che ogni 35 minuti esatti ci segnala la necessità di sanificazione delle postazioni di lavoro; in sala i ragazzi avranno disposizioni più accurate senza appesantire la situazione ma anzi alleggerendola con il loro sorriso... che sarà espresso con gli occhi!

Gilmozzi non molto tempo fa a Identità Golose Milano

Gilmozzi non molto tempo fa a Identità Golose Milano

La carta cambierà a ogni stagione. Anche quest'anno stiamo studiando la proposta ideale per i nostri ospiti. La sera si prevedono 12/15 portate, mentre la grande novità è l'apertura delle porte anche a mezzogiorno con un menu più easy. I piatti avranno un netto orientamento green, con un'impronta più vegetale... Vi anticipiamo solo che siamo riusciti a riprodurre il sapore della rugiada raccolta sulle Dolomiti in quattro punti diversi, ad altezze diverse.

Da poco sono state poi ultimate due suites indipendenti sopra il locale, a disposizione di chi volesse fermarsi per la notte o per un soggiorno all'insegna del relax.

Una delle due nuove suites de El Molin

Una delle due nuove suites de El Molin

Ogni giovedì organizzeremo infine un pranzo in baita con camminata nel bosco per 10 persone a gruppo: raccoglieremo le erbe, le gemme di pino e acetosella. Prenderete quindi parte alla nostra ossessione per il buon cibo. Cuoceremo, bruceremo, useremo il fuoco come un tempo e mangeremo insieme in una baita immersa in un bosco di abeti e larici di 300 anni.

Amiamo talmente tanto il nostro lavoro che dobbiamo colmare il vuoto che è venuto a crearsi in questi mesi. Con il vostro sorriso appagante e la nostra voglia di occuparci di voi torneremo a fare una grande ospitalità. Vi aspettiamo in armonia con il territorio, per un'accoglienza in totale sicurezza.


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