Gli Ambasciatori del Gusto mettono la psicologia al servizio della ristorazione

La presidentessa Cristina Bowerman racconta un progetto nato a dicembre 2019 e ora dedicato alla situazione di crisi

23-04-2020

Prosegue il progetto “La psicologia al servizio della ristorazione”, che vede collaborare attivamente, dallo scorso dicembre 2019, l’Ordine degli Psicologi del Lazio e l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, con l'obiettivo di fornire indicazioni utili alla gestione dello stress per chi opera nel campo della ristorazione. In un momento di crisi e tensione per l’intero comparto, è stato deciso di concentrare questo progetto sull'analisi della situazione attuale, raccogliendo i principali quesiti posti da alcuni Associati, per affidarli alle risposte di un team di psicologi designati dal Consiglio dell’Ordine del Lazio: Isabella Corradini, Franco Amore e David Pelusi (Consigliere dell’Ordine degli Psicologi del Lazio).

Il risultato di questo primo ciclo di domande e risposte è stato pubblicato pochi giorni fa sul sito dell'Associazione

«E' un’iniziativa che si sta dimostrando molto attuale, purtroppo - ci racconta la presidentessa di ADG, Cristina Bowerman -. Questo progetto è nato da una mia iniziativa e ci tengo davvero molto. La prima idea in questo senso mi era venuta ascoltando la notizia del suicidio di Anthony Bourdain, e si è consolidata quando avevo saputo della morte di Luciano Zazzeri. Ho proprio pensato che bisognasse fare qualcosa: avendo fatto, l'anno scorso, da speaker all’assemblea nazionale dell’Ordine degli Psicologi, ho chiamato le persone con cui ero in contatto, proponendo loro l'idea di costituire una specie di numero verde dedicato. Durante la prima riunione i professionisti che ho incontrato hanno rincarato la dose, spiegandomi come nel mondo ci siano ormai da almeno 15 anni diversi studi scientifici riconosciuti sui fattori di stress legati al mondo della ristorazione. Ho quindi deciso che la cosa migliore fosse affrontare il tema nel modo più approfondito possibile».

Il lavoro è così proseguito: «In pratica abbiamo costituito un comitato: un primo passo per svolgere, a diversi livelli, questo studio. Abbiamo stabilito quali fossero i macro-temi a cui dare priorità, con l'intenzione poi di articolarli maggiormente, fino ad arrivare ai molti micro-temi che vogliamo affrontare. A quel punto i professionisti dell'Ordine avrebbero poi tratto le conclusioni, arrivando a pubblicare questo studio scientifico nella forma in una specie di libretto di buone pratiche, offerto a tutto il mondo della ristorazione, non soltanto agli associati ADG. Poi però è arrivata questa crisi: parlando con David Pelusi, gli ho chiesto se potevamo fare qualcosa per aiutare a superare le difficoltà di queste settimane».

Che sono potenzialmente fonte di grande pressione psicologica: «Me ne sono accorta io stessa - prosegue Cristina Bowerman - credo di non aver mai passato tanto tempo in casa negli ultimi vent’anni come in questi giorni. Poi io sono una persona molto in grado di stimolarsi da sola, io e la depressione non ci conosciamo, ma mi rendo conto che per molti possa essere una situazione difficile da affrontare, in più venendo assillati da un'informazione che ci parla soltanto di negatività. Così in questo momento abbiamo deciso di dare una mano a chi lavora in questo settore, per superare potenziali depressioni e condizioni critiche. Siamo partiti chiedendo agli associati del Lazio quali fossero le domande ricorrenti che avevano in testa in questi giorni, così sono usciti i primi cinque quesiti, ma nel giro di un paio di settimane vorrei pubblicare un secondo ciclo. Credo davvero sia importante: nel mondo iniziano a uscire articoli che affrontano proprio il tema del supporto psicologico nel mondo della ristorazione in questo periodo. Solo pochi giorni fa è arrivata la notizia del suicidio di Carmelo Serva, imprenditore di Palinuro, qualche giorno prima avevamo saputo del suicidio di un giovane pizzaiolo nel salernitano...temo possano essere solo le prime due vittime della crisi che stiamo vivendo, e noi come Ambasciatori del Gusto vogliamo offrire un supporto a chi è in difficoltà».

Cristina Bowerman nella cucina della sua Glass Hostaria

Cristina Bowerman nella cucina della sua Glass Hostaria

  • «Prima di tutto ricordiamo che, per mantenere il proprio equilibrio mentale, è importante cercare di affrontare questa attuale situazione di crisi attraverso il dialogo con gli stessi colleghi di lavoro e con le persone care. Il dialogo è infatti uno strumento potente a cui si può facilmente ricorrere, che aiuta a prevenire eventuali disturbi psichici; confrontandosi con gli altri non si rimane chiusi nei propri pensieri (talvolta solo ripetitivi) e si possono considerare possibili punti di vista e soluzioni alternative». 
  • «Dal punto di vista psicologico, riteniamo che sia molto utile mettere a fuoco le proprie emozioni, pensieri e comportamenti, in particolar modo quelli che sono avvertiti come negativi, per potersene distaccare. Un esempio di come farlo è quello di scrivere in un breve diario come ci si sente quotidianamente e dopo qualche giorno leggerlo, perché questa pratica aiuta a vedere le proprie sensazioni come se fossero state scritte da qualcun altro. La lettura successiva di quanto scritto favorisce una maggiore oggettività, un distanziamento personale, sarà così più facile pensare a cosa fare per gestire il presente e il prossimo futuro».
  • «Nello specifico del lavoro di chef, in particolar modo se anche imprenditore, c’è l’abitudine ad instaurare stretti legami quotidiani con la propria “brigata”, rispetto alla quale si è il punto di riferimento; oppure nel caso dei collaboratori, proprio per i compiti svolti, ci si sente di avere un ruolo con numerosi contatti sociali. Quindi è comprensibile che, in questi tempi, uno stato di forte disagio (con possibili sensazioni di ansia, irritabilità, tristezza) possa essere percepito in tutte le attività o relazioni in casa che, magari inconsapevolmente, sono sentite come secondarie, o anche per il continuo isolamento dai clienti, dai colleghi, dall’ambiente solito di lavoro». 

Sono solo alcuni dei consigli che vengono forniti in questo primo ciclo di risposte. L'intero documento può essere visionato a questa pagina


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