Le Isole Eolie e la speranza per un'estate italiana

I responsabili di tre strutture di eccellenza riflettono sulle prospettive per una stagione basata sul turismo nazionale

15-04-2020
Margherita Vitale del Capofaro Locanda & Malvasia

Margherita Vitale del Capofaro Locanda & Malvasia di Salina, Umberto Trani del Therasia di Vulcano e Luca Caruso del Signum di Salina

L’estate alle Eolie è estasi per i sensi: i sospiri del mare che diventano musica, lo sguardo che si perde tra le tonalità blu e azzurre del cielo, la brezza che, scuotendo le sette isole e concentrando profumi e sensazioni, riveste la pelle, riempie il naso e restituisce sapori. L’estate alle Eolie ai tempi del coronavirus si prospetta difficile, eppure, brandendo realismo più che ottimismo, è altamente probabile che non tutto sia perduto.

I direttori di tre strutture di charme tra Salina e Vulcano raccontano stati d’animo e speranze per la prossima stagione.

 

Margherita Vitale dal 2015 dirige Capofaro Locanda & Malvasia (foto di Anne-Emmanuelle Thion)

Margherita Vitale dal 2015 dirige Capofaro Locanda & Malvasia (foto di Anne-Emmanuelle Thion)

Margherita Vitale dal 2015 dirige Capofaro Locanda & Malvasia, wine-resort a Salina del circuito Relais et Chateaux, di proprietà della famiglia Tasca d’Almerita: «Programmare in questo momento è la cosa più faticosa per gli operatori turistici: l’apertura era prevista il 30 aprile, ma non abbiamo fissato una nuova data perché è ancora tutto troppo indefinito. Il nostro settore in Italia produce circa il 12% di PIL, risultato dell’accoglienza anche di clientela internazionale che, giocoforza, nei prossimi mesi difficilmente potremo ospitare, stiamo dunque immaginando una “stagione italiana”, che, da un certo punto di vista, potrebbe anche essere un’opportunità. Ovviamente metteremo in atto tutte le misure per garantire ai nostri ospiti la sicurezza e la tranquillità per un soggiorno di pieno relax, sia quelle disposte a livello governativo sia quelle che il cliente si aspetta da una struttura importante, dalla sanificazione degli ambienti alla giusta distanza tra i tavoli del ristorante».

«Il prezzo di un hotel d’alta gamma viene fuori dal lavoro di più persone, dai servizi offerti e dal messaggio che si vuole trasmettere - continua la Vitale - Oggi chi opera nel turismo scrive un racconto che cambia di luogo in luogo e Capofaro non vuole cambiare racconto. Ognuno del nostro gruppo ha lavorato tanto ed è appassionato all’identità che abbiamo dato al resort e resteremo fedeli alla nostra consueta offerta; probabilmente cambieremo qualcosa perché avremo delle difficoltà in più da dover gestire, la stagione sarà più corta e gli alberghi devono pensare alla loro economia, ma l’identità del resort non cambierà e non ci saranno offerte che possano stravolgere il nostro DNA. Daremo ai nostri clienti l’accoglienza d’eccellenza che si aspettano, vino, cucina italiana e servizio attento rimarranno il nostro fil rouge. E l’umanità. Tutti dovranno metterci più umanità: sarà un’estate dove sarà celebrata l’essenza in tutte le sue forme. Ognuno di noi uscirà da quest’esperienza con la voglia di togliere fronzoli e condividere. Ecco, se devo pensare a due parole per la prossima estate, dico “essenza” e “condivisione”».

 

Luca Caruso, patron ed executive manager del Signum (foto di Sofie Delauw)

Luca Caruso, patron ed executive manager del Signum (foto di Sofie Delauw)

Restando a Salina, Luca Caruso, patron ed executive manager del Signum, esprime la sua idea: «La stagione turistica che arriva è strettamente legata a cosa succederà nelle prossime settimane in Italia e nel mondo, per le scelte governative ma soprattutto in relazione agli sviluppi delle ricerche per il contenimento del virus e alla creazione di un vaccino anti-Covid 19. Buona parte degli hotel stagionali delle Isole Eolie solitamente riapre in occasione della primavera, in prossimità della Pasqua, il resto invece all’inizio di giugno, ma quest’anno tutte le decisioni relative alla riapertura saranno legate obbligatoriamente alla data di termine del lock-down. Il turismo leisure dei viaggiatori a lungo raggio subirà un netto rallentamento, se non un blocco totale, a causa del ritardo rispetto all’Italia dell’inizio di propagazione del virus nei paesi europei ed extraeuropei con la conseguente contrazione della finestra di prenotazione: al momento si prevede una clientela prevalentemente italiana, un viaggiatore di prossimità. Stiamo pensando a come rendere coerente e in pieno rispetto delle misure di contenimento dettate dal Ministero della Salute la parte dell’ospitalità e quella della ristorazione».

Aggiunge Caruso: «In piena stagione al Signum lavorano circa cinquanta persone, indispensabili per far funzionare al meglio la nostra attività, improntata su qualità ed eccellenza: siamo frequentemente in contatto con la maggior parte di loro ed è nostra intenzione provare a mantenere più posti di lavoro possibili. Grazie ai continui confronti con i colleghi e professionisti del settore alberghiero-ristorativo, sia delle Isole Eolie che della Sicilia e di tutta Italia, proviamo ad immaginare vari scenari possibili. Inoltre, le Associazioni di cui facciamo parte, Le Soste di Ulisse, JRE Italia, Ambasciatori del Gusto, Federalberghi e altre, stanno presentando al Governo le problematiche specifiche della nostra categoria. È importante non sentirsi soli in questo momento di estrema delicatezza. Continuiamo a investire perché solo investendo e immettendo idee e linfa nuova possiamo superare la crisi: stiamo avviando un progetto sul Signum come caso studio sul cambiamento turistico».

 

Umberto Trani, dal 2012 hotel manager del Therasia

Umberto Trani, dal 2012 hotel manager del Therasia

Anche secondo Umberto Trani, dal 2012 hotel manager del Therasia di Vulcano, la clientela sarà pressoché nostrana: «L’apertura del Therasia era prevista per il 19 aprile e l’abbiamo rinviata al 28 maggio, ovviamente stiamo seguendo gli eventi per capire se ci sarà la possibilità di viaggiare. Il turismo dovrà necessariamente ripartire sulle basi di una fiducia reciproca, nel senso che si andrà maggiormente in posti che si conoscono e si cercherà di essere il meno “esplorativi” possibile. Sarà difficilissimo avere un turismo internazionale perché tutti i paesi intorno a noi sono nelle nostre medesime condizioni e gli spostamenti a lungo raggio saranno tutt’altro che agevoli. Per questo prevedo che il maggiore indotto della nostra struttura sarà quello siciliano, dove noi comunque abbiamo già una leva clienti molto elevata; giungeranno poi ospiti dalle regioni vicine, Calabria, Campania e ci sarà da gioire se qualcuno riuscirà ad arrivare dal Lazio. Il fatto che il Therasia offra numerosi servizi è, al tempo stesso, un po’ una fortuna e un po’ un problema perché i servizi vengono dati dalle persone e le persone nel panorama contributivo italiano sono il costo maggiore per un’azienda. È chiaro che, abbassando il numero delle persone impiegate in proporzione all’incasso previsto, non si punterà a riempire 90 camere in quanto mancherà l’adeguato numero di collaboratori per tenere alti gli standard di ospitalità; prevediamo un’occupazione media sulle 40-55 camere». 

Conclude Trani: «Sarà fondamentale per il cliente sentirsi sicuro e protetto: con il medico ufficiale della nostra equipe stiamo lavorando a un protocollo con alcune linee guida per cui tutti gli operatori che entreranno in struttura ogni giorno dovranno preventivamente misurare la temperatura e saranno poi obbligati ad usare guanti e mascherina; per gli ospiti sarà a disposizione il gel sanificante in tutti i locali dell’hotel. A parte il turismo leisure, dove credo che, sebbene a basso regime, una stagione si possa ipotizzare, il vero dramma economico della Sicilia sarà tutto ciò che ruota intorno al MICE e all’eventistica in generale: soprattutto nei periodi “spalla” come maggio, giugno, settembre, ottobre e novembre, matrimoni e congressi muovono un mercato che sul bilancio turistico copre quasi il 35% dei fatturati di tutte le aziende. Bisognerà pensare a qualcosa per salvare il settore».

Le Eolie

Le Eolie

Insomma, alle Eolie la speranza che la stagione si apra è percepibile e concreta confidando in un turismo italiano che possa portare ossigeno e risorse a un ventaglio di territori e strutture che di solo turismo respirano. Un’estate italiana che sia estasi per i sensi. Per vivere e godere il tramonto mozzafiato che avvolge il Therasia, l’aperitivo glamour sulla terrazza del Signum, l’eccezionale cielo stellato splendente su Capofaro.


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