Una grande famiglia del cibo premiata da un grande gruppo dell'olio

E' stato Angelo Cremonini, patron Olitalia, a incoronare i Piccini-Menichetti alla presentazione della Guida IG 2018

12-12-2017
Angelo Cremonini di Olitalia, secondo da destra, p

Angelo Cremonini di Olitalia, secondo da destra, premia Valeria Piccini, Andrea e Maurizio Menichetti, Da Caino - Montemerano (Grosseto). Foto Brambilla-Serrani

Per il loro esordio come partner della Guida Identità Golose, hanno voluto attribuire il premio alla “Giovane famiglia” - andato ai Piccini-Menichetti del Da Caino di Montemerano, con questa motivazione: “Tra le grandi famiglie della ristorazione italiana, meritano un plauso speciale i Menichetti: Valeria e Maurizio, cuoca e sommelier, ereditarono la gestione da Angela e Carisio (detto Caino), i genitori di lui. E oggi scalpita Maurizio, la terza generazione destinata a prolungare i fasti di un’insegna di grande cucina maremmana e toscana”.

Una scelta non casuale, quella di Angelo Cremonini, classe 1966, patron del gruppo Olitalia: perché anche la storia sua e della sua azienda è quella di una realtà che cresce grazie ale intuizioni imprenditoriali di una famiglia, i Cremonini appunto, capace di creare prima e guidare oggi una delle aziende più importanti al mondo nel settore dei condimenti italiani, con 50 anni di esperienza e successi nell’industria alimentare.

Un altro momento della premiazione

Un altro momento della premiazione

«Dobbiamo risalire a più di mezzo secolo fa, era il 1963, quando mio papà Giuseppe, allora responsabile di una macelleria a Castelfranco Emilia, e mio zio Luigi iniziarono l'attività nel settore delle carni bovine con la fondazione, col socio Luciano Brandoli, di Inalca (acronimo di “Industria alimentare carni”), che ha dato vita alla moderna industria della carne» spiega Angelo Cremonini. Seguirono poi politiche di diversificazione produttiva: nel 1979 con l’acquisizione della Marr e l’ingresso nel settore della distribuzione di prodotti alimentari al foodservice, e nel 1980, con quello nella ristorazione (chi non si ricorda i mitici panini di Burghy?). E ancora: catering, acque minerali, salumi, spezie, oli alimentari…

Parte della gamma Olitalia

Parte della gamma Olitalia

La crescita del gruppo e differenti visioni strategiche indussero i due fratelli a separarsi: Giuseppe, oltre a proprietà immobiliari, rilevò nel 1996 la Società Olitalia, leader nel confezionamento di olio d’oliva e di semi, e nel 2007 creò anche l’ultimo gioiello della sua carriera imprenditoriale (sarebbe venuto a mancare l’anno successivo), ossia l’Acetaia a lui intitolata.

Oggi dunque, con i due brand Olitalia e Giuseppe Cremonini, l’azienda offre una gamma di prodotti, anche ad uso professionale, che colgono le ultime tendenze del mercato, con una costante ricerca di innovazione e una mission precisa: far vivere esperienze uniche di gusto, sapori e profumi, che portino la qualità, il benessere e l’eccellenza del buon vivere italiano sulle tavole e cucine di tutto il mondo.

La sede di Olitalia a Forlì

La sede di Olitalia a Forlì

Ma perché la scelta di essere partner di Identità Golose (non solo della Guida: Olitalia era anche a Identità Milano 2017)? «Nel 2014 abbiamo commissionato alla Nielsen una ricerca di mercato, poi ripetuta quest’anno: siamo la marca di olio più presente nelle cucine dei ristoranti italiani – spiega ancora Angelo Cremonini – Collaboriamo con la Niko Romito Formazione, con Cast Alimenti, con Boscolo Etoile… E ancora con Chef to Chef, con Jre. Abbiamo studiato con Pasquale Torrente il Frienn, l’olio per la perfetta frittura; con l’Associazione Verace Pizza Napoletana il Pizzivm, perfetto per le pizze. Con Jre stiamo creando una nuova gamma di olii extravergini speciali, dedicati ciascuno a uno specifico utilizzo: carne, pasta, pesce… Insomma, dialoghiamo continuamente col mondo della ristorazione: e quale luogo migliore per farlo al meglio se non Identità Golose?».

Il Frienn, pensato con Pasquale Torrente (e illustrato da Gianluca Biscalchin)

Il Frienn, pensato con Pasquale Torrente (e illustrato da Gianluca Biscalchin)

Anche perché una caratteristica fondamentale di Olitalia è l’attenzione per l’innovazione: «La nostra logica è quella di fare ricerca seguendo le indicazioni degli chef e in collaborazione con le Università, in modo da ottenere oli di qualità e che mantengano tutte le caratteristiche di naturalità del prodotto. Penso a Frienn, l’idea è stata quella di aggiungere un estratto di rosmarino, antiossidante naturale, per garantire fritture sempre di gran livello. Noi abbiamo cercato Identità Golose perché questa ci consente di confrontarci con i più grandi chef italiani, capire le loro esigenze, così capiamo in che direzione dobbiamo andare».

Le categorie di prodotto firmate Olitalia

Le categorie di prodotto firmate Olitalia

E a proposito di prospettive, «ci piace molto l’attenzione che Identità riserva alle giovani generazioni. Per questo abbiamo voluto premiare una famiglia dell’alta cucina: per celebrare nello stesso tempo la tradizione, la storia, ma anche il futuro, la ricerca, la creatività. Come facciamo noi con i nostri prodotti».

Valeria Piccini firma il manifesto della Guida Identità Golose 2018

Valeria Piccini firma il manifesto della Guida Identità Golose 2018

Quando Cremonini ha consegnato il premio a Valeria Piccini, annunciandole anche l’invio di 30 litri di olio extravergine siciliano targato Olitalia (uno delle cinque selezioni regionali della gamma, un blend di Tonda Iblea e Nocellara del Belice. Poi ci sono tre monocultivar, nove aromatizzati…) lei gli ha risposto con una battuta: «Io sono toscana, è come andare a vendere il burro ai tedeschi!». Cremonini ha sorriso e ora dice: «Mi riprometto di andarla a trovare quanto prima a Montemerano».
 

Il Gruppo Olitalia oggi significa 180 milioni di fatturato, 130 dipendenti in 2 stabilimenti produttivi, Forlì (olio) e Spilamberto (aceti), 10 linee produttive, 96,4 milioni di litri prodotti all’anno ed esportati in 120 Paesi nei 5 continenti.


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