I ristoranti dell'estate: da Messina a Palermo

Viaggiando lungo la costa settentrionale della Sicilia, fino ad arrivare all'isola di Salina: sette ristoranti da non perdere

25-08-2017
Il giovane Davide Guidara con la squadra dell'

Il giovane Davide Guidara con la squadra dell'Eolian Milazzo Ristorante

In queste settimane troverete su Identità Golose tutti i migliori ristoranti d'Italia nei luoghi di villeggiatura. Oggi passando dal capoluogo della regione siciliana e navigando fino alla splendida Salina

I PUPIvia del Cavaliere, 59, Bagheria (Palermo), +39.091.902579, ipupiristorante.it 
Un ristorante, quello de I Pupi, di delicata eleganza, sorrisi caldi e accoglienti. La scelta di porgerti un benvenuto che sin dal primo momento racconta la storia dello chef Tony Lo Coco. Lui, cuoco artigiano, così come ama definirsi, che è partito dall'arte del vetro, per arrivare poi da autodidatta a quella che gli sussurrava il cuore, quella culinaria. Una cucina che parla di territorio, che racconta dello stretto legame con la sua terra, la Sicilia, da lui definita "luogo ideale per uno chef"; della scelta della materia prima direttamente alla fonte, dove prima ancora di guardare il prodotto e sentirne il profumo, devi poter guardare negli occhi chi te lo porge, chi ne conosce la sua storia. Leggi l'intera recensione di Ornella Daricello

EOLIAN MILAZZO RISTORANTESalita dei Cappuccini 21/23, Milazzo (Messina), +39.090.9221992, http://www.eolianmilazzohotel.it/ 
Si va a Milazzo per osservare un tentativo interessante, una sorta d’innesto sperimentale e ancora incompiuto tra due mondi diversi: da una parte la tavola d’impronta nordica, dall’altra la tradizione di prodotto siciliana. Il bello che a (provare a) scogliere questo nodo gordiano è impegnato dal giugno 2016 un ragazzo giovanissimo: classe 1994, Davide Guidara vanta una passione sfrenata per la cucina e per le sue tecniche, alle spalle tante ore di studio sui libri e altrettante, se non di più, sul campo. Da quasi un decennio lavora ai fornelli: prima vicino a casa, da Raffaele D’Addio al Foro dei Baroni di Puglianello, perché lui è sannita di Cerreto; poi via via da Di Costanzo, Iaccarino, Bras, ma soprattutto l’esperienza più formativa da Redzepi al Noma. Leggi l'intera recensione di Carlo Passera

CUVEE DU JOUR del Villa Igieasalita Belmonte, 43, Palermo, +39.091.6312111, villa-igiea.com 
Villa Igiea è sempre stata il salotto buono dei palermitani. Storico albergo di lusso, si erge su una particolarissima posizione, sopra il porto dell'Acquasanta, ed è sovrastata dal Monte Pellegrino. L'executive chef Carmelo Trentacosti, 39 anni, originario di Marineo, oltre a curare la molteplice offerta ristorativa della struttura, propone un'eletta cucina di territorio nel suo Cuvee du Jour, piccolo ristorantino gourmet sito in una delle prestigiose sale della Villa. D'estate solo 5 tavoli sul terrazzo esterno, tra bouganville, essenze odorose e la brezza del mare. Carmelo esige materie prime siciliane ed eccellenti, a cui trasferisce tutta la sua grinta ed esperienza mitteleuropea. Leggi l'intera recensione di Stefania Lattuca 

Carmelo Trentacosti, chef del Cuvée du Jour presso lo storico Villa Igiea di Palermo

Carmelo Trentacosti, chef del Cuvée du Jour presso lo storico Villa Igiea di Palermo

GAGINIvia Cassari, 35, Palermo, +39.091.589918, gaginirestaurant.com 
A pochi passi dal mercato della Vucciria di Palermo si cela il Gagini, un luogo in cui si respira ancora l'arte di Antonio Gagini e che affaccia su uno scorcio di vita palermitana come immersi in un'atmosfera d'altri tempi. Una location che non lascia nulla al caso: tavoli minimalisti e dalle linee pulite s'incontrano con pareti di pietra arricchiti da pennellate d'arte. Il clima di convivialità e relax è ben evidente, non a caso il Gaginiconserva ormai da anni la tradizione del tavolo sociale, una lunga tavolata dove poter condividere con altri ospiti il proprio amore per la buona cucina. Leggi l'intera recensione di Ornella Daricello

OSTERIA DEI VESPRIpiazza Croce dei Vespri, 6, Palermo, +39.091.6171631, osteriadeivespri.it 
Ci sono due fratelli, Alberto e Andrea Rizzo, alla guida di un locale che, in controtendenza e con coraggio (vallo a spiegare a Tripadvisor), mantiene due volti molto diversi fra loro. Uno da trattoria rustica, dal 1° novembre al 31 marzo, l'altro "gourmet", con un ristorante più elegante, nella bella stagione. Lo chef Alberto, siciliano di origini emiliane, evidentemente non vive le differenze come contraddizioni, ma anzi le usa come ispirazione e ne fa, per esempio, un'ottima "carbonara" di bucatini con gamberi rossi e guanciale o dei ravioli di pasta fresca ripieni di pescato. Leggi l'intera recensione di Elisa Poli

CAPOFARO MALVASIA & RESORT - via Faro, 3, Salina (Messina) - Malfa, +39.090.9844330, capofaro.it 
Siamo alla corte di una grande famiglia, i Tasca D'Almerita, storici viticoltori dell'isola, con una radiosa emanazione verso i 4 continenti. Il Capofaro Malvasia Resort si erge a 20 metri sul livello del mare, di fronte all'isola di Stromboli. Profumo di salsedine, mare blu eoliano, tramonto mozzafiato, ordinati filari di viti, alla sera un cielo stellato fiabesco, fanno da cornice a un'elegante e ricercata cucina gourmet. Lo chef, Ludovico De Vivo, salernitano d'origine e palermitano d'adozione, emana una spiccata indole mediterranea anche nei suoi piatti. Leggi l'intera recensione di Stefania Lattuca

La giovane anima del Signum di Salina (Messina): Martina e Luca Caruso

La giovane anima del Signum di Salina (Messina): Martina e Luca Caruso

SIGNUMvia Scalo 15, Salina (Messina) - Malfa, +39.090.9844222, hotelsignum.it 
Esistono ristoranti, specie in luoghi periferici, che diventano qualcosa di più: vanti per la popolazione, richiamo per i forestieri, persino ufficio del turismo e pro loco; creano una rete d’interessi (anche) economici con i produttori locali, ne valorizzano il lavoro, stimolano la qualità, evitano l’abbandono delle campagne… Insomma manca poco che divengano municipi. Così è, per dire, a Caiazzo con Pepe, o a Castel di Sangro con Romito. Succede pure a Salina, grazie al Signum. Ci piacerebbe sapere quanti turisti oggi vanno a Salina pure o soprattutto per il Signum, o perché il Signum ha dato loro l’idea: esisterà qualche statistica? Leggi l'intera recensione di Carlo Passera


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