Casa Ramen Super: le gioie del Giappone pop

Luca Catalfamo apre una seconda insegna a Milano Isola. Più strutturata e ambiziosa della prima. E con sapori da sballo

31-03-2017
I Takoyaki in forma di bignè di Luca Catalfamo 

I Takoyaki in forma di bignè di Luca Catalfamo di Casa Ramen Super, la seconda insegna aperta dal cuoco milanese con la passione per il Giappone in via Ugo Bassi 26 a Milano, a due passi dal primo Casa Ramen, sempre quartiere Isola

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Tempura di asparagi con salsa mirin e tuorlo d'uovo
Kakuni: costine di maiale, mizuna e senape con accanto una "scarpetta" di riso e alghe
QFC: quaglia fritta, cavolo cinese e cipollotto, salsa tonkatsu

Luca Catalfamo, il milanese che fa i ramen in Giappone (faceva, il progetto è terminato), ha aperto all’inizio di questa settimana in via Ugo Bassi a Milano la sua seconda insegna: Casa Ramen SUPER. È un’izakaya, termine che traduciamo con “trattoria giapponese”. C’è un po’ di forzatura nell’appiccicare un’etichetta occidentale a un format estremo-orientale ma l’espressione rende l’idea: l’insegna serve cibo popolare che il ragazzo ha conosciuto nel corso di una sterminata serie di viaggi a Tokyo e dintorni e che ora riproduce con una mano felice, che carica i sapori con una sensibilità molto personale.

SUPER è un passo oltre Casa Ramen, il gettonatissimo micro-locale aperto anni fa in via Porro Lambertenghi, la via attigua: c’è sempre un social table ma gli spazi sono più ampi e i tavolini satellite più numerosi. Ora in cucina si muovono in 5 (più 2 in sala), si può finalmente prenotare il tavolo al telefono e la carta dà sfogo all’istinto del ragazzo con una serie più complessa di piatti che nell'insegna madre non era possibile concepire. Prima di aprire, a Catalfamo non pareva vero di poter lavorare tra superfici così ampie, e così per una settimana si è esercitato da solo per studiare spazi e funzionalità. 

Luca Catalfamo, classe 1976, nella nuova cucina

Luca Catalfamo, classe 1976, nella nuova cucina

Ordinato il vino (etichette naturali, poche ma buone), noti subito che il ramen più buono della città c’è sempre, ma qui è in sole due versioni: Soya Ramen (pollo, chashu, anatra, erbe, funghi) e Super Ramen (dashi, ceci, uovo marinato, verdure). Prima c’è da ordinare tutta una serie di entrée da condividere con chi hai di fronte. Mangeremmo a getto continuo la Super Tempura di asparagi, da pucciare in una salsa mirin con tuorlo d’uovo da sciogliere dentro.

I bignè successivi rivedono i takoyaki da strada giapponesi, pastelle di uova e dashi con polpo piastrato: il Catalfamo-style detta una pasta choux con crema a base dashi, dentro e fuori dal bignè katsuobushi, gambero crudo e polpo alla piastra. Le Cozze sono poi affumicate al sakè (ah, avere un po’ di pane per la scarpetta), le costine di maiale (kakuni) con mizuna e senape esprimono tutta la gioia dell’agrodolce, la Quaglia (di Moncucco, gli stessi del pollo ficatum che fa impazzire tanti cuochi) fritta con cavolo cinese e salsa tonkatsu è da sgranocchiare con modalità barbariche e i Dumpling (con shiitake e germogli di verdure) hanno per una volta una pasta che non sovrasta col suo spessore la farcia di carne di vitello.

Soya Ramen, simbolo del cuoco

Soya Ramen, simbolo del cuoco

I sapori arrivano generosi fino al dessert: il Dorayaki è un panino fatto a pancake con gelato dentro. Non dovessimo tornare a casa, ricominceremmo da capo.

Casa Ramen Super
via Ugo Bassi, 26
Milano
+39.02.83529210
Prezzi medi: entrée 10 euro, ramen 12/13 euro, dessert 6 euro
3 piatti: 27 euro a persona


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Tempura di asparagi con salsa mirin e tuorlo d'uovo
Kakuni: costine di maiale, mizuna e senape con accanto una "scarpetta" di riso e alghe
QFC: quaglia fritta, cavolo cinese e cipollotto, salsa tonkatsu
Insalata italo-giapponese con vinaigrette