La Gattabuia rinasce dopo il terremoto. A Firenze, Torino e Milano

Buone notizie post-sisma: la squadra di Tolentino torna a cucinare da Eataly. E il Tiglio rifiorisce a Porto Recanati

07-02-2017
Andrea Giuseppucci, 25 anni, chef della Gattabuia

Andrea Giuseppucci, 25 anni, chef della Gattabuia di Tolentino (Macerata), insegna chiusa dopo il sisma del 30 ottobre scorso. La cucina di Angelucci si può provare da Eataly Firenze (fino al 28 febbraio), Eataly Torino (1-31 marzo) e Eataly Smeraldo a Milano (1-30 aprile)

Nei giorni successivi alla scossa del 30 ottobre 2016, demmo notizia della solidarietà che subito si riversò sui ragazzi del Tiglio di Montecosaro, sui Monti Sibillini, costretti a chiudere per sempre per i danni provocati dal sisma alla struttura. La generosità di quei momenti ha portato lontano perché l'agriturismo di Enrico Mazzaroni Gianluigi Silvestri rinascerà, probabilmente entro questa primavera, col nome diTiglio in Vita, sul litorale di Porto Recanati (Macerata), grazie al supporto di un imprenditore locale.

In occasione delle cene solidali che seguirono a quei giorni, avevamo menzionato appena il destino crudele che si accanì anche sui ragazzi della Gattabuia di Tolentino (Macerata), costretti a chiudere per lo stesso motivo. Era un progetto ammirevole per più motivi: il nome dell’insegna nasceva dal fatto che il ristorante era stato ricavato, nel 2014, nelle ex carceri del paese. Colpisce poi l’età media (attuale) dei tre soci, 28 anni: c’è lo chef Andrea Giuseppucci (25) e i fratelli Leonardo (25) e Marco Maccari (32), che si occupano rispettivamente della comunicazione e del commerciale.

Il Minestrone, Gattabuia style

Il Minestrone, Gattabuia style

Soprattutto, in poco più di due anni, i tre ragazzi hanno raccolto lodi dalla critica - menzione speciale al concorso Chef Emergenti e inserimento nella lista dei migliori 13 giovani chef d’Italia del Gambero Rosso - e dal pubblico per l’approccio inconsueto di cucina: tradizionale ma solo nel principio perché poi istintivamente orientato alla sperimentazione e alla ricerca, applicate alle ricette del territorio. Con soluzioni che facevano della Gattabuia una vera insegna contemporanea: studi sulle nuove cotture, riduzione dei grassi nel menu, solo 5 tavoli illuminati dalle luci di Davide Groppi.

In questo caso non c’è ancora un epilogo felice come nella vicenda del Tiglio, ma una buona notizia che potrebbe preludere a una conclusione altrettanto positiva: Giuseppucci e i Maccari sono stati chiamati da Eataly a cucinare nei loro store per i prossimi 3 mesi. Il progetto "Le Mie Marche" ha già avuto inizio da Eataly Firenze, dove i ragazzi sono impegnati da qualche giorno fino al 28 febbraio nella proposizione di una cucina marchigiana più classica, tra Tagliolini con baccalà, Maialini cotto nella terracotta e Olive all’Ascolana.

Enrico Mazzaroni e Gianluigi Silvestri, mister cucina e sala del Tiglio. Il ristorante chiuso a Montemonaco riaprirà entro la primavera a Porto Recanati (foto cronachefermane.it)

Enrico Mazzaroni e Gianluigi Silvestri, mister cucina e sala del Tiglio. Il ristorante chiuso a Montemonaco riaprirà entro la primavera a Porto Recanati (foto cronachefermane.it)

A marzo traslocheranno da Eataly Torino e ad aprile da Eataly Smeraldo a Milano. Nei due punti vendita del Nord potranno proporre una cucina fedele a quella di Tolentino, che in poco tempo aveva fatto parlare di sé con piatti come la Parodia dell’insalata di seppie o il Minestrone rivisitato con una rifermentazione delle verdure e il formato di pasta ruota pazza di Benedetto Cavalieri cotto nella paprika. Un’ottima occasione per mettersi alle spalle il dramma e poter fare serenamente quello che hanno sempre fatto: cucinare.

«Dopo il terremoto», ci racconta Giuseppucci al telefono, «ci siamo un po’ fermati. Abbiamo subito capito che non era il caso di farci illusioni perché nelle Marche possono passare anche 20 anni prima che si rimettano in sesto strutture traballanti. Vorremmo traslocare fuori dalle Marche, anche in grandi città come Milano, Bergamo o Firenze, che ci è piaciuta molto. Per questo siamo molto grati a Eataly per quest’opportunità. Ci consente di far conoscere la nostra cucina a un pubblico non solo italiano».


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