Top Chef, ma per davvero

Al via il talent per cuochi professionisti, abbiamo incontrato la super-giuria e ci ha raccontato che...

07-09-2016
Da mercoledì 14 settembre e per otto settimane su

Da mercoledì 14 settembre e per otto settimane sul canale Nove alle 21,15 sarà di scena Top Chef, il nuovo talent per cuochi professionisti con una gran giuria: Giuliano Baldessari, Annie Féolde, Mauro Colagreco e Moreno Cedroni. Vi raccontiamo quanto è emerso dalla presentazione, poche ore fa

Si sa che la forza dei talent sta nel bel mix tra una giuria “giusta” e concorrenti in grado di appassionare. Per questo Top Chef, in onda dal 14 settembre alle 21,15 ogni mercoledì sul canale Nove (otto puntate fino a metà novembre), sembra aver miscelato le cose nel modo giusto. Il programma, prodotto da Magnolia per Discovery Italia, si è imposto come uno dei format di maggior successo della storia della televisione ed è fresco di candidatura agli Emmy 2016. E ci sembra innanzitutto aver selezionato un bel cocktail di giudici, perlatro tutte vecchie conoscenze d’Identità Golose.

Il “cattivo” sarà Giuliano Baldessari, peraltro il più giovane dei quattro, coetaneo di molti concorrenti ma con un curriculum lungo così (qui abbiamo recentemente testato il suo nuovo menu, favoloso): «Carino e tremendo. Sei stato molto duro, hai pure fatto svenire una concorrente», ha ricordato alla presentazione di qualche ora fa l’altra giudice Annie Féolde (la abbiamo intervistata qualche settimana fa, leggi e ascolta qui), “quota rosa” e sorta di padrona di casa tutto charme, «grazia, eleganza, raffinatezza» per dirla con le parole di Moreno Cedroni, il terzo del gruppo (leggi qui quando si è cimentato persino con la pizza, nel giugno scorso), e anche «instancabile», sottolinea a sua volta il quarto e ultimo, Mauro Colagreco, “ospite internazionale” un po’ perché lavora in Francia, a Mentone, benché a pochi metri dal confine italiano, e poi in quanto argentino, per quanto calabro-abruzzese di origine (ha festeggiato sempre a giugno i 10 anni del suo Mirazur, lo abbiamo scritto qui): «Annie anche quando finivamo di registrare a tarda notte era sempre fresca e infaticabile, semmai si scusava con lo staff, “mi dispiace che si sia fatto tardi". Poi si andava a mangiare una pizza. Una notte ero con lei e Giuliano e fa: “Bisognerebbe andare a berci un drink”. Pensavamo lo dicesse per i giorni a venire, ma ha chiamato un taxi e, a noi esitanti: “Beh?! Mi fate andare da sola?”. Fantastica».

La super-giuria di Top Chef

La super-giuria di Top Chef

Aneddoti come questi si sono sprecati, alla presentazione dello show, qualche ora fa. Cedroni ad esempio è chiaramente il “creativo” del gruppo, tutto estro e fantasia, ma attenzione ad abbassare la guardia: «Una volta un concorrente l’ha chiamato confidenzialmente “Moreno”… Non l’avesse mai fatto!», ha raccontato la Féolde. E lui di rimando: «Beh, è normale, l’ho ripreso. Ci siamo comportati esattamente come fossimo nelle nostre cucine», non è il caso di montarsi la testa, «ne parlavo qualche giorno fa con Paolo Marchi (presente in sala, ndr). Un tempo gli “chef” erano due o tre, oggi entri in una cucina, dici “chef” e si girano in venti». Calma, ragazzi, calma.

I ragazzi di cui sopra sono un bella selezione di italianità variopinta ed eclettica, sotto riportiamo le schede ufficiali redatte dalla produzione. Si tratta di 15 chef professionisti, provenienti da tutta la Penisola: uno tra loro si aggiudicherà  il titolo di “Primo Top Chef Italiano” e il premio finale di 50mila euro. Si tratta di Maria Amalia Anedda, Jacopo Maria Bracchi, Chiara Canzoneri, Palmiro Carlini, Simone Ciccotti, Filippo Crisci, Federico D’Amato, Ornella De Felice, Micaela Di Cola, Matteo Fronduti (irresistibili i suoi due recenti pezzi per Identità Golose, leggi qui e qui), Masaki Kuroda, Raffaele Liuzzi, Erica Petroni, Dario Picchiotti e Matteo Torretta.

Top Chef, format internazionale ideato da Bravo Media LLC, è un programma scritto da Luca Busso, Nicola Lo Russo, Romina Ronchi con Giovanni Bagnari. Per Magnolia il produttore esecutivo è Alessandro Tedeschi; la regia di Alessio Muzi; la scenografia di Susanna Aldinio; il direttore della fotografia è Marco Sirignano. Per Discovery Italia, Nicole Morganti è la responsabile delle produzioni, Giovanni Bossetti è il produttore esecutivo

Top Chef, format internazionale ideato da Bravo Media LLC, è un programma scritto da Luca Busso, Nicola Lo Russo, Romina Ronchi con Giovanni Bagnari. Per Magnolia il produttore esecutivo è Alessandro Tedeschi; la regia di Alessio Muzi; la scenografia di Susanna Aldinio; il direttore della fotografia è Marco Sirignano. Per Discovery Italia, Nicole Morganti è la responsabile delle produzioni, Giovanni Bossetti è il produttore esecutivo

IL FORMAT
Top Chef è un talent show culinario che ha già avuto 20 adattamenti in giro per il mondo, dall’Europa alle Americhe, passando per l’Asia e l’Africa, e ha dato origine a 5 diversi spin-off oltre a un’infinità di progetti paralleli: dai libri di cucina al videogame sviluppato dalla software house Brighter Minds. Il format ha esordito negli Stati Uniti, l’8 marzo 2006, e continua ad andare in onda sul canale Bravo da ben 10 anni e 13 stagioni, segnando ascolti record e la partecipazione di superstar della cucina internazionale come Anthony Bourdain o Thomas Keller. In Europa, il Paese dove ha registrato a oggi il maggior successo è la Francia: il picco di ascolti assoluti delle sette edizioni realizzate Oltralpe è stato registrato il 30 gennaio 2012, quando 5.400.000 telespettatori (share del 23%) hanno seguito la finale della terza stagione. Fino a oggi Top Chef è andato in onda nei seguenti Paesi: Stati Uniti, Belgio, Canada, Cile, El Salvador, Emirati Arabi, Finlandia, Francia, Grecia, Indonesia, Messico, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna, Sudafrica, Svezia, Vietnam.

IL CAST
Maria Amalia Anedda - Due cuori e una cucina / 1

Maria è nata e cresciuta a Parma, ma si è trasferita a Parigi per inseguire i suoi sogni porfessionali nella città che considera «il tempio della gastronomia». È proprio in Francia, nella cucina di Alain Ducasse, che conosce Jacopo, il suo fidanzato e anche lui concorrente di Top Chef. Dopo l’esperienza parigina, i due si sono trasferiti insieme a Bordeaux, per lavorare nel ristorante di un castello. Sono tornati da poco in Italia per aprire un ristorante insieme nella provincia parmense.

Jacopo Maria Bracchi - Due cuori e una cucina / 2
Jacopo nasce a Milano. Nel capoluogo lombardo è cresciuto e ha studiato all’istituto alberghiero. Terminata la scuola, si è trasferito in Francia, dove ha trovato lavoro al ristorante di Alain Ducasse a Parigi. Proprio in quell’importante cucina ha conosciuto Maria, la sua attuale fidanzata e concorrente di Top Chef Italia. I due hanno trascorso un periodo di lavoro insieme a Bordeaux e solo recentemente sono tornati in Italia, con l’idea di aprire un loro ristorante in provincia di Parma.

Chiara Canzoneri - La piccola (ma tosta)
Friulana, cresciuta in una famiglia di pescatori, Chiara è diventata mamma a 20 anni. È sposata con un carabiniere spesso in missione nel Medio Oriente. Lavora in cucina da quando aveva 14 anni, anche se non ha fatto tante esperienze in ristoranti di livello alto. Da 4 anni è entrata in società nel ristorante di pesce di Gorizia presso il quale lavora: Hendrick’s. Ritiene che il suo punto forte sia lo studio: cerca continuamente di aggiornarsi e di imparare.

Palmiro Carlini - Il neurogastronomo
Palmiro viene da Offida (AP), un paese nelle Marche tra mare e montagna a cui si sente molto legato e da cui è partito per alcune esperienze lavorative in giro per il mondo, come Miami e Abu Dhabi. È studioso di neurogastronomia, una scienza di cui si ritiene il primo rappresentante in Italia: «Il mio obiettivo? Con un piatto posso farti raggiungere la massima felicità, ti posso far raggiungere l’orgasmo». Durante la stagione estiva lavora negli alberghi della sua zona, mentre d’inverno predilige gli spostamenti all’estero, ricoprendo il ruolo di Chef Startup: «Mi occupo di aprire ristoranti italiani all’estero».

La presentazione (con cooking show) di Top Chef a Milano, «è la produzione più ambiziosa della storia di Nove - è stato detto - Un motivo di orgoglio. sarà una trasmissione popolare, ma di qualità»

La presentazione (con cooking show) di Top Chef a Milano, «è la produzione più ambiziosa della storia di Nove - è stato detto - Un motivo di orgoglio. sarà una trasmissione popolare, ma di qualità»

Simone Ciccotti - La stella rifiutata
I suoi genitori lo volevano farmacista, invece lui ha deciso di dedicarsi alla cucina. Nel corso degli anni ha maturato molte esperienze professionali, come anni di lavoro dallo chef stellato Paul Bocuse a Lione. Ha aperto un’osteria tutta sua, gli hanno conferito la stella Michelin, ma non si è presentato alla cerimonia di assegnazione. Perché? Perché secondo lui deve essere il cliente il vero giudice. È Chef e oste presso l’Antica Trattoria San Lorenzo di Perugia. È molto attaccato alla sua famiglia, composta dalla moglie psicologa e dai due figli.

Filippo Crisci - L’anima del sud
Filippo ha iniziato e completato gli studi alberghieri nella sua Caserta. È proprio sui banchi della scuola superiore che sono maturati suoi due grandi amori: quello per la cucina e quello per la fidanzata, con cui presto si sposerà. Terminati gli studi Filippo ha iniziato a fare esperienza in grandi ristoranti stellati: Paolo Teverini, Capri Palace, Taverna Righi, La Siriola. Oggi vive in Romagna e lavora nel ristorante dell’Hotel Palace di Milano Marittima. Sogna di aprire un locale tutto suo, in modo da poter decidere in totale autonomia.

Federico D’Amato - Il figlio delle stelle
Federico si è avvicinato al mondo della ristorazione grazie al padre, Gianni D’Amato, importante chef stellato dell’Emilia Romagna. Per 15 anni hanno gestito insieme Il Rigoletto, due stelle Michelin, prima che il terremoto del 2012 lo distruggesse. Hanno così aperto un altro ristorante a Reggio Emilia, il Caffè Arti e Mestieri (che attualmente non ha stelle). Federico ha spesso vissuto all’ombra del padre: con Top Chef vuole dimostrare di essere indipendente e di potercela fare da solo.

Ornella De Felice - La romana schietta
Nata a Nettuno, Ornella scopre tardi la sua vocazione per la cucina. Dopo la laurea in sociologia, a 30 anni, decide di intraprendere la professione di cuoca e si trasferisce a Roma. La sua formazione è avvenuta al fianco di Cristina Bowerman, chef stellata della Glass Hostaria. Della sua maestra dice: «Da grande mi piacerebbe diventare come lei». Ora Ornella è la chef di un piccolo locale nella capitale, il Ristorante Coromandel.

Micaela Di Cola - Si mangia anche con gli occhi…
Nata e cresciuta a Roma, in una famiglia proprietaria di ben sette ristoranti che l’ha avviata al mondo della cucina, Micaela lavora come executive chef e home economist. Il suo ruolo è quello di aprire i ristoranti formando il personale di cucina e di sala. Gli ultimi tre aperti sono nelle più belle piazze romane. Ritiene che la sua forza sia nella selezione della materia prima, preferibilmente del territorio, nella realizzazione di piatti che uniscono la ricercatezza e la tradizione.

Matteo Fronduti - Lo chef di periferia
Matteo ha iniziato a cucinare per divertimento: da adolescente, quando restava a casa da solo, preparava cene per i suoi amici del liceo. Con gli anni ha capito che questa sua passione poteva trasformarsi in vera professione, e si è avvicinato alla ristorazione. Matteo viene dalla periferia di Milano, dove ha scelto di aprire il suo locale, il Ristorante Manna, che si colloca fuori dai circuiti classici. Si definisce un concorrente «fottutamente competitivo» ed è un cultore delle materie prime, perché convinto che anche gli elementi base, se trattati al modo giusto, possono diventare un grande piatto.

Masaki Kuroda - La promessa venuta dal Giappone
Masaki è nato e cresciuto in Giappone, da dove è partito per fare esperienze di lavoro in ristoranti di lusso. È arrivato in Italia alcuni anni fa, stabilendosi prima a Lucca, poi ad Alba, e tornando infine in Toscana. Al momento lavora presso il Ristorante Serendepico in provincia di Lucca. È molto legato alla cucina italiana: il suo piatto preferito è il caciucco, mentre il suo piatto forte è la porchetta. Sogna di aprire un ristorante italiano in Giappone, perché trova molte similitudini tra i due Paesi. La sua più grande passione dopo la cucina è lo skateboard.

Raffaele Liuzzi - La stella caduta
Raffaele viene dalla Puglia ma vive in Romagna, dove è cuoco e chef patron del Ristorante Liuzzi a Cattolica. È uno professionista di grande esperienza: nel 2008 ha ottenuto una stella Michelin, che poi ha però perso. Nella sua cucina ama fondere la tradizione pugliese con quella romagnola. Pensa che sia fondamentale divertirsi a tavola e per questo ama far interagire il cliente con la sua idea di cucina. Come? Magari servendo gli ingredienti a parte e invitandolo a comporre autonomamente il piatto.

Erica Petroni - La food trucker gourmet
Erica si è avvicinata al mondo della ristorazione in maniera insolita: inizialmente si è laureata in Design, poi ha iniziato a curare libri degli chef, ha lavorato nei locali più disparati (per un brevissimo periodo è stata anche nella cucina di Bottura) e ha anche intrapreso la carriera di  critica gastronomica. Ora ha avviato una sua attività: Food Art Factory, un «ristorantino portatile gourmet» – come lo chiama lei – che si sposta tra Bolzano, Merano e Rovereto. Sente di aver finalmente trovato la sua strada: «Faccio quello che voglio, vado dove voglio, scelgo la materia prima che voglio».

Dario Picchiotti - Lo chef emozional-popolare
Dario ha una formazione da autodidatta, che spazia tra le esperienze più disparate: ha lavorato in una pizzeria, è stato chef per Vasco Rossi, ma non ha avuto esperienze con chef importanti. Oggi con la sua fidanzata ha aperto un ristorante a Sacerno (Antica Trattoria di Sacerno), un piccolo paese nella provincia bolognese. Quando parla del suo ristorante, lo descrive come un’esperienza mistica in cui il cliente – parola sua – «deve fare un percorso».

Matteo Torretta - L’importanza di essere il King
Fin da giovane, Matteo è stato un outsider. Non ha mai avuto molta voglia di studiare, ed è cresciuto come un vero ribelle di periferia. Dopo la scuola alberghiera, la curiosità lo ha spinto a mettersi in gioco: inizia a girare l’Europa, poi torna in Italia e, a soli 27 anni, lavora con i più grandi chef (Marchesi, Cannavacciuolo, Cracco, etc). Ora è lo chef del ristorante Asola nella sua Milano, presso The Brian&Barry Building. La persona più importante della sua vita è la moglie Cinthia, con cui da 11 anni condivide tutto, sia la vita lavorativa sia quella privata.


Rubriche

Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose