Hôtellerie: in Italia il settore riparte con 100 nuove aperture

Nel corso di circa due anni, saranno a disposizione 17mila nuove camere. L’Italia stia diventando una meta sempre più allettante per l’accoglienza di lusso

21-05-2021
a cura di Elisabetta Canoro
Una vista di Taormina in una foto di Luca Volpi

Una vista di Taormina in una foto di Luca Volpi

Guarda avanti il mondo dell’hôtellerie, che in Italia si lascia alle spalle la pandemia annunciando grandi progetti, restyling, opening. Lo dicono i numeri: da Nord a Sud dello Stivale sono in apertura entro un paio d’anni cento nuovi hotel, per un totale di 17mila camere. Il mercato degli investimenti coinvolge importanti fondi e prestigiosi brand alberghieri internazionali, che scommettono sulla Grande Bellezza nostrana, quella che più è mancata al mondo nell’ultimo anno.

E sembra che l’Italia stia diventando una meta sempre più allettante in particolare per l’accoglienza di lusso. È quanto emerso nel corso della prima tavola rotonda del 2021 organizzata da PKF hotelexperts che ha chiamato a raccolta oltre 60 importanti stakeholder nazionali e internazionali tra gruppi alberghieri, albergatori, investitori, developer, studi di progettazione, istituzioni pubbliche e finanziarie ed aziende del settore per tracciare lo scenario dell’hospitality e degli investimenti in Italia. “Il valore degli investimenti nel corso del 2020 in Italia è stato di circa un miliardo di euro e per il 2021 la stima è di raggiungere quota 1,5 miliardi”, ha detto Giorgio Bianchi, managing director di PKF hotelexperts.

San Domenico Palace

San Domenico Palace

Privilegiate in termini di prenotazione in questa prima fase della ripresa sono le destinazioni alternative alle grandi città d’arte, ancora in sofferenza, ma l’incremento dei 5 stelle sarà proprio in queste ultime, come Roma e Venezia, e poi in Costiera Amalfitana, Puglia e Sicilia. Ed è corsa agli investimenti anche a Cortina, Pompei e Trieste. Tra i big player del settore spicca Four Seasons Hotels & Resorts, che ha ben 50 importanti novità in cantiere (ne abbiamo parlato qui), che da noi includono l’acquisizione del San Domenico Palace di Taormina, in apertura quest’estate.

Non è da meno il gruppo londinese Rocco Forte Hotels, che conta già sette proprietà nella penisola e il 3 giugno aprirà le porte di Villa Igiea, lo storico palazzo Art Nouveau affacciato sul golfo di Palermo. Sempre firmate Rocco Forte, sono una novità le prime venti ville private del Verdura Resort (qui un approfondimento), intanto Sir Rocco Forte annuncia che a Milano il gruppo ha appena iniziato i lavori di ristrutturazione del The Carlton in via Senato che aprirà nel 2023. Ha appena riaperto in grande splendore il Belmond Splendido Mare (qui il racconto) dopo due anni di restyling e l’arrivo dei fratelli Cerea a gestire il ristorante affacciato sulla storica Piazzetta di Portofino.

Ava Gardner Suite al Belmond Splendido Mare

Ava Gardner Suite al Belmond Splendido Mare

A guardare con interesse al Belpaese è anche Google, che di recente ha scelto proprio l’Italia per il primo lancio di Hotel Insights, una nuova piattaforma pensata per spingere la ripresa del turismo e supportare gli albergatori offrendo agli operatori informazioni e risorse, senza costi, per intercettare la domanda potenziale del settore. “La trasformazione digitale è indispensabile per soddisfare il bisogno di crescita economica a cui l’Italia si trova difronte”, ha dichiarato Fabio Vaccarono, vicepresidente del colosso californiano.

Una buona notizia, considerando che il solo settore alberghiero a fine anno consoliderà una perdita superiore ai 17 miliardi rispetto all’anno precedente, mentre il fondo perduto ha portato ad alberghi e terme 450 milioni, a fronte degli oltre 17 miliardi di perdite. Nel 2020, ha spiegato Bernabò Bocca, alla guida dei 27mila albergatori associati di Federalberghi, nell’assemblea plenaria del 15 maggio, si sono ‘liquefatte’ 200mila posizioni di lavoro stagionale e 150mila a tempo indeterminato.

Adesso si riparte, puntando al food&beverage, al digitale, a nuovi servizi e alla sostenibilità, anche se la strada è ancora in salita per i prossimi mesi: le grandi città soffrono la mancanza di flussi stranieri ed è lì, tra Milano, Venezia, Firenze e Roma, che si concentra il 78% dei valori patrimoniali alberghieri, su un totale del patrimonio immobiliare alberghiero italiano di oltre 117 miliardi stimati nel 2020.

I brand internazionali guardano anche a destinazioni alternative come Radisson e Falkensteiner a Cortina, Six Senses in Umbria e Moxy a Pompei-Oplonti. Intanto la stagione è partita, non si contano le riaperture di alberghi iconici del Belpaese e non solo - come ci si aspetterebbe – al mare, sul lago e in montagna.

UNA Milano Verticale

UNA Milano Verticale

Succede inaspettatamente anche in città come Milano, dove il Four Seasons e lo storico Grand Hotel et de Milan hanno colto il momento di stop per rifarsi il look e altri come l’Armani Hotel hanno riaperto da gennaio. Di recente ha infatti inaugurato l’UNA Milano Verticale, che nei prossimi giorni inaugurerà il nuovo ristorante gastronomico di Enrico Bartolini, Anima, con Franco Aliberti come resident chef (la nostra cronaca). In realtà oltre ai dieci tavoli gourmet, completeranno l’offerta Vertigo - Urban garden cocktail bar, poi Vertigo - Osteria contemporanea. L’ennesimo segnale di resilienza per il capoluogo lombardo, che non si piega ed è già proiettato nel futuro. È iniziata la ripartenza.


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