24-04-2005

Fiorenza

Via Giorgio Stephenson non è certo la via più glamour di Milano, ma la più singolare sì. Se ne sta a ridosso dello svincolo che da viale Certosa porta alle autostrade per Torino, per i Laghi e per Venezia ma trovarla non è affatto facile anche perché se la selezioni in un sito mappe-munito, tipo www.viamichelin.it, la prima volta rimani perplesso e pensi che il programma sia impazzito. In pratica ci sono cinque vie dedicate al padre della locomotiva a vapore, cinque arzigogolamenti che proprio non ti aspetti. La prima mossa è imboccare lo svincolo da viale Certosa e poi lasciarlo subito alla rampa per via Cogne. Da lì a destra, fino a quando non riuscirete a passare sotto il cavalcavia e ritrovarvi dall’altra parte, in un isolato che è una prateria per camion. Fiorenza, la nostra meta, è al civico 56. Come targa esiste, non esiste invece un’insegna in strada e gli stessi numeri non si succedono uno dopo l’altro come nelle vie normali, 2, 4, 6... Regolatevi e armatevi di pazienza. In ogni modo, cercate un grande parcheggio per tir, il ristorante, in pratica una baracca ampliata e migliorata negli anni, è al suo interno. Chi sta alla sbarra d’ingresso capisce al volo che, al voltante di un’auto, non siete lì per altro che per fare il pieno di pesce e vi farà entrare e parcheggiare accanto a bisonti che dormono. Quello che a mezzodì è proprio ciò che si intende per locale per camionisti, la sera diventa una calamita per un’affezionata clientela che bada al sodo e se ne impippa dei fronzoli. Fiorenza è il nome della zona, non della titolare, la bionda, bella e simpaticosa Angela Cinzia Ciapetti che spunta di volta in volta dalla cucina visto che la sala è affidata a suo marito Beppe. Tenendo ben presente che col caldo si desina fuori, che i bagni sono alla turca, che il vino è un’ipotesi e che la carne è comunque presente (bresaola, tris di salumi con lardo immancabilmente di Colonnata, roastbeef, bistecche e tagliata), magari pure ottima, voi vi divertirete con il pesce. Badare bene: il Piatto di pesce crudo va prenotato almeno la mattina (il venerdì invece per il sabato), altrimenti, senza preavviso, di crudo avrete solo le ostriche e la tartara di tonno. E il cotto? Ottimo polipo in insalata con rucola ignorante, buone linguine al tonno fresco, saporiti paccheri con le cozze, delicati calamari e seppioline alla griglia e ricco fritto misto con patate e zucchine. La sorpresissima? I dolci: invitanti piramidi di cioccolato e fagottini di pasta frolla con le mele, soprattutto un tiramisù sesso puro.

FIORENZA in via Stephenson, 56 a MILANO
Telefono: 02.33200659 Chiusura: domenica
Prezzi medi: Antipasti 10 €, Primi 11 €, Secondi 14 € e dolci 3,50 €
Coefficiente di difficoltà: scarso, classica cucina di mare e di terra

Cibi Divini

I ristoranti di tutto il mondo raccontati nel Giornale da Paolo Marchi dal febbraio 1994 all’inverno 2011. E dalla primavera per i lettori del sito identitagolose.it

Paolo Marchi

a cura di

Paolo Marchi

nato a Milano nel marzo 1955, al Giornale per 31 anni dividendosi tra sport e gastronomia, è ideatore e curatore dal 2004 di Identità Golose.
blog www.paolomarchi.it
instagram instagram.com/oloapmarchi

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