Fattoria Le Pupille continua la ricerca: dopo il Syrah, ecco il Petit Manseng

L'azienda nota per il Morellino non smette di stupire, grazie alle idee di Elisabetta Geppetti e dei figli Clara ed Ettore

12-02-2021
Elisabetta Geppetti, al centro in piedi, con i fig

Elisabetta Geppetti, al centro in piedi, con i figli Ettore e Clara

Dopo il Syrah, ecco il Petit Manseng. La Fattoria Le Pupille, guidata dal vulcanico carattere di Elisabetta Geppetti, affiancata anche dai figli Clara Gentili ed Ettore Rizzi, continua nel suo percorso di ricerca e di sperimentazione, andando oltre al Morellino di Scansano che è, da sempre, il portabandiera aziendale.

Quindi, dopo il Syrah presentato due anni fa, è arrivato il momento di presentare un vino bianco dai connotati molto particolari: il Piemme, che indica semplicemente le iniziali di Petit Manseng.

La cantina della Fattoria Le Pupille

La cantina della Fattoria Le Pupille

«Piemme in realtà nasce prima del Syrah – racconta Ettore – È un vino che viene fatto fermentare e affinare in legno, studiato con il nostro enologo consulente Luca D’Attoma. La prima annata, il 2014, è stato letteralmente dimenticato. Il nostro cantiniere si è accorto di questo tonneau solo un anno dopo. Lo abbiamo assaggiato e abbiamo capito che c’era un grande potenziale».

Allora si ragiona davvero su questo vitigno così particolare: le annate 2016 e 2017 non sono state prodotte, «perché le uve non erano di buon livello - specifica Rizzi – La nostra vera prima annata riuscita di Piemme è il 2018».

Il Piemme è il nuovo Petit Manseng

Il Piemme è il nuovo Petit Manseng

Il Petit Manseng viene raccolto in piccole cassette a mano, poi viene lasciato in macerazione per 3 o 4 ore, per poi finire in tonneau a fermentare, per circa 2 settimane. Per un paio di mesi rimane sulle fecce fini e poi viene travasato, continuando il suo affinamento per altri 15 mesi, sempre in tonneaux. «È un vitigno complesso – spiega Ettore Rizzi – lo raccogliamo quando si vendemmiano i Sangiovesi. Guardandolo in pianta, non sembra mai maturo». Ne vengono prodotte solo 1200 bottiglie, risultato di due tonneaux.

Di certo il Piemme è un vino che spiazza: lo diciamo subito, non è un vino per tutti, ha una notevole complessità e una varietà olfattiva notevole, che passa dalla camomilla, all’arancia amara, passando per note di frutta dolce e tropicale, ma non eccessiva, e un tocco affumicato dato dal legno. In bocca l’acidità è notevole, quasi spiazzante, e ne esce anche la mineralità. Un vino “gastronomico”, molto interessante da abbinare anche con piatti piuttosto saporiti: la proposta, in questo caso, arriva direttamente da Valeria Piccini, che dal suo Caino ha inviato i crostini con fegatini di pollo.

Nuova annata per Le Pupille, il Syrah in purezza

Nuova annata per Le Pupille, il Syrah in purezza

Le Pupille, invece, è il Syrah: «In questo vino – spiega Clara Gentili – ci sono le due anime, mia e di mia mamma, due generazioni e due vigne. Due, come le pupille. Le uve provengono dalla Vigna del Palo, circa un ettaro e mezzo, dal Pian di Fiora, un campo di circa mezz’ettaro, che hanno caratteristiche ben diverse». Le uve dalla Vigna del Palo sono vinificate in tonneaux aperti da 500 litri, mentre quelle dal Pian di Fiora, vanno direttamente negli orci di terracotta, anche questi da 500 litri. Il 5% delle uve viene lasciato a grappolo intero, senza diraspamento. Il vino, poi, affina un anno in legno e poi almeno un altro anno in bottiglia.

«Il 2016 è stata un’annata molto equilibrata – sottolinea Clara Gentili – Una delle più belle degli ultimi anni». E il vino rispecchia quest’anima: il Syrah si esprime con profumi di frutti di bosco, di balsamico e di speziato. In bocca le note del pepe risaltano, con una buona eleganza e ancora tanta longevità.

Elisabetta Geppetti in mezzo ai suoi terreni

Elisabetta Geppetti in mezzo ai suoi terreni

Mamma Elisabetta Geppetti, per una volta, ha lasciato il “palcoscenico” ai figli. «Lavorare fianco a fianco con i miei figli su due nuovi e importanti progetti enologici è stata una sfida emozionante – ha raccontato - Le Pupille 2016 e Piemme 2018 ci danno già oggi grande soddisfazione nel bicchiere, ma è soprattutto quello che abbiamo creato con Clara ed Ettore che ha per me un valore inestimabile: un team unito e concentrato su obiettivi di ampio respiro».   


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