Allegrini, viaggio al centro dell'Amarone

I fratelli Marilisa e Franco hanno condotto al Vinitaly 2018 una interessante verticale dedicata alle annate dal 1997 al 2014

24-04-2018
Marilisa e Franco Allegrini, interpreti appassio

Marilisa e Franco Allegrini, interpreti appassionati del vino simbolo della Valpolicella

Al Vinitaly 2018 non poteva mancare un vero viaggio al centro dell'Amarone a cura di una famiglia storica della Valpolicella, quella degli Allegrini. Proprio attraverso una esclusiva verticale intitolata "Amarone Allegrini: l'evoluzione di uno stile identitario" si sono degustati i millesimi che vanno dal 1997 al 2014, per narrare la costanza e la coerenza di uno dei vini italiani più apprezzati al mondo.

Franco e Marilisa Allegrini, coadiuvati da Nicola Frasson, hanno condotto la masterclass. Marilisa afferma: «In questo percorso ritornano note caratterizzanti della nostra interpretazione dell'Amarone, come l'integrità del frutto e la componente aromatica, l'equilibrio e la longevità. Un risultato raggiunto grazie al grande lavoro di mio fratello Franco, supportato anche dalle scoperte nelle tecniche di appassimento fatte da un grande del vino come Roberto Ferrarini. La prima volta che andai in America capii quanto l'Amarone fosse un vino "barocco", eccessivo, e tornando a casa ne parlai subito con la mia famiglia per trovare un'identità intrisa d' eleganza e bevibilità».

Marilisa Allegrini con le annate protagoniste della verticale

Marilisa Allegrini con le annate protagoniste della verticale

Oggi nella Valpolicella Classica possiedono 120 ettari di vigneti e altri 30 in fase di reimpianto nei comuni di Fumane, Marano, San Pietro in Cariano, Sant'Ambrogio di Valpolicella, tutti collocati in media e alta collina, importante segno e garanzia di assoluta qualità.

Franco conferma: «La tecnologia ci ha permesso di ottimizzare il processo di appassimento, con lo scopo di produrre un vino vigoroso, ricco e maturo ma allo stesso tempo armonico ed elegante. Nel 1998 è nato il nostro Terre di Fumane, un moderno centro di appassimento, habitat ideale per far appassire i grappoli prevenendo i rischi derivanti dall'eccessiva umidità, che alcune annate possono celare nel periodo autunnale, con l'immediata formazione di muffe».

All'assaggio il giovane e nervoso 2014 ci ha colpito per note tese di acidità ben allineate alle condizioni climatiche di un'annata complessa. Una trama tannica più pronunciata si ritrova nel 2011, per poi arrivare a un 2010 sapido, armonico, con note balsamiche stemperate nell'eleganza gusto-olfattiva.

Durante la degustazione al Vinitaly 2018

Durante la degustazione al Vinitaly 2018

Notevolmente più fresco il 2005 e più severo il 2004: senza dubbio l'annata fredda ha inciso sul risultato in bottiglia. Il calore del 2003 ha caratterizzato un calice potente, fruttato, per poi bilanciare ottimamente acidità e tannini, e non ancora all'apice della sua evoluzione, seppur in grande forma il 2000.

Passare all'annata 1997, un Amarone poco più che "maggiorenne", fa riflettere sulla freschezza, l'esplosione di frutti di bosco con alternate sfumature di erbe aromatiche oltre a note di polvere di cacao: equilibrio straordinario.

Questo è lo stile Allegrini di un Amarone riconosciuto e premiato in tutto il mondo. Siamo certi che in una degustazione alla cieca si riconoscerebbe quel rigore di selezione dei grappoli di Corvina, Corvinone, Rondinella e Oseleta che producono un rosso dal carattere deciso, raffinato, sempre equilibrato.


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