Crawfish boil

Londra importa dalla Lousiana il rito dei gamberi di fiume bolliti. Divertente, buono e sostenibile

10-08-2012
Montagne di gamberi di fiume speziati, patate, sal

Montagne di gamberi di fiume speziati, patate, salsicce e garlic bread. Sono gli ingredienti di un rito, Crawfish Boil, che Beas of Bloomsbury, +44.020.72428330, di Londra, quartiere Camden, ha importato dalla Lousiana, storico giacimento di crostacei. Il rito costa 24 sterline a testa. Prossimi appuntamenti: giovedì 16, 23 e 30 agosto

La scena è un pò comica. Dalla cucina in fondo al capannone uno chef corre verso di noi...tra i nostri piedi, un piccolo crawfish (gambero di fiume) scappa dalle grinfie del suddetto chef, cercando di evitare il pentolone gigante dove molti suoi compagni sono già finiti. Siamo nella arcata 76, sotto i binari dei treni che entrano a London Bridge. Bea, americana proprietaria di Bea’s of Bloomsbury, è la mente che sta dietro a una serata sui generis: Crawfish Boil (gambero di fiume bollito) Louisiana Style.

Ricreando una tipica mangiata degli Stati Uniti del Sud, il menu comprende garlic bread, gamberi a volontà, mais, salsicce, patate e peperoncino, il tutto bollito e servito a tavola con diverse salsette. Senza posate, tutto con le mani e tutti seduti a lunghi tavoli stile picnic. Tra una chela e una patata si divide e ci si diverte. Indossiamo bavaglini enormi per cercare di limitare i danni, ma l’avvertimento era chiaro: «mettete vestiti che poi brucerete in un falò». Il prezzo è fisso (24 sterline), basta mangiare quanto più si può. Quando andiamo a salutare Bea dopo 2 ore e circa 60 gamberi, lei si lamenta che non mangiamo abbastanza! Ha ancora quasi la metà dei crostacei, che sgambettano irrequieti nei cesti vicino ai fornelli: ne ha ordinati ben 150 kg.

Spellare i gamberi dal carapace: impossibile farne a meno

Spellare i gamberi dal carapace: impossibile farne a meno

Ma tutta questa abbondanza? Non ci preoccupiamo della sostenibilità e della cura dell’ambiente? Certo, ed è tutto in regola, anzi. L’iniziativa non è solo volta a intrattenere e sollazzare. Il crawfish che lei serve stasera è proprio americano ma è cresciuto ‘clandestinamente’ nei fiumi inglesi, importato anni fa senza pensare alle consequenze. Infatti, è così numeroso che sta mettendo a rischio i crostacei di fiume nativi.

Tempo fa, a un seminario sul sostenibile, la cuoca ha incontrato Crayfishbob (Bob Ring) che pesca appunto il gambero americano e cerca di venderlo per il consumo generale, per dar respiro alle specie native. Non è un’impresa facile se si pensa che le grosse catene (Pret per esempio) importano lo stesso crostaceo dalla Cina! Messa al corrente del problema, a Bea è venuta voglia di aiutare Bob nella sua causa. E così in poco tempo è nato Crawfish boil. La prima serata fu quasi un tentativo, ma il successo è stato immediato.

Lo spirito comunitario creato dal mangiare tutti assieme con le mani, sporcandosi come bambini, facendo amicizia e soprattutto gustando ottimo cibo (e sicuramente freschissimo) ha contribuito al successo. Crawfish Boil c’è ogni giovedì per tutto agosto, ed è vivamente consigliato. L’importante, è fare un’abbuffata.


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