Ve lo avevamo anticipato di recente: tra le novità più attese sul Lago di Como per questo 2026 c’è anche il The Lake Como EDITION, a Cadenabbia - inaugurato ufficialmente pochi giorni fa, dopo un breve soft opening a fine estate -, hotel parte della collezione EDITION di Marriott, già presente in tutto il mondo, come pure in Italia con The Rome EDITION, in Via Vittorio Veneto.

Il colpo d'occhio del The Lake Como EDITION, a Cadenabbia
Fronteggia Bellagio e la calma seducente del lago la struttura che un tempo ospitava l’hotel Britannia, protagonista negli ultimi anni di una portentosa ristrutturazione che oggi ospita questo brillante progetto.

Il Lobby bar del The Lake Como EDITION. Foto di @Nicholas Koenig
Una volta dentro, si palpa una radiosità diffusa, raffinata, animata da colori tenui, e una luce che accoglie sin dall’ingresso nel
Lobby bar, luogo focale dell’hotel, in cui si concentra la zona bar, con l’iconico tavolo da biliardo e angoli in cui rilassarsi e ritrovarsi in qualsiasi momento della giornata. Alle spalle dell’edificio originario, invece, vive l’area benessere realizzata completamente ex-novo, ancorata alla visione olistica di longevità firmata
The Longevity spa.
Diverse le tipologie di stanze, quasi tutte vista lago, la cui ricercatezza si esprime in quell’essenzialità che accompagna lo sguardo; una scelta consapevole del fatto che non tutti arrivano sul Lago di Como per quella pulizia visiva, preferendo piuttosto la grandeur di strutture che conservano il segno del tempo, e una certa maestosità: il The Lake Como EDITION, al contrario, nasce per essere una destinazione alternativa, in cui il lusso diventa leggero, etereo e forse per questo anche più fruibile.

La splendida terrazza in cui vive il ristorante all day dining Renzo, Foto di @Nicholas Koenig

La Floating Pool che dà dritta sul lago. Foto di @Nicholas Koenig
Un’idea perpetuata, d’altronde, anche dal punto di vista gastronomico; ragion per cui si è scelto di puntare su un modello di ristorazione meno rigido e costrittivo, prediligendo una firma che con leggerezza e pari radiosità sapesse elevare ogni attimo della giornata, dalla colazione alla cena, in una parentesi di piacere da vivere senza eccessive etichette.

Lo chef Mauro Colagreco. Foto di @Matteo Carassale
Cura, infatti, l’intera proposta lo chef
Mauro Colagreco del
Mirazur, ristorante tre stelle Michelin a Mentone, appena oltrepassato il confine Italia-Francia.
Pensa ben oltre il piatto Colagreco, fino a rendere il suo ristorante un micro-ecosistema. Una visione che espande l’impatto del singolo contesto anche oltre, fino a renderla linguaggio, l’unico possibile per affrontare il presente, ma soprattutto il futuro del nostro Pianeta. Inevitabilmente la visione stessa diviene sapore, coerenza stilistica e, in questo, la cucina di Colagreco si manifesta nella sua pienezza, affidandosi a una filiera corta, con solidi riferimenti territoriali ed espressioni stagionali costanti che lo invitano a scoprire e sondare avidamente il circondario.

Francisco Rosciano e Mauro Colagreco. Foto di @Matteo Carassale
Si comincia sorseggiando l’aperitivo nel
Lobby Bar, accompagnati da deliziosi canapé ispirati alla Riviera, o ci si lascia tentare dalla proposta informale a bordo piscina; sempre disponibile, invece,
l’all-day dining Renzo, contraddistinto da piatti immediati, materici, con vista privilegiata da una maestosa terrazza. Fino al cuore della sensibilità creativa di
Mauro Colagreco concentrata nell’insegna
Cetino, guidata dal resident chef
Francisco Rosciano.

L'ingresso del ristorante Cetino. Foto di @Nicholas Koenig
Un
fine dining, sì, dall’anima conviviale, rilassata, con tanti piatti da condividere, e una freschezza che si protrae dalla combinazione di ingredienti all’ambiente: un grande salotto anticipa l’ingresso nella sala ristorante e il colore, qui così dirompente e intenso rispetto agli altri ambienti, invita tacitamente ad accedere spensierati in una dimensione intima, accogliente.

La zona bar del ristorante fine dining Cetino. Foto di @Nicholas Koenig
Dopotutto, questa non è semplicemente l’insegna che porta la firma di uno tra gli chef più influenti al mondo: questa è la casa di
Colagreco in Italia, il suo primo ristorante nella terra che gli dà le origini, quelle più profonde.

Rosa di branzino: ravanello bianco, agrumi, vinaigrette al miele. Un piatto dalla delicatezza assoluta: veli di branzino si alternano a petali di rosa; gli agrumi sorprendono in un caviale fresco che condisce gli elementi principali. Foto di @Matteo Carassale
«Conoscete le mie origini, la mia carriera, ma questa per me rappresenta una fase molto emozionante - esordisce
Colagreco -: l’apertura del mio primo ristorante in Italia. In realtà è molto di più, c’è di mezzo molto il cuore. Torno dopo due generazioni, di chi ha lasciato l’Italia per andare altrove, e torno per cominciare qualcosa di mio, qui, nel Paese di mio nonno. Prima, conoscevo questa regione da turista; ora, però comincio a toccarla, a sentirla, a riscoprirla ed è bellissimo poterlo fare con la sua gente, gli artigiani, i profumi: è cultura pura ed è solo l’inizio: con il passare del tempo, evolveremo, matureremo, ma sentiamo di essere sulla buona strada».

Ravioli di trota: uova di trota, salsa all'aneto. La pasta è porosa; il ripieno resta umido e carnoso tra i veli dorati, mentre il tocco dell'aneto accompagna il palato fino al boccone successivo, affievolendo la salinità delicata delle uova di trota
Buonissima diremmo: perché
Colagreco quella connessione col territorio l’ha creata realmente appassionandosi ai prodotti locali, formaggi d’alpeggio da perdere la testa, bresaole strepitose, pesce di lago, cucendo il tutto al Mediterraneo che si porta dentro, al respiro fresco delle erbe aromatiche, senza mai stratificare più del dovuto, preferendo la purezza all’eccesso nel piatto.

Triglia: pesto di pomodori, olive taggiasche, insalata di erbe
Il tocco è minimale, l’ingrediente supremo ed è così che restano impressi la delicatezza profonda del
Gratinato di crostacei con salsa all’aglio, la carnosità di un
Raviolo di trota e la eco persistente dell’aneto, o la polpa soda di una Triglia servita intera, con scalogno fritto e un pesto di pomodoro, olive taggiasche, essenza mediterranea di mare e terra. Ed è così che la natura risuona e l’animo, colto da una gioia semplice e improvvisa, gode del piacere della buona tavola. Benvenuto in Italia
Mauro Colagreco!