Pralina, zuppe Blockchain

Una piccola azienda del Salento lancia Le Biodiverse, vellutate che utilizzano la nota tecnologia per garantire i consumatori

16-12-2019
L'azienda Pralina ha sede nella zona industria

L'azienda Pralina ha sede nella zona industriale di Melpignano (Lecce), telefono +390836439833

La tutela del made in Italy è una delle sfide che il nostro sistema paese deve affrontare, in coerenza al tema portante dal Forum per l’alimentazione, che si è tenuto in questi giorni a Milano, promosso dalla Fondazione Barilla; dalla Puglia, arriva una soluzione nuova, un nuovo approccio, che cerca di coniugare insieme qualità e tecnologia e che può diventare un ottimo esempio a tutela del cibo italiano.

Per lanciare una nuova linea di zuppe e vellutate, dall’evocativo nome Le Biodiverse, Pralina, una azienda piccola impegnata nel settore agroalimentare italiano, ha scelto un approccio nuovo. Prima di tutto ha identificato le Biodiverse con i volti delle persone, donne e ragazze soprattutto, ma anche contadini e produttori, che hanno scelto di ragionare su un progetto innovativo di frontiera.

Ha scelto di produrre Le Biodiverse sottoscrivendo un accordo con il territorio che li rappresenta, il Salento, e a metà novembre 2019 ha infatti siglato un patto con i propri fornitori. Un Patto per la terra, un accordo tra chi produce e chi trasforma, che prevede per i contadini il vincolo di produzione secondo un regime organico e chemical free, e la promessa di acquisto dei loro raccolti da parte di Pralina.

Inoltre per puntare all’eccellenza e all’innovazione Pralina ha deciso di diventare attraverso Le Biodiverse una delle prime aziende italiane nel food a utilizzare la tecnologia Blockchain. Tanto nominata, di derivazione criptobancaria, la tecnologia Blockchain si è avvicinata al mondo agroalimentare nel tentativo di dare sicurezze e garanzie al consumatore globale del cibo e nello stesso tempo nel tentativo di tutelare il marchio e la catena del valore di produttori e trasformatori e quindi il Made in Italy.

Attraverso sistemi informatici aperti e grazie alle giovani e sapienti mani della start up italiana Food Chain, Le Biodiverse hanno impresso in maniera indelebile e non modificabile i dati di fornitura e produzione che contrassegnano tutta la filiera produttiva in un registro pubblico, decentralizzato, condiviso in rete e quindi accessibile a tutti. Il consumatore entra nel mondo Blockchain attraverso un QR code impresso nell’etichetta delle zuppe: spuntano così le informazioni sui cereali antichi utilizzati, come il grano Saragolla e il farro bicocco, o quelle sui legumi, come i ceci neri coltivati in assenza di irrigazione o i piselli verdi, oppure su cicerchie e cime di rapa, recuperando in alcuni secondi informazioni che prima richiedevano settimane di ricerche.

Pralina ha deciso di fare le Biodiverse in maniera nuova, ma di farle anche buone, perché tutte le zuppe e vellutate sono prodotte con materie prime di alta qualità provenienti dal territorio salentino, assemblate e cotte sapientemente nello stabilimento di Melpignano, messe in vasetti di vetro monoporzione, pronte a prendere posto nelle borse di molti lavoratori italiani. Grazie al sistema Blockchain, il consumatore delle Biodiverse potrà finalmente rilassarsi davanti allo scaffale del supermercato o sul sito di e-commerce, sicuro che la bontà del prodotto è garantita da storie e territori di cui si possono finalmente conoscere i volti e da un sistema informatico innovativo e sicuro. Questo è bene ed è sicuramente anche buono.


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