05-10-2023

Auguri Identità Golose Milano! Che gran festa con gli amici più cari

Una serata carica di emozioni per i 5 anni dell'hub internazionale della cucina in via Romagnosi. Tra ricordi, riflessioni, allegria e uno sguardo al futuro...

Paolo Marchi e Claudio Ceroni, fondatori di Identi

Paolo Marchi e Claudio Ceroni, fondatori di Identità Golose, tagliano la torta per il quinto compleanno di Identità Golose Milano, hub internazionale della gastronomia. Con loro è il pasticcere Davide Comaschi, al centro, che ha realizzato il dolce

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E' stata una serata carica di emozione quella che ha preso vita ieri sera nell'hub di cucina internazionale di Identità Golose Milano. Ricordi, riflessioni, storie già scritte e nuove da costruire insieme. Si respirava un senso di comunità, di allegria, di persone unite da una visione comune: guardare al futuro e lavorare insieme per valorizzare la cultura e la cucina italiana. 

«È una grande emozione essere qui – dice salutando gli ospiti Claudio Ceroni- . Questa serata speciale serve a ricordare ciò che abbiamo costruito in questi anni. È un esercizio di memoria anche per noi. Chi è seduto oggi a Identità Golose Milano, oltre ad essere un invitato importante è un amico. Questa location unica è nata in un momento altrettanto unico, l’Expo Milano 2015. Allora eravamo ottimisti e incoscienti, ci abbiamo creduto e il tempo ci ha dato ragione. Il nostro mantra è che per resistere alle difficoltà bisogna cambiare e noi siamo qui per selezionare il buono della ristorazione italiana, dandogli voce.

Siamo una fabbrica di comunicazione, amplifichiamo eventi, racconti e di storie di persone. Per questo lavoro devo ringraziare anche tutti i nostri collaboratori di MAGENTAbureau. Stiamo già pensando al futuro e guardiamo sempre avanti: siamo certi che ci aspettino altre nuove e meravigliose avventure».

 

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, con Cinzia Benzi e Claudio Ceroni

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, con Cinzia Benzi e Claudio Ceroni

«Siamo qui per pensare positivo, il mondo è complesso ma non ci facciamo fermare – gli fa eco il sindaco di Milano, Giuseppe Sala -. In questi anni ho imparato a conoscere e apprezzare i professionisti della ristorazione. Ammiro il loro lavoro duro, spesso usurante, dedicato a far star bene il prossimo. E, rispetto ad altri settori, la ristorazione di qualità ha la capacità di fare squadra, come dimostra Identità Golose Milano. Il modello Milano è un modello collaborativo dove ciascuno fa la sua parte. Cambiare è una gran fatica, ma non vogliamo accettare lo status quo. Il modello si basa su alcuni principi base: bisogna essere coesi nella stessa battaglia, avere la voglia di affrontare il cambiamento, farsi guidare dall’ottimismo. Il 70% della popolazione mondiale oggi vive nelle città e le città sono i luoghi sia dove si può generare tensione, ma anche dove si può trovare la soluzione. Il cuoco oggi ha un ruolo sociale e la città ringrazia Identità Golose per la coesione che riesce a generare».

 

«5 anni fa questa era la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, luogo di storia e cultura – continua Claudio Ceroni -. La ristrutturazione degli spazi è stata complessa, ma il risultato stato eccezionale e oggi questo luogo è tornato a vivere. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza una sfilza di aziende che hanno creduto in noi e a un progetto che allora era solo sulla carta. Oggi questi partner indispensabili sono ancora con noi e ci sostengono con entusiasmo. Non possiamo che ringraziarli».

 

Massimo Bottura e Paolo Marchi

Massimo Bottura e Paolo Marchi

«Il primo hub internazionale della gastronomia era ed è il punto di incontro di chef da Italia, Europa e Mondo, tre realtà geografiche a noi carissime perché siamo qui per conoscere e unire popoli e Paesi da ogni angolo del globo – dice Paolo Marchi -. Da Expo ad oggi molte cose sono cambiate, ma resta in via Romagnosi una realtà vitale, scandita da pranzi e cene, degustazioni, convegni e conferenze. Settimana dopo settimana, mese dopo mese, superando i mesi terribili della pandemia, abbiamo sfruttato ogni momento utile per ribadire con forza i punti a noi più cari. Uno è un imperativo: valorizzare i giovani, il nostro futuro in sala e in cucina. Questa sera ringraziamo tutti coloro che ci sono stati vicini e che hanno creduto in noi».

 

Tanti gli eventi da ricordare: la cena di raccolta fondi di Food for Soul con Massimo Bottura e Alain Ducasse, due charity dinner per Telethon, un evento di racconta fondi per gli sfollati del ponte Morandi, e poi la presentazione del Montiano della famiglia Cotarella, Tutti a tavola sotto le stelle, che ha celebrato la vicinanza col Seta di Antonio Guida, fino alla Ruinart Experience, prima volta che la Maison si è presentata in Italia con una performance unica fuori dalla cantina. E, ancora, durante la fashion week, l’evento di presentazione della collezione di Cristina Parodi dedicata alla Puglia.

 

Un doveroso pensiero è andato allo chef Andrea Ribaldone, impossibilitato ad essere presente, ma che resta un collaboratore indispensabile per Identità Golose. Tra i ringraziamenti anche quello a Almir Ambeskovic, Ceo di TheFork, tra i primi partner dell’hub, che sarà protagonista di un’altra serata speciale. Il 24 ottobre, infatti, ci sarà la quinta edizione del TheFork Awards che verrà presentato da Gerry Scotti.

 

Edoardo Traverso e Andrea Polini, rispettivamente chef e restaurant manager di Identità Golose Milano

Edoardo Traverso e Andrea Polini, rispettivamente chef e restaurant manager di Identità Golose Milano

Presenti anche i fondamentali protagonisti “quotidiani” di Identità Golose Milano come Andrea Polini, lo chef Edoardo Traverso e tutto il team di sala e cucina.

«Identità Golose ha sempre tenuto la barra dritta sulla qualità, basta vedere chi sono gli sponsor – spiega Massimo Bottura -. Identità Golose è partita raccontando la cucina, ma ha avuto la lungimiranza di aprire poi alla sala, un’emergenza che va risolta per continuare ad avere qualità. In questi luoghi si trasferisce il senso della passione di questo lavoro. Pensare all’Expo è un ricordo bellissimo, da lì sono partiti i Refettori Ambrosiani che oggi sono 14 nel mondo. Qualche giorno fa ero a New York con molti capi di Stato e ci siamo spostati ad Harlem. Negli anni abbiamo coinvolto 105 mila tra cuochi e volontari, servendo oltre 2 milioni e 550 mila pasti. Continueremo a batterci, raccontando che si può uscire dalla segregazione sociale attraverso la bellezza».

Tra gli interventi quelli di Andrea Aprea chef e  mentor di Michele Antonelli alla S. Pellegrino Young Chef Academy. «Apprezzo il lavoro di identità fin dall’inizio – spiega lo chef -. Oggi gran parte del mio tempo è dedicato ai giovani, come Antonelli, un ragazzo bravo, capace e modesto. Cerco di affiancare gli chef del domani per aiutarli a percorrere la loro strada, unica e originale. La comunicazione è importante e Identità Golose dimostra che si può lanciare un messaggio chiaro a sostegno della ristorazione di qualità».

«Avete creato dei ponti tra tradizioni ingredienti persone, li avete mescolati per farne qualcosa di nuovo – ricorda lo chef Moreno Cedroni Questo posto è meraviglioso e faccio i più grandi auguri per il futuro».

«Il congresso di Identità Golose ha sempre rappresentato un “luogo” d’incontro con i colleghi e una vetrina importante in cui raccontare la mia cucina e L’Argine a Vencò - racconta Antonia Klugmann. Questo appuntamento annuale è stato per me nel tempo uno stimolo per approfondire e studiare trovando di volta in volta un modo personale con cui raccontare il mio lavoro. Con l’hub, Identità Golose diventa un luogo fisico  in cui sono sicura di trovare il medesimo spirito di libero confronto. Il piatto che ho deciso di presentare è espressione del lavoro che stiamo facendo a Vencò sulla pasta fresca. Si tratta di ravioli ripieni di patè di fegato serviti con un brodo di agnello. Utilizziamo solo carne locale proveniente da allevamenti non intensivi selezionati dal nostro macellaio. Per evitare l’uccisione di animali solo per noi, chiediamo di tenere da parte dei ritagli che a casa non vengono utilizzati. Il brodo è molto leggero: viene preparato partendo dalle verdure stufate e successivamente sgrassato»

La cena, a più mani per sottolineare lo spirito di collaborazione tra chef, è stata firmata da Edoardo Traverso, Executive di Identità Golose Milano, Franco Pepe della pizzeria Pepe in Grani di Caiazzo, Antonia Klugmann de L’Argine a Vencò a Dolegna del Collio. Direttamente da Parigi Alessandro Lucassino di Cucina Mutualité (Gruppo Alain Ducasse) e, per la parte dolce, Davide Comaschi di Da Vittorio a Brusaporto. Ecco i loro piatti per i 5 anni dell'hub.

 

Franco Pepe, Pepe in Grani, Caiazzo (Caserta)
Contaminazione: paté di oliva caiazzana, stracciata di bufala, misticanza di scarola riccia e cicoria, petali di topinambur, za’atar, zest di limone 

Contaminazione

Contaminazione

 

Antonia Klugmann, L’Argine a Vencò, Dolegna del Collio (Gorizia) | 1 stella Michelin
Zuppa di agnello: ravioli ripieni di patè di fegato e whisky 

Zuppa di agnello

Zuppa di agnello

 

Alessandro Lucassino, Cucina Mutualité, Parigi
Alalunga leggermente scottata, barbabietola e alghe affumicate, granita al bitter 

Alalunga leggermente scottata, barbabietola e alghe affumicate, granita al bitter 

Alalunga leggermente scottata, barbabietola e alghe affumicate, granita al bitter 

 

Edoardo Traverso, Identità Golose Milano
Astice alla brace e pigna  

Astice alla brace e pigna

Astice alla brace e pigna

 

Davide Comaschi, Da Vittorio, Brusaporto (Bergamo) | 3 stelle Michelin
Torta Nuvola Pan di spagna imbevuto al limoncello, crema chantilly alla vaniglia, fragoline di bosco, panna montata, meringhe, frutti di bosco 

Torta Nuvola Pan di spagna imbevuto al limoncello, crema chantilly alla vaniglia, fragoline di bosco, panna montata, meringhe, frutti di bosco 

Torta Nuvola Pan di spagna imbevuto al limoncello, crema chantilly alla vaniglia, fragoline di bosco, panna montata, meringhe, frutti di bosco 

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Identità Golose Milano

Racconti, storie e immagini dal primo Hub Internazionale della Gastronomia, in via Romagnosi 3 a Milano

Annalisa Leopolda Cavaleri

a cura di

Annalisa Leopolda Cavaleri

giornalista professionista e critico enogastronomico, è docente di Antropologia del Cibo e food marketing all'Università di Milano e all'Università Cattolica. Studia da anni il valore simbolico del cibo nelle religioni e collabora con alcune delle più importanti testate del settore

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