Badrutt’s Palace Hotel: ieri, oggi, domani in uno dei templi dell’ospitalità mondiale

Le ultime novità dell'elegante e storico hotel a St.Moritz, in attesa che riprenda la stagione

17-09-2022
a cura di Elisabetta Canoro

Sin dalla sua apertura nel lontano 1896, è stato il rifugio alpino di celebrità come Alfred Hitchcock, Audrey Hepburn e Charlie Chaplin. A quasi 2.000 metri di altezza sulle Alpi svizzere, il Badrutt’s Palace Hotel è senza dubbio uno dei templi dell’ospitalità mondiale, iconica proprietà con la miglior vista sulla natura di St. Moritz, affacciato com’è sul lago e le cime innevate delle Alpi oltre la distesa d’acqua dolce. Con la sua facciata Belle Epoque, le torri e le torrette, innevate d’inverno e soleggiate d’estate, sembra un castello uscito da una fiaba. Appena varcata la porta d’ingresso, sembra di tornare indietro nel tempo nell’atrio ecclesiastico dell’hotel e nella Grand Hall, rivestita di pannelli in legno, la musica dal vivo del pianoforte accompagna ancora oggi il tradizionale Afternoon Tea, mentre d’inverno vanno in scena gli incontri più sfarzosi delle Alpi. Non meno accoglienti sono le 157 camere eleganti, fregiate da arredi tradizionali, opere d’arte del XIX secolo e decorazioni in legno.

È un sogno, il Palace, una fiaba che tuttavia si arricchisce sempre di nuove pagine, come ci ha raccontato Thomas Citterio, Director of Sales and Marketing del Palace: una lunga esperienza nell’Hospitality, che l’ha visto viaggiare da una parte all’altra del mondo, con Four Seasons dal Messico a Mauritius e le Seychelles, in ruoli di primo piano, inclusi gli opening di Four Seasons Florence e Seychelles Desroches Island. «Stiamo portando avanti i lavori di ampliamento della struttura - ci svela - per la stagione invernale 2024/2025 sarà pronta una nuova ala situata di fronte all’hotel, in via Serlas, progettato dall’architetto e designer italiano Antonio Citterio. Sarà un omaggio all’architettura locale tradizionale rivisitata con tocchi di design contemporaneo».

Thomas Citterio

Thomas Citterio

Per realizzare le nuove 26 unità, verranno utilizzati per la maggior parte materiali utilizzati di provenienza alpina: le pietre per la facciata di Dorato Valmalenco, il legno per il tetto a sbalzo e il bronzo per la decorazione delle finestre. Inoltre ci sarà uno spazio per esposizioni, un elegante cortile e boutique di lusso, estensione della Palace Galerie. Collegato perfettamente all’hotel con una serie di gallerie e passaggi, il nuovo palazzo permetterà agli ospiti di raggiungere la Chesa Veglia dal Palace senza uscire all’esterno. Non è tutto. Per l’estate 2023 verrà ristrutturata l’intera area Spa, mentre in tema di intrattenimento e ristorazione, l’ultimo nato è il Paradiso, sul Corviglia, il ristorante e mountain club in quota più glamour dell’Engadina, con tanto di Lounge firmata Gucci. Aperto nel dicembre 2021, porta a undici il numero di ristoranti e bar dell’hotel, inclusi il ristorante gourmet Le Restaurant e il King’s Social House, il più antico locale notturno della Svizzera, il Palace è un unicum nel panorama dell’ospitalità di St. Moritz.

Tra le eccellenze spicca la cucina raffinata del bistellato IGNIV dello chef Andrea Caminada, guidato dal resident chef Marcel Skibba. Dall’agosto 2020 executive chef del Palace è invece Maxime Luvara, un inizio di carriera in indirizzi noti come il Troigros a Roanne e l’Hôtel de Paris a Montecarlo ed esperienze con chef leggendari quali Alain Ducasse, Jacques Maximin, Christian Constant, Pierre Troisgros e Antoine Westermann. Il suo maestro? Senza dubbio Ducasse, con cui ha lavorato oltre dieci anni al Le Louis XV: «È più di uno chef, è un grande leader che è stato di ispirazione per tanti giovani chef, ed è stato per me più di un’ispirazione. Ha determinato la mia vita e il mio futuro». La sua lunga esperienza e le influenze internazionali spaziano dalla Francia, dall’Italia all’Asia, l’hanno portato al One & Only Le St. Géran Hotel a Mauritius, al Burj Al Arab di Dubai e all’Intercontinental Regent di Hong Kong. «Il Palace è un hotel con un’anima e una clientela estremamente esigente, devo soddisfare le richieste di ospiti internazionali e al contempo non snaturare la proposta ‘storica’ dei menu, che includono per esempio l’homemade fois gras e il salmone, a cui i tantissimi ospiti repeaters sono affezionati»spiega. «Stagionalità degli ingredienti e attenzione ai produttori locali sono sicuramente tra i capisaldi della mia cucina». I latticini e il burro vengono da Pontresina, il pollo è svizzero come vitello e manzo, locali anche i produttori di verdure. L’ispirazione? «A volte arriva dagli stessi ospiti, magari quando chiedono un prodotto specifico, come un pesce o una carne, o richiedono una salsa particolare». Ad affiancarlo lo chef patissier Stefan, al Palace da vent’anni e una squadra di 30 cuochi d’estate che salgono a 52 d’inverno, a cui si aggiungono i 20 del Chesa Veglia e i 15 del Paradiso, per un’offerta che si rinnova di continuo.

Stefan Gerber

Stefan Gerber

Tante novità per un luogo che continua ad essere di grande attrazione e ispirazione. Guardando indietro si dice per esempio che l’idea per Uccelli (il film The Birds, 1963 tratto dall’omonimo racconto di Daphne du Maurier) sia venuta ad Alfred Hitchcock proprio osservando uno stormo di volatili in picchiata sul Lago di St. Moritz dalla terrazza del Palace. Nel tempo, si diceva, il celebre cinque stelle affiliato a The Leading Hotels of the World, ha accolto politici, sovrani, artisti, attori e registi, oltre ai già citati, Winston Churchill, Umberto di Savoia, Marlene Dietrich, Greta Garbo, Rita Hayworth, Gregory Peck, per fare alcuni nomi. Una storia lunga e affascinante, che inizia nel lontano 1892, quando Caspar Badrutt (1848-1904) fa rinnovare l’allora Hotel Beau Rivage dagli architetti svizzeri Chiodera e Tschudi: lo trasformano nel Palace Hotel, che inaugura ufficialmente il 29 luglio 1896. Tra il 1935 e il 1936 la più antica fattoria di Sankt Moritz, Chesa Veglia, venne acquistata dall'albergo è trasformata in un ristorante.

Dopo morte di Hans Badrutt, nel 1953, la direzione dell’hotel passa alla moglie Helen e poi ai figli Andrea e Hansjürg. Nel 1968 la torre dell’albergo, simbolo della città, venne ricostruita a seguito di un incendio che l'aveva colpita l’anno prima: fu affittata a Gunter Sachs nel 1969 e arredata da Andy Warhol. Negli anni successivi gli ampliamenti hanno visto nascere la piscina e il centro benessere; l’area termale e l’area fitness. Nel 2002, negli ambienti al piano terra, venne aperto il centro commerciale di lusso Sarletta, poi ribattezzato Palace Galerie. L’età dell’oro del Palace non ha mai perso la sua allure.


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