20-07-2022

Tenuta Casenuove e il Chianti, una storia giovane dal sapore antico

Nella Tenuta acquistata da Philippe Austruy, imprenditore francese appassionato di arte, architettura e vini, il restauro delle vigne ha dato lustro ad un progetto lungimirante

Sette anni rappresentano nel mondo del vino una goccia in un oceano di storia, un intervallo di tempo probabilmente troppo breve per poter valutare la validità di un progetto vitivinicolo. Eppure c’è chi è riuscito in poco più di un lustro a costruire una realtà dalle radici antiche ma che aveva bisogno di un intervento ragionato e curato in ogni suo dettaglio per restituire lustro ad una Tenuta situata in un territorio a dir poco ideale per la produzione di uno dei vini più rappresentativi del patrimonio nazionale. A Panzano, su uno dei migliori terreni del Chianti Classico, sorge Tenuta Casenuove, acquistata nel 2015 da Philippe Austruy, classe 1948, nato a Parigi e figlio di medici. Imprenditore appassionato di arte, architettura e vini, ha saputo riportare Casenuove agli antichi fasti, partendo da un restauro delle vigne e della tenuta, caratterizzato da un approccio basato su un recupero conservativo, restituendo valore agli aspetti edilizi architettonici sopiti nel tempo.

Un progetto che colpisce per rapidità d’esecuzione, bellezza estetica, armonia nel far coesistere una moderna ristrutturazione ed un’anima architettonica antica, il tutto impreziosito da una serie di ricercati elementi d’arredo, pezzi unici che in alcune casi rappresentano storie d’epoche antiche e contribuiscono a rendere l’ambiente raffinato ed accogliete. Ma la storia di Tenuta Casenuove è legata ad un doppio filo conduttore: all’opera di restauro di fabbricati e cascine, si affianca in parallelo il lavoro quotidiano di un team appassionato e competente che sta valorizzando nel migliore dei modi un terroir unico: qui, grazie all’esposizione a sud/sud-ovest e alla composizione prevalentemente scistoso-calcarea, i terreni dei vigneti sono ottimamente esposti, caldi e ben drenanti. Questi presupposti sono le caratteristiche di base per una viticoltura di qualità e per raccontare una storia in continua evoluzione: la recente ripartenza ha infatti permesso di sperimentare varie soluzioni in vigna e di ascoltare le risposte della terra e delle uve.

Quello di Tenuta Casenuove è un racconto giovane ma al tempo stesso intenso, fatto di continui cambiamenti negli spazi e in cantina, negli uffici e in vigna. Una continua alternanza di situazioni, dovuta all’imponente opera di restauro, che ha portato il giovane team a doversi adattare senza però mai snaturare la propria filosofia di approccio alle uve ad alla loro valorizzazione, una scelta che trova esplicito riscontro nell’assaggio delle bottiglie, dal Chianti Classico 2016 e quello davvero interessante del 2018, passando per annate più difficili come il 2017 che presentano però caratteristiche comunque di valore e giungendo alle etichette Riserva del 2017 e del 2018, vini già di assoluto rilievo, senza dimenticare quello che da semplice “esperimento” è divenuto un altro prodotto iconico della Tenuta, lo Ziik, spumante rosé 100% Sangiovese.

Vini ottenuti anche grazie all’opera di restauro dei vigneti che ha permesso di sfruttare al meglio i terreni: a partire dal 2016 sono stati re-impiantati un ettaro e mezzo di Cabernet Franc, un ettaro e mezzo di Cabernet Sauvignon e due ettari di Sangiovese, rendendo quest’ultima la varietà principale per superficie vitata presente in azienda. La seconda fase di ristrutturazione si è focalizzata ancor maggiormente sullo studio dei suoli, lavorando nell’ottica di valorizzare prodotti tipici del territorio di Panzano e del Chianti Classico.

Colpisce in particolare l’assaggio del Chianti Classico 2018 dal colore rubino intenso con sfumature granate scure, che al naso consente di percepire distintamente sentori di frutta rossa e nera matura, come la ciliegia e la mora di rovo, accompagnati da tocchi di speziatura e vaniglia ben fusi nell’insieme. Il sorso è sorprendentemente pronto rispetto, molto scorrevole e gradevole nella freschezza conferitagli da una acidità ben calibrata in rapporto alla struttura tannica, anch’essa ben modellata. Interessante anche il finale asciutto con un tocco di sapidità che ne garantisce una piacevole persistenza.

A seguire l’evoluzione delle uve c’è un gruppo di giovani, guidato da Alessandro Fonseca, agronomo di origine fiorentina, che dopo aver vissuto fondamentali esperienze in giro per il mondo e soprattutto in Toscana, è giunto a Tenuta Casenuove per portare un approccio caratterizzato dall’ascolto: delle uve, del terreno, dei vigneti. Con lui ci sono Cosimo Casini, enologo presso la Tenuta dal 2015, e Maria Sole Zoli, giunta nel 2018 e da sempre una forte sostenitrice della produzione vitivinicola sostenibile, nel pieno rispetto del lento e progressivo effetto del tempo durante l’affinamento del vino che trasforma la materia prima in prodotti di eccellenza. Girare per i vigneti con Cosimo è un’esperienza immersiva: mani grandi e occhi chiari, parla con passione del suo lavoro, osserva l’inclinazione delle foglie per leggerne lo stato di salute, guarda l’uva pronto ad intervenire per permetterle di svilupparsi nella maniera giusta. Racconta di idee e cambiamenti, di una cantina in continua evoluzione e di una lungimirante proprietà che consente al team di poter lavorare nel migliore dei modi, tra soluzioni innovative e un approccio alla viticoltura che predilige la qualità.

Ma Tenuta Casenuove, in attesa delle ulteriori novità previste nel futuro prossimo, dal progetto legato alla ricettività all’area relax per gli ospiti, è un luogo unico nel suo genere anche grazie al forte legame con l’arte: Philippe Austruy, proprietario anche de La Bernarde in Provenza, Château Malescasse nell’Haut Médoc e Quinta Da Côrte nella Valle del Douro in Portogallo, ha voluto infatti dar spazio nella tenuta anche all’arte contemporanea con il progetto Le Radici dell’Arte, creato insieme a Galleria Continua, che ha permesso di inaugurare a Panzano Il Vino dell’Arte, uno spazio espositivo che fonde l’amore per il vino con quello per l’arte, un unico ambiente per la degustazione dei vini e, al tempo stesso, una galleria d’arte affacciata sulle colline di Panzano.


In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo

Luca Sessa

a cura di

Luca Sessa

classe 1975, napoletano di nascita, romano dí adozione. Giornalista, presentatore e moderatore, laureato in Statistica, collabora da free lance con varie testate nazionali. Nel 2018 ha dato vita a Radio Food Live, la prima web radio italiana che racconta ogni aspetto del mondo dell'enogastronomia

Consulta tutti gli articoli dell'autore