Langosteria, una carta vini da collezione creata da giovani esperti alla ricerca continua del bere bene

Intervista a Valentina Bertini, wine corporate manger del Gruppo, che ci svela il segreto di un successo internazionale

11-02-2022
a cura di Cinzia Benzi
Da sinistra: Fabio Cattoni, Langosteria Café, Ja

Da sinistra: Fabio Cattoni, Langosteria Café, Jacopo Tosi, Langosteria, Valentina Bertini, Alessio Federico, Langosteria Bistrot

L’ideatore del  progetto Langosteria è Enrico Buonocore:  imprenditore di successo che non dimentica le sue origini dietro un bancone poi evolute con bravura, intuizione e talento fino ad arrivare ad un format di successo che vede un protagonismo importante a Milano, nel 2017  a Paraggi e poi l’estero. Il 2021 è l’ anno di Parigi, una Langosteria aperta in partnership con Cheval Blanc Paris del gruppo LVMH, affacciato sulla Senna con un panorama mozzafiato sulla Ville Lumière. Buonocore ha una dote incredibile quella di pensare che il one man show non sia la chiave di successo tant'è che intuisce, da sempre, l’importanza di reclutare di risorse umane, dalla cucina alla sala, per dare vita al pianeta Langosteria

Proprio la voce di Valentina Bertini, wine corporate manger del Gruppo, ci racconta il minuzioso lavoro che c’è dietro il progetto delle loro Carte Vini. Siamo di fronte ad  un vero e proprio prodotto da collezione. «L’idea di Enrico nel creare una carta vini è sempre stata di poter condurre l’ospite ad una scelta enoica senza il disagio di consultazione. Il lavoro che io, Fabio Cattoni di Langosteria Café, Jacopo Tosi di Langosteria e Alessio Federico di Langosteria Bistrot facciamo è sinergico. Ognuno di noi apporta il proprio sapere e cerchiamo, carta dopo carta, di armonizzare tutte le scelte proposte al cliente - chiosa Valentina -.  Le nostre scelte si fondano nella cantina Langosteria, vera Stella Polare che guida, quotidianamente, lo staff di sala».

Ricerca costante di novità, in primis, per il puro piacere di scoperta, l’entusiasmo di voler provare nuovi assaggi è il volano ininterrotto che caratterizza questa squadra di giovani appassionati. Mai smettere di studiare, perchè la nuova scoperta stimola la piacevolezza di un racconto al cliente. La sfida di essere magari i primi a suggerire quell’azienda prima di altri ristoranti facendo un po’ di mentoring senza perdere di vista i classici comfort wine che un cucina di mare come quella di Langosteria deve avere. Continua Valentina: «La nostra è più di una passione, supera il semplice dovere di ricerca. Garantisco che quando arrivano le nuove etichette al ristorante siamo tutti eccitati perchè ogni bottiglia rappresenta un vero tesoro che dobbiamo custodire nelle nostre cantine con sapienza». La costruzione di una carta vini è un moto continuo, una selezione maniacale di referenze, cantine, vitigni che devono orientare e non confondere chi la sfoglia. Un lavoro incredibile che coordina contenuti, grafica, testi esplicativi per un vero e proprio volume da collezione che cambia quattro volte l’anno. Una rivista da leggere per arricchirsi.

Enrico Buonocore a Parigi

Enrico Buonocore a Parigi

«Lungi da noi lo spirito saccente - conferma Bertini - piuttosto cerchiamo di trasferire l’istinto ragionato, quasi un ossimoro, ma rende l’idea della lucida follia che io, Jacopo, Fabio e Alessio cerchiamo di apportare al progetto carta vini. L’individualismo non è di casa in Langosteria. Sembrerà strano ma è proprio così. L’intenzione è chiara: voler proporre un vino che tutti dovrebbero assaggiare almeno una volta nella vita. Un  vino elegante, a volte più semplice, a volte più complesso ma sempre scelto con amore per questo lavoro». 1700 referenze di cui 250 champagne, un carta che a Parigi ha perfezionato una ricerca più italiana per mostrare al cliente, per lo più straniero, peculiarità di vitigni autoctoni italiani meno scontati ma pur sempre degni di essere su quelle tavole.