Julie Cavil, prima Chef de Cave della Maison Krug, presenta con Olivier Krug la Grande Cuvée 168

Passaggio di consegne storico a Reims: non era mai stata affidata a una donna la cura degli assemblaggi per le cuvée

03-05-2020

La Maison Krug a Reims non ha bisogno di presentazioni: visto l’anno di fondazione, il 1843, e la reputazione mondiale che la colloca nell’olimpo dei grandi Champagne, essendo ancora l’unica a creare, ogni anno, solo Cuvée de Prestige.

Joseph Krug fondò un’azienda esplorando la sua filosofia di vita senza accettare compromessi, cercando di produrre sempre lo Champagne migliore. Siamo alla sesta generazione con Olivier Krug e un 2020 che porta con sé un evento storico per questo marchio: per la prima volta è stata infatti scelta una Chef de Cave, Julie Cavil, già in Maison dal 2006, per consacrare tutti i futuri assemblaggi degli Champagne Krug.

Olivier Krug gioca con il ritratto del fondatore della Maison

Olivier Krug gioca con il ritratto del fondatore della Maison

Julie ha affiancato, per molto tempo, Eric Label, storico Chef de Cave, oggi promosso a Directeur Adjoint de la Maison e, per aver curato "Clos du Mesnil”, altra icona Krug. È interessante sottolineare che Julie proviene da un settore diverso dal mondo Champagne.

Le abbiamo chiesto com’è approdata in Krug 13 anni fa, e se sognava di diventare Chef de Cave: «No, affatto. Sono la figlia di un medico e sono nata in una regione nel centro della Francia, una zona in cui non esiste la viticoltura. Ho un background insolito. In precedenza avevo lavorato presso un'agenzia pubblicitaria a Parigi. Ero un account director e, proprio lì, conobbi mio marito. Entrambi siamo amanti del vino. Il mio sogno era di perseguire una carriera in campo enologico. Nel 2002 la nostra passione ci ha portato in Champagne. Ci sono tornata per studiare enologia, a scuola. Era tutto davvero molto strano: non ero della regione, più vecchia degli altri studenti ed ero già mamma. La mia determinazione e la volontà di realizzare il mio sogno non mi ha fermato. Quando ero pronta a scegliere la Maison a cui avrei fatto domanda di lavoro, Krug mi ha aperto le porte con la generosità così tipica della Maison. Nel mio caso, è stato Eric Lebel che ha condiviso con me la sua esperienza, passione e abilità, portandomi sotto la sua ala dal 2006, quando è iniziata la mia storia con Krug. E ora, come Chef de Cave, ho il dovere di ricreare, ogni anno, il sogno di Joseph Krug».

Durante un’insolita degustazione in tempi di quarantena, completamente online, è stato possibile degustare la Grande Cuvée 168 attraverso una sala virtuale di video chat in collegamento con Olivier KrugJulie Cavil e Francesca Terragni, la direttrice marketing e comunicazione Moët Hennessy Italia, oltre alla regia di Carola Braggio, giovane brand manager.

Per ognuno dei partecipanti al tasting, nelle proprie dimore con la bottiglia da degustare a portata di mano, e le narrazioni di Julie e Olivier su questa straordinaria Grande Cuvée 168, ha rappresentato una singolare esperienza digitale. Questo Champagne è il frutto di un assemblaggio di ben 198 vini selezionati da 11 annate differenti, di cui la più giovane è il 2012 mentre la più vecchia il 1996.

52% di Pinot Nero, 35% Chardonnay e il 13% Meunier, una sosta di sette anni in cantina, sei anni sui lieviti e un anno aggiuntivo di riposo dopo il dégorgement. Interessante sottolineare che nel 2011 fu introdotto il Krug ID, ossia un codice stampato in retro etichetta che contempla tutti i dettagli di assemblaggio e invecchiamento del vino.

Il Krug ID di questa Grande Cuvée è 219012. Durante la degustazione sia Olivier Krug che Julie Cavil hanno sottolineato quanto il millesimo 2012 fosse stata un’annata meravigliosa con un raccolto limitato per una meteo non ottimale in tutta la regione. Uno champagne di grande freschezza, al naso e in bocca, con note di nocciola, tostature eleganti per poi aprirsi agli agrumi, uno sorso emozionante e, per noi di Identità una delle migliori Grande Cuvée degli ultimi anni.

Immaginando un arricchimento del vino, in evoluzione, la 168 edizione sarà da acquistare e conservare tra le bottiglie “preziose” per la propria cantina. È particolare, infine, sottolineare che Olivier Krug ha degustato il suo primo Champagne della Maison alla nascita, perché è tradizione di famiglia di bagnare le labbra del nuovo nato con un goccio di Krug.


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