La gemma Montepulciano

Il Vino Nobile che nasce nei vigneti attorno alla cittadella è una delle DOC più storiche d'Italia

04-09-2016
Montepulciano, un borgo medievale di bellezza stra

Montepulciano, un borgo medievale di bellezza straordinaria, da cui si gode una vista mozzafiato della Val D'Orcia. E famoso nel mondo per il suo Vino Nobile, a cui durante il mese di agosto viene dedicata una rassegna che lo fa sposare con molti sapori diversi

Sandro Capitani, conduttore del programma Terra su Rai Radio1, ha proposto una frase che non potrebbe rappresentare meglio la realtà di Montepulciano: «L’Italia si salva per la provincia». E’ esattamente questa l’aria che si respira in questa cittadella medioevale al confine tra Toscana e Umbria, che ammira da un lato il lago Trasimeno, dall’altro il monte Amiata ed è protetta tutt'attorno da vigneti dai frutti zuccherini.

Sotto di essa le basi delle cinta murarie adibite da mille anni a questa parte a cantine e nel punto più alto Piazza Grande con la sua cattedrale, il palazzo comunale, il pozzo dei Grifi e Leoni di Sangallo Il Vecchio, tra le piazze più belle d’Italia. Da pochi giorni è stata definita oltreoceano, durante una degustazione, “piccola gemma nel cuore toscano”.

Ma forse il modo migliore per raccontare la storia di Montepulciano e assaporare la fatica di uomini che hanno sempre vissuto un po’ distaccati dal mondo, nella bellezza della loro cittadella fortificata, ma sempre aperti al turismo e al commercio, inizia con un calice di vino Nobile.

Fiero, rubino, intenso, persistente, un rosso importante, tra i primi dieci rossi italiani a essere riconosciuti come DOC nel 1965 e primo DOCG in assoluto nel 1980, vero baluardo del cosiddetto “spirito toscano” si sposa, «ed è un matrimonio eterno» - come ricorda Federico Quaranta di Decanter, Rai Radio2 - con i sapori intensi della selvaggina locale.

Non è un caso che per la quattordicesima edizione di A Tavola con Il Nobile, tenutasi gli scorsi 20 e 21 agosto, sia stata scelta questa tematica, per accompagnare il rosso nobiliare dopo i pici, la “nana” ovvero l’anatra, la cinta senese e le verdure dell’orto.

Per l'occasione le massaie delle varie contrade di Montepulciano, nemiche per un giorno, si sono sfidate ai fornelli per la conquista del panno del Bravìo, strappato dopo un’intensa competizione dalla contrada Collazzi con una ricetta a base di quaglia. I giovani intanto si preparavano al sentitissimo “Bravìo delle botti” dell'ultimo fine settimana agostano, ovvero una folle corsa in salita di 1,7 km sui ciottoli della cittadella.

Bravìo delle botti

Bravìo delle botti

A tavola invece, si sono incontrate otto contrade e trentadue etichette di Vino Nobile di Montepulciano, per accompagnare fagiano, lepre, cinghiale, capriolo e quaglia: è un modo divertente per scoprire bellissimi scorci segreti, luoghi di ritrovo delle contrade solitamente chiusi al pubblico, grazie un’idea nata quattordici anni fa dalla fantasia dello stesso creatore di Eat Parade, Bruno Gambacorta.

Il palio del Bravìo è stato riportato in auge dopo secoli da un sacerdote nel 1974 per aggregare la popolazione locale attraverso un evento che coinvolgesse tutti i poliziani: un corteo notturno con dame e cavalli con più di 200 figuranti, il Bravìo e infine A Tavola con il Nobile. Il piatto che ha vinto la competizione è stato poi servito agli oltre 3000 turisti del weekend di quest’anno: e per il prossimo gli organizzatori ne prevedono 10000. 


Rubriche

In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo