IG2023: signore e signori, la rivoluzione è servita

29-01-2023

Il fascino della cultura fulani sul palco di Identità Golose: chef Binta e il fonio

Un cereale antico e speciale che diventa un progetto che aiuta le donne a raggiungere l’indipendenza

Chef Fatmata Binta, cuoca originaria della Sier

Chef Fatmata Binta, cuoca originaria della Sierra Leone, sul palco di Identià Milano 2023

È nata in Sierra Leone e oggi ha base a Accra, capitale del Ghana. "Base" si fa per dire perché chef Binta è una cuoca rivoluzionaria perché è nomade, come la cultura fulani a cui appartiene.

Sul palco di Identità Milano 2023 ha portato la sua rivoluzione “silenziosa”, perché, per una casualità, è arrivata a Milano completamente afona. Lei, che è la voce forte delle donne fulani nel mondo, ieri si è fatta sostenere nel racconto dalla giornalista Farrell Williams e da Gabriele Zanatta, giornalista di Identità Golose e responsabile Italia e Mondo della Guida Ristoranti di Identità Golose.

Binta è pronta a scommettere su alcune tradizioni del passato come ad esempio il fonio, anticamente riservato a capi e reali e consumato durante il Ramadan, che la chef vuole rendere disponibile per tutte le fasce della popolazione, visto il suo ottimo profilo nutritivo. Sul palco del congresso la chef ha utilizzato il fonio per comporre una elegante insalata, ricca di gusto e di consistenze.

La chef, di recente, è riuscita a creare partnership lavorative con le donne nord del Ghana per la creazione di un centro operativo per la lavorazione e la distribuzione del cereale. Inoltre la sua Fulani Kitchen Foundation nasce con lo scopo di soddisfare bisogni sociali, educativi e di comunità, nonché trasformare ingredienti come il fonio in fonti di reddito, autonomia economica, sicurezza alimentare e lavorativa per queste comunità rurali. Per Binta questa iniziativa è una piattaforma per favorire lo sviluppo della comunità, la creazione di reddito e diffondere l’istruzione. Più di 300 famiglie di 12 comunità e 4 regioni del Ghana beneficiano attualmente dell'iniziativa.

«Prima di parlare della popolazione fulani, ho deciso di documentarmi approfonditamente perché mi  sono accorta che non ne sapevo molto - spiega la giornalista Farrell Williams che ha raccontato come ha conosciuto la chef e i suoi progetti-. Stiamo parlando di  35 milioni di persone di etnia nomade che viaggiano insieme. Molti sono musulmani con  4-5 moglie con 4-5 figli ciascuna e quindi si tratta di comunità molto ampie. La stessa chef Binta mi ha confessatto: "avrò circa 500 cugini da parte di padre e altrettanti da parte di madre!"».

Farrell Williams

Farrell Williams

«Le comunità si spostano insieme  e sono gli uomini che si occupano delle decisioni in agricoltura - spiega Williams -. I pasti richiedono lunghi giorni di preparazione e, una volta pronti, ci. si sposta. La comunita fulani per mangiare si siede su un tappetino a terra, non ci sono tavoli. C’è un ordine di portate,  come in Occidente, grandi contenitori di cibo sul tavolo. Si inizia a raccogliere il cibo dai bordi per arrivare al centro.Tutti siedono ben dirtti, iniziano a mangiare prima gli anziani, fino ai più giovani, si beve il  tè. Un rito totale, insomma. Inoltre sedersi a terra vicini crea empatia».

Gabriele Zanatta

Gabriele Zanatta

Chef Binta è partita da queste suggestioni per condividere questa sua cultira con il mondo. Infatti, dopo aver vinto il premio del Basque Culinary Center di San Sebastian, che offre 100 mila euro la coloro che, attraverso il cibo, stanno portando un cambiamento positivo nella società, ha comprato 4 macchine di lavorazione del fonio, operazione che prima richiedeva molto tempo e che veniva svolta pestando il cereale con i piedi. Oggi, grazie all'investimento, il procedimento risulta più veloce e semplificato».

«Le donne iniziano a occuparsi di agricoltura in Africa e tutto questo è davvero rivoluzionario - conclude Williams -. Chef Binta continuerà a lavorare per costruire un villaggio che veda, ancora una volta, le donne protagoniste del lavoro e della vita di comunità in Africa». E se non è rivoluzione questa!

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IG2023: signore e signori, la rivoluzione è servita

Annalisa Leopolda Cavaleri

a cura di

Annalisa Leopolda Cavaleri

giornalista professionista e critico enogastronomico, è docente di Antropologia del Cibo e food marketing all'Università di Milano e all'Università Cattolica. Studia da anni il valore simbolico del cibo nelle religioni e collabora con alcune delle più importanti testate del settore

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