02-04-2026

Gabriele Tani e la cucina ancestrale di La Merla Osteria Boutique tra bosco, Riviera e memoria

All'interno del relais Le Macine di Stigliano, nella campagna senese, lo chef propone una cucina fatta di sapori primordiali, tecniche antiche e ingredienti essenziali, in dialogo costante con il paesaggio

Nel cuore della campagna senese riapre La Merla Osteria Boutique: dieci tavoli immersi nei boschi, dove lo chef Gabriele Tani porta per la prima volta in Italia la sua cucina ancestrale, fatta di memoria, territorio e gesto contemporaneo.

Tra boschi e colline che disegnano orizzonti infiniti, La Merla Osteria Boutique accoglie gli ospiti all'interno del relais Le Macine di Stigliano, dove ospitalità e gastronomia diventano un'unica esperienza sensoriale.

Alla guida della cucina c'è Gabriele Tani, chef di fama internazionale che ha firmato i menu nelle residenze di diversi presidenti di Stato. Per la prima volta in Italia, il suo talento è accessibile in un luogo pubblico, dove ogni piatto rivela genio, memoria e territorio in una combinazione unica di tecnica e sensibilità.

La cucina di Tani nasce dalla ricerca di uno stile autentico e identitario: una cucina ancestrale di bosco e di Riviera, in cui il gesto contemporaneo dialoga con sapori primordiali, tecniche antiche e ingredienti essenziali. Il bosco dona profondità, radice e selvaticità; la Riviera porta luce, freschezza e respiro mediterraneo. Tra questi due mondi si muove la cucina di La Merla: elegante, misurata e potente, capace di sorprendere e accompagnare l'ospite in un viaggio multisensoriale.

Ogni piatto racconta il territorio e la stagione: dai Pici al sugo di aglione D.O.P., cotti in brace e mantecati con vaniglia, menta e pecorino di Pienza, ai Cannelloni di Cinta Senese con besciamella Périgueux e ristretto di cipolla di Certaldo, fino all'Agnello Scottadito delle Crete Senesi con carciofi e liquirizia. Le note più sottili emergono in preparazioni come le Lumache al fumo con remoulade al dragoncello o le Capesante con sedano rapa e salsa olandese al Vin Santo, dove la materia prima viene esaltata con semplicità, precisione e profondità.

La vera anima di La Merla emerge nei suoi percorsi degustazione, pensati come itinerari sensoriali che percorrono la storia e la memoria della cucina toscana. Nel percorso D'Usanza, Tani propone una lettura della tradizione come patrimonio condiviso: ogni piatto nasce da mani diverse, gesti tramandati senza firma, in un dialogo continuo tra memoria e territorio. La Panzanella incontra il Tataki di Chianina, i Fegatini in brodo all'alloro si combinano con le Pappardelle al tiramisù di cinghiale e i Pici all'aglione, mentre la Terrina di pollo alla brace e il Secreto di maialino di Cinta Senese cotto lentamente raccontano il bosco e i suoi aromi in gesti di sorprendente modernità.

Il percorso Sedimento, invece, è un viaggio poetico tra profondità e leggerezza, tra terra e mare, dove ogni ingrediente ascolta il tempo e la natura. Il Rosa di topinambur e il Pomodoro alla brace con lenticchie, il Porro con shiso e uva, le Pappardelle di sedano rapa con sambuco e Kechek si alternano a Tortelli di mandorlo e brodo di terra, Tagliolini e risone al tartufo, fino al Sedano rapa fondente e al Carciofo in purezza. Ogni piatto è un atto di ascolto, una lettura del territorio che non si limita a mostrarne le tracce, ma le fa diventare esperienza.

Il ristorante mantiene una dimensione intima e raccolta: solo dieci tavoli, dove il tempo rallenta e l'attenzione si concentra sul piatto. L'ambiente in pietra dialoga con la natura delle colline senesi, creando un equilibrio tra interiorità e paesaggio. Qui il fine dining non è ostentazione tecnica: è precisione, sottrazione e profondità di gusto.

La Merla fa parte del relais Le Macine di Stigliano, con dieci camere di lusso che completano l'esperienza. Dal paesaggio alla tavola, dalla natura al gesto culinario, qui il territorio non viene interpretato: lo incarna.


Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Maria Rosito

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Maria Rosito

Insegnante, imprenditrice e giornalista (con una passione per le scarpe e il bodybuilding) è convinta sostenitrice della tesi per cui la qualità e la sostenibilità del cibo sono obiettivi imprescindibili nella nostra società, raggiungibili più facilmente attraverso percorsi di educazione all’ecologia e all’inclusività.

 

 

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