I venti anni del Rita, che ha saputo raccontare la Milano che cambia, in venti cocktail speciali

Proprio oggi, 12 dicembre, il locale spegne le candeline. I grandi barmen che ne hanno contraddistinto la storia. Il fondatore Edoardo Nono: «Dobbiamo ricordare il valore del tempo. Sono cambiate le abitudini, però il Rita si conferma trasversale»

12-12-2022
a cura di Claudia Orlandi

Quando si hanno alle spalle venti anni di attività, non è facile sfogliare l’album dei ricordi e individuare il momento esatto in cui tutto è cambiato e si è ingranata la marcia giusta. Il Rita&Cocktail, a Milano, ha visto il suo debutto sulle fondamenta di un locale notturno, dal nome particolarmente evocativo – Zanza – e ha, sin da subito, manifestato il suo intento di fare qualità in una zona della città, i Navigli, in cui le logiche dei grandi numeri hanno spesso la meglio.

Eppure, in quel di via Fumagalli, Edoardo Nono e i suoi soci hanno iniziato un’avventura che ha visto i suoi esordi con drink mainstream, in grado di piacere a un pubblico degli inizi anni 2000 non ancora pronto alle idee innovative. Ma la grande voglia di raccontarsi, di accogliere tutti i clienti con cordialità e un’atmosfera frizzante e coinvolgente, ha sempre contraddistinto il Rita nel corso delle sue due decadi di vita.

Nono, reduce da esperienze internazionali e ispirato da locali iconici come lo Schumann’s di Monaco di Baviera, è riuscito a costruire un cocktail bar che fosse la casa dove poter intraprendere un percorso di crescita professionale e personale, in cui non essere l’unico protagonista ma condividere ogni passo con i barman che si sono alternati dietro al bancone.

Edoardo Nono. Foto Gaia Menchicci

Edoardo Nono. Foto Gaia Menchicci

Il comune denominatore di tutti coloro che lavorano e hanno lavorato al Rita è quello di far star bene i clienti, di sentirsi parte di un progetto in cui ogni ospite che varca la soglia del locale deve trovare nei drink un momento per riconoscersi. I vent’anni, celebrati in tre settimane a cavallo tra novembre e dicembre, sono un’ulteriore occasione per vivere - con colleghi e amici e tutti coloro che hanno desiderio di unirsi - un compleanno importante di un indirizzo ha segnato in modo particolare la cultura del bere miscelato a Milano.

Edoardo Nono oggi ha lo stesso entusiasmo e carisma di quel lontano 12 dicembre 2002: «Dobbiamo ricordare il valore del tempo che passa. Sono cambiate le abitudini, però il Rita si dimostra trasversale, con una clientela che va da un’età adulta e una più giovane». Ripercorrere la storia di quest’icona meneghina è uno sfogliare un album di ricordi fatto di drink memorabili e bartender che hanno mosso qui i primi passi per poi proseguire la loro carriera in Italia e all’estero, fino ad arrivare all’ottimo Massimo Borroni attualmente in forza nel locale e alla nuova linfa data dall’ingresso in società di Chiara Buzzi, nostra collaboratrice e già socia dello spin off Rita’s Tiki Room.

Non a caso le celebrazioni del ventennio hanno ruotato attorno a una serie di eventi in programma dallo scorso 24 novembre fino proprio a oggi, 12 dicembre. E vedono protagonisti da un lato la drinklist d’eccezione con i 20 drink più iconici di ogni annata, dall’altro guest shifts e degustazioni.

Gli spazi del Rita

Gli spazi del Rita

Foto Gaia Menchicci

Foto Gaia Menchicci

Scorrendo la carta si ha la percezione di quanto il Rita, la miscelazione e la clientela siano stati specchio di una società in continuo cambiamento. E di come tecnica, equilibrio, sapori e contrasti fossero segno di piccole e grandi rivoluzioni nella cultura del bere. Non a caso il percorso di Nono può essere razionalizzato ed espresso come “Rita Bar Culture”, un concetto che ha ispirato un ciclo di appuntamenti con colleghi della bar industry per portare ai giovani barman l’esperienza di grandi professionisti quali Federico Pasian, Oscar Quagliarini, Cristian Bugiada e tanti altri.

Il calendario di appuntamenti però non si è fermato qui, anzi le settimane sono state cadenzate da eventi ciclici quali: il Back for One Day, al lunedì, dove al bancone si sono alternati i barman storici del Rita, ossia Filippo Sisti, Chiara Beretta, Leonardo Todisco, Niccolò Caramiello. Il martedì è stato dedicato ai Greatest Hits con i maestri Patrick Pistolesi, Salvatore Calabrese, Peter Dorelli, Leonardo Leuci. Mentre il mercoledì si è con-celebrato un altro grande compleanno ovvero i 150 anni di Matusalem Rum – main partner della Rita Bar Culture –, storico marchio di rum nato a Cuba nel 1872. Definito “il Cognac dei rum”, la Sublime Limited Edition è stata protagonista di masterclass per gli operatori del settore in cui è stato possibile scoprire una selezione delle botti più antiche preparata per l’anniversario.

Ciascuna serata, indipendentemente dal programma, è stata inoltre un invito a scoprire la drinklist celebrativa del ventennio, in cui apprezzare quel guizzo e quel divertissement tipico del Rita e che regala uno spaccato di Milano pressoché unico nella sua familiarità e verve.

Gin Zen

Gin Zen

Cocktail dopo cocktail si sono visti chiaramente i trend di ciascun anno, ma anche il progetto di miscelazione che ha avuto il suo esordio con Gin Zen, proposto nel 2002 quando erano in auge i Mojito. Nono ne propone adesso una versione allora innovativa utilizzando lo zenzero fresco, di difficile reperimento e considerato un ingrediente “esotico”, per dare freschezza e piccantezza insieme a Gin, lime e zucchero di canna. I primi passi hanno segnato quelli successivi in cui la complessità degli ingredienti si è affiancata alla tecnica e quindi all’utilizzo di estrazioni e prodotti home-made. Nel 2005 è entrato in scena Willy Wonka con marmellata di zenzero, gin, lime, liquore di cacao e olio al bergamotto. Fino a virare su sentori amaricanti nel Sou Ellen con liquore al chinotto, vermuth, bitter e London Dry Gin.

Fargo. Foto StudioMaiGiù

Fargo. Foto StudioMaiGiù

Gli appassionati ricorderanno anche il Fargo, in cui entrano in scena spezie preziose come lo zafferano proposto in uno sciroppo home-made e affiancato da foglie di menta, succo di lime, Carpano Punt e Mes, Campari, soda alla salvia.

Il Pirla. Foto Gaia Menchicchi

Il Pirla. Foto Gaia Menchicchi

I drink del Rita conquistano non solo per la tecnica ma anche per l’ironia di utilizzare alcuni nomi che dipingono modi di dire tipici della città meneghina e, spesso, irriverenti. Mentre al bancone nel 2004 riecheggiavano gli ordini di Cazzi tuoi con Vodka, liquore di lichee, limone, cranberry e vaniglia, il 2022 è in onore de Il Pirla – cordiale di fragola, marsala vergine, bitter Campari – che Nono ha creato in occasione della bar maraton per i 110 anni del Camparino.

Rimarrà un must, nonostante i cambiamenti repentini della società e dei suoi gusti, la bellezza di trovare sempre un sorriso dietro al bancone e il drink giusto per ogni occasione.