Padre Maurizio va in tv

Il Presidente di Opera San Francesco sarà ospite il 26 di The CooKing Show, alle 12.30 su Rai3

25-08-2015
Padre Maurizio Annoni, responsabile e Presidente d

Padre Maurizio Annoni, responsabile e Presidente di Opera San Francesco per i Poveri di Milano, con la conduttrice Lisa Casali nello studio di The CooKing Show. Da metà maggio il programma è sia uno degli appuntamenti quotidiani di Expo Milano 2015 - tutti i giorni live dalle 15 alle 16 - che una trasmissione televisiva trasmessa da Rai 3, dal lunedì al venerdì alle 12.30 (tutte le foto sono di Eugenio Luti)

Padre Maurizio Annoni è da quindici anni il responsabile e il Presidente di Opera San Francesco per i Poveri, fondata a Milano nel 1959 dai Frati Cappuccini di Viale Piave, per offrire ai poveri assistenza gratuita e accoglienza. Oltre a soddisfare bisogni primari e reali di persone in grave difficoltà, offre loro ascolto e protezione. Servizi essenziali come mensa, docce, ambulatorio medico e tutti gli altri vengono forniti in maniera continuativa, gratuita, in un'ottica di miglioramento continuo. 

Ogni anno Identità Golose organizza Grandi Cuochi all’Opera: una serie di pranzi pensati e organizzati per raccogliere fondi per l’assistenza ai bisognosi. Il prossimo appuntamento sarà il 18 ottobre, con un pranzo aperto a 180 persone circa, con donazione minima di 100 euro a testa. L’intero ricavato sarà destinato alle attività della mensa. Sarà la quarta edizione che avrà come tema “Il Mondo a Tavola a Milano” e questi saranno i protagonisti: Juan Lema, uruguaiano, della Trattoria Mirta, Cesare Battisti, italiano, del ristorante Ratanà; Victoire Gouloubi, chef africana da più di 10 anni a Milano; Haruo Ichikawa, giapponese, del ristorante Iyo; Guoqing Zhang, cinese, del ristorante Bon Wei; Alice Delcourt, francese cresciuta negli Stati Uniti, del ristorante Erba Brusca. Cucineranno insieme e nelle loro proposte culinarie racconteranno la storia e la cultura di diversi popoli fondendole con la tradizione enogastronomica di Milano.

Foto di gruppo: da sinistra Franco Aliberti, Lisa Casali, Jean-Yann Fuchs e Padre Maurizio Annoni

Foto di gruppo: da sinistra Franco Aliberti, Lisa CasaliJean-Yann Fuchs e Padre Maurizio Annoni

Ma l'occasione per parlare con Padre Maurizio, in questo caso, ci è stata fornita anche e soprattutto dalla trasmissione The CooKing Show, condotta da Lisa Casali e trasmessa su Rai3 dal lunedì al venerdì alle 12.30. Il programma, realizzato negli studi RAI a Expo Milano 2015, ospita ogni giorno un cuoco italiano e uno internazionale, ma oltre a loro invita anche un ospite speciale, con cui affrontare i temi dell'alimentazione, della sostenibilità e della lotta agli sprechi di cibo. Domani, mercoledì 26 agosto, andrà in onda proprio la puntata in cui, oltre a Franco Aliberti e allo svizzero Jean-Yann Fuchs, è stato invitato Padre Maurizio di OSF. Chiacchierando con lui di questa esperienza, ci è venuto spontaneo chiedergli, tra il serio e il faceto, se San Francesco avrebbe accettato un invito in televisione.

«Io dico di sì. Non è la prima volta che vado in televisione, bisogna sfruttare le occasioni che offrono i mass media, anche se facendo delle scelte in base a criteri precisi. Se si viene messi nella condizione di parlare di argomenti che si hanno a cuore penso sia giusto farlo. Ai tempi di San Francesco non c'era la televisione, ma nella sua vita ha sempre approfittato di ogni occasione di incontro con le persone per annunciare il Vangelo e per sensibilizzare chi aveva di fronte sul tema della povertà. La vita di San Francesco è un esempio straordinario di dedizione nei confronti dei poveri del suo tempo. Per Opera San Francesco oggi è molto importante poter comunicare per dare visibilità al nostro lavoro e al nostro impegno».

Cosa l'ha portata quindi ad accettare l'invito di The CooKing Show?
La trasmissione a cui mi hanno chiesto di partecipare, come idea, come conduzione e come regia, mette bene in evidenza alcune serie problematiche legate al tema dell'alimentazione. Certamente lo fa partendo da uno sguardo tecnico, che è quello dei cuochi di fama nazionale e internazionale coinvolti, ma anche grazie agli ospiti che vengono invitati riesce a dare spazio ad altre sensibilità.  

Quali i temi che riteneva importante sollevare con la sua partecipazione?
Mi sono sentito in dovere di accettare soprattutto in nome di noi Frati Cappuccini, che gestiamo un servizio come quello dell'Opera San Francesco per i Poveri. Il nostro lavoro più conosciuto è quello della mensa e per questo penso che una mia partecipazione possa aiutare a sensibilizzare il pubblico sul problema fondamentale della fame. Se penso al tema di Expo, “nutrire il pianeta, energia per la vita", penso che in particolare il “nutrire il pianeta” oggi sia davvero un argomento drammatico nella realtà di tante popolazioni del mondo, ma anche nella realtà di Milano. Per noi è importante ricordare come la nostra città non sia solo la Milano ricca e godereccia, ma è anche la Milano delle sacche di povertà e dei 2800 pasti al giorno che distribuiamo con OSF.

Come e quanto è cambiato il vostro lavoro nei quindici anni in cui è stato il responsabile di OSF?
Sicuramente negli anni è cambiata molto la situazione, anche per via dei flussi migratori che purtroppo continuano a crescere, e OSF ha un ruolo importante nell'offrire accoglienza e supporto ai migranti senza regolare permesso di soggiorno. In particolare nel nostro ambulatorio medico abbiamo un'utenza quasi totalmente formata da queste persone, che si trovano in un grave stato di emarginazione. Tutto questo dipende principalmente dagli scenari geopolitici internazionali, così anche le etnie coinvolte cambiano in base a questi fattori. Negli ultimi tempi però sta crescendo il numero di italiani che vengono da noi e nell'ultimo anno la nazionalità italiana è stata prevalente in tutte le attività di OSF.

E lei? Ha mai coltivato, quando gli impegni lo permettono, una piccola passione per la cucina?
Devo dire di no, onestamente. Non ho mai avuto una grande passione per la cucina, forse perché vengo da una famiglia in cui a questo non si dava molto peso. Una famiglia modesta, in cui l'importante era solo pensare ad alimentarsi in modo corretto. Diamo però molta attenzione alla cucina nell'OSF e anche in questo abbiamo vissuto dei cambiamenti.

Il momento dell'intervista con Padre Maurizio a The CooKing Show

Il momento dell'intervista con Padre Maurizio a The CooKing Show

Che genere di cambiamenti?
Anni fa ad esempio avevamo un menu unico, mezzogiorno e sera, mentre ora abbiamo cercato di fare delle distinzioni, per favorire i nostri ospiti, farli sentire ancora più soddisfatti. Cerchiamo di offrire delle proposte stagionali, adatte al clima del momento. Per noi è fondamentale curare la qualità della nostra cucina, sia per rispetto ai nostri benefattori, per dimostrare loro il nostro impegno, sia per rispetto ai nostri utenti, per dare loro un'alimentazione sana, equilibrata, gustosa, attenta anche alle esigenze delle loro culture e religioni.

E per il futuro? Avete dei progetti per sviluppare ulteriormente il lavoro che fate con OSF?
La prima ambizione è quella di riuscire a provvedere a un'accoglienza notturna: anche durante questi mesi, con l'emergenza profughi eritrei e siriani, ci siamo accorti di come questa sia una necessità sempre più importante. L'altro obiettivo è completare un progetto di “housing first”, per poter offrire ad alcuni senza dimora un alloggio di passaggio.


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