Bocuse d'Or per la Francia a Expo

Una selezione di chef premiati anima l'offerta d'haute cuisine transalpina. Ora tocca ad Adamski

26-06-2015
Il padiglione francese a Expo 2015. Presenta all'u

Il padiglione francese a Expo 2015. Presenta all'ultimo piano anche il Café des Chefs, con una brasserie informale e un ristorante gourmet, nelle cui cucine s'avvicendano cuochi premiati al Bocuse d'Or

Pochi Paesi al mondo possono dire la loro, in fatto di cibo e alimentazione, come la Francia. Logico quindi che i cugini d’Oltralpe siano presenti a Expo 2015 in forze, presentando tra le altre cose uno dei padiglioni più originali ed apprezzati, una selezione delle loro specialità enogastronomiche e un elenco di chef ospiti in grado di promuovere al meglio la tradizione d'alta cucina – la più celebrata del mondo – così come quella più informale, ma d’assoluta qualità.

«Nutrire il pianeta, energia per la vita. Come immaginare un tema migliore per questa Esposizione Universale ospitata dall'Italia? Le nostre culture, quella francese e quella italiana, condividono la stessa attenzione per il gusto e la qualità», ha sottolineato fin dall'inizio Alain Berger, commissario generale della Francia per l'Esposizione Universale.

La presentazione del nuovo chef che cucinerà al Café des Chefs fino al 3 luglio: da sinistra, Arnaud Poissonnier di Babyloan, Christophe Guerin di GL events (che organizza il Bocuse d'Or), il sommelier Philippe Faure-Brac, lo chef François Adamski e la vulcanica Barbara Lovato, responsabile ufficio stampa di Atout France

La presentazione del nuovo chef che cucinerà al Café des Chefs fino al 3 luglio: da sinistra, Arnaud Poissonnier di Babyloan, Christophe Guerin di GL events (che organizza il Bocuse d'Or), il sommelier Philippe Faure-Brac, lo chef François Adamski e la vulcanica Barbara Lovato, responsabile ufficio stampa di Atout France

Parole che hanno trovato conferma nel momento in cui Parigi ha deciso il proprio investimento in vista dei sei mesi meneghini: 20 milioni di euro che hanno consentito innanzi tutto la costruzione del padiglione, edificio-territorio che rappresenta un paesaggio di 3.600 metri quadri, di cui 2mila edificati, ispirato a un mercato realizzato su due piani a immagine delle halles, i tradizionali mercati coperti presenti su tutto il territorio francese, luoghi di scambio ma anche di produzione.

La struttura, realizzata in abete rosso della Franche-Comté e preceduta da un percorso di avvicinamento che presenta 16 porzioni di campo volte a presentare al pubblico la diversità e il potenziale dell'agricoltura francese, è interamente smontabile e rimontabile. Grazie a un sistema di flussi d'aria e di tiraggio termico attraverso il lucernario centrale, è dotata di ventilazione e raffreddamento naturali che ne fanno un edificio a basso consumo energetico.

Uno dei piatti di François Adamski: Filetto di branzino del Mediterraneo in fumetto all’anice, limone confit e pistou

Uno dei piatti di François AdamskiFiletto di branzino del Mediterraneo in fumetto all’anice, limone confit e pistou

Una volta entrato nel padiglione, il visitatore è immerso in un paesaggio di colline rovesciato: gli spazi espositivi, il mercato propriamente detto e gli spazi condivisi sono installati al piano terra. A differenza di un mercato coperto tradizionale, dove i prodotti sono esposti sui banchi, la scenografia dispone i temi trattati negli alveoli della struttura. All'interno di queste "volte dell'abbondanza" si trovano rimandi a specialità regionali, ricerca scientifica e biotecnologica, agro-ecologia, nuove tecnologie agroalimentari, progresso genetico, chimica della vita, flora... Il primo piano raggruppa gli uffici. Il ristorante, dotato di terrazzo, occupa l'ultimo piano.

Inevitabile la nostra attenzione a quest’ultimo aspetto (così come alla panetteria, che sforna baguette e croissant profumati, e al Food truck per lo street food transalpino). Sotto l’insegna Café des Chefs si trova una semplice brasserie, per un pasto easy, così come un ristorante gourmand nelle cui cucine si cimentano, a turno, otto chef transalpini, tutti premiati al Bocuse d'Or.

Dall’altro giorno e fino al 3 luglio protagonista sarà François Adamski, Bocuse d’Or 2001. Poi sarà la volta di Michel Roth, Bocuse d’Or 2001, che racconterà i sapori d’Alsazia; Fabrice Desvignes, Bocuse d’Or 2007, con un menu ispirato alle regioni d’Oltremare; Yannick Alléno, Bocuse d’argent 1999, con un omaggio al territorio parigino; Thibaut Ruggeri, Bocuse d’Or 2013, che guarderà invece ai sapori dei Paesi della Loira; infine Franck Putelat, Bocuse d’argent 2003, che utilizzerà i prodotti della Franca Contea. Ad accompagnare le loro bontà, la carta dei vini selezionati da Philippe Faure-Brac, miglior sommelier del mondo 1992.

Christian Milone e François Adamski

Christian MiloneFrançois Adamski

Giovedì Adamski, classe 1971 e già stellato a Bordeaux (ora invece si dedica alle consulenze), è stato presentato a stampa e appassionati. Di qualità il suo menu (a 47 euro, vini esclusi, come anche tutti gli altri prossimi venturi), ispirato dal sole di Marsiglia: Insalata di seppie al pomodoro e ratatouille fine di verdure, vero e proprio tuffo nel Mediterraneo; Filetto di branzino del Mediterraneo in fumetto all’anice, limone confit e pistou, un piatto di chiaro stile franco-provenzale; per finire, un dessert intrigante, Riso al latte cremoso, composta di frutti rossi e peperoni al basilico.

L’esordio di Adamski ai fornelli del padiglione d’Oltralpe è stato anche festeggiato con un aperitivo di gran classe, che ha visto i migliori prodotti francesi confrontarsi con un’eccellenza italiana, il caviale Calvisius, in un abbinamento azzeccato studiato da Christian Milone: un tuorlo d’uovo freschissimo, prima congelato e poi scongelato, in modo da preservarne intero il gusto cambiandone però la texture, che diventa meno liquida.

Altre info sulle attività francesi a Expo 2015: www.france-milan-2015.fr.


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