La famiglia, prima di tutto. Un concetto che a Pergolese, in provincia di Trento, a Casa Pisoni conoscono molto bene. E che diventa un vero e proprio valore fondante anche in cantina e in distilleria.
La storia della famiglia Pisoni parla da sola: la produzione di distillati parte nel 1852, diventando ben presto una delle aziende di riferimento nella tradizione della Grappa Trentina. In parallelo è stata avviata anche la creazione di vini, in particolare bollicine, puntando sul Trentodoc. Non per altro la redazione di Bollicine del Mondo ha deciso di conferirle il premio “Questioni di Famiglia”, consegnato durante l’ultima edizione di Identità Milano sul palco del Main Stage.

La premiazione sul Main Stage di Identità Milano con Cinzia Benzi (foto di Brambilla-Serrani)
La motivazione: «È famiglia pioniera nella spumantistica del territorio e socia fondatrice dell'
Istituto Trentodoc. Valorizza il
Metodo Classico trentino dal 1973. Da cinque generazioni, a partire dal 1852, si tramanda in famiglia il mantra del savoir-faire: un saper fare già espresso ampiamente oltre che nella spumantistica di eccellenza anche nell'arte della distilleria, nel segno dell’eleganza e del territorio. Oggi con un brand spin-off dedicato esclusivamente alle bollicine, esprime una nuova e raffinata identità aziendale».
In sostanza, l’azienda Pisoni adesso ha scelto di abbinare a due brand simili ma distinti la produzione di spumanti e di distillati.

Andrea Pisoni è il responsabile della produzione di Trentodoc
Un importante cambio di immagine: «L'intenzione in azienda è stata quella di creare due marchi nuovi molto simili – spiega
Andrea Pisoni, responsabile proprio del settore spumanti – Quindi da una parte abbiamo
Pisoni 1852 per quanto riguarda i distillati: effettivamente è da lì che parte la storia dei
Pisoni a Pergolese. Dall’altra parte c’è
Casa Pisoni per quanto riguarda la produzione del
Trentodoc, un’attività nata nei primi Anni Settanta».
Due identità diverse, una sola famiglia. «La scelta nasce per avere la possibilità di comunicare i due marchi, quindi le due linee di prodotto, in maniera più efficace – ribadisce Andrea Pisoni – magari con due siti internet dedicati e rivisitati, uno per i distillati e uno per il Trentodoc, in maniera da essere anche più incisivi. Due siti diversi ma collegati tra loro perché la realtà è sempre voi».

La cantina di affinamento
Casa Pisoni, quindi, è diventata la Casa delle bollicine. «Negli ultimi anni il mercato del Trentodoc ha risposto molto bene – spiega
Andrea Pisoni – Siamo cresciuti anche “a due cifre”. Adesso c’è stato un assestamento, la crescita è inferiore ma comunque continua. Secondo me siamo però arrivati a quello che può essere il nostro limite, da un punto di vista produttivo e logistico. Ormai ci siamo attestati attorno alle 200mila bottiglie all’anno e, secondo me, questo numero ben rappresenta la nostra idea, anche da un punto di vista di qualità».
«Bisogna ricordare che per 200mila bottiglie in commercio all’anno, ce ne sono almeno il triplo in cantina a riposare – sottolinea Pisoni, evidenziando comunque il problema degli spazi – Ci sono Riserve che stanno ad affinare anche per dieci anni. Ci vogliono spazi, che devono essere adeguati, con poche escursioni termiche, una temperatura attorno ai 14 gradi costanti, per mantenere le caratteristiche dei nostri Trentodoc». Anche perché la cantina di affinamento di Casa Pisoni è scavata nella roccia, ricavata da un vecchio rifugio antiaereo della seconda guerra mondiale.

Arrigo Pisoni, al centro, tra Giuliano, Francesco, Elio e Andrea
In vista c’è anche una novità: «Siamo pensando di realizzare una nuova
Riserva, che si vada a posizionare tra il nostro
Trentodoc Extra Brut riserva Erminia Sagalla, che andrà a raggiungere i 10 anni di affinamento sui lieviti, e i nostri millesimati, che in genere hanno una permanenza sui lieviti di 3 o 4 anni. L’idea sarebbe di realizzare un 60 mesi».
Di certo in Casa Pisoni non mancherà un brindisi per Arrigo Pisoni, recentemente scomparso all’età di 93 anni: un uomo dalla grande saggezza, che ha saputo sempre guardare al futuro, con energia e decisione. Un concetto che ha saputo trasmettere ai figli Elio e Giuliano e ai nipoti Andrea e Francesco, con un valore fondamentale alle radici di tutto: la famiglia.