28-06-2026

Chi è Manjit Kaur, che ha plasmato la sua vita intorno al vino

Viene dall'India, dove non esiste una vera cultura enologica. Arrivata in Italia 26 anni fa, si è appassionata a questo mondo e ne ha fatto una professione: ora è docente Fis e, dopo un passaggio a Villa Crespi, sommelier al Rebis di Desenzano

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Manjit Kaur, sommelier d'origine indiana, è da 26 anni nel nostro Paese, da 14 lavora nel mondo del vino, ora al Rebis di Desenzano (Brescia)

Manjit Kaur, origini indiane, è una sommellier che ha plasmato la sua vita intorno al vino, sua grande passione e professione. Ha forgiato il suo talento in uno dei ristoranti più importanti d'Italia, il Villa Crespi di Antonino Cannavacciuolo, sotto la guida impeccabile di Massimo Raugi. Oggi è a capo della cantina del Rebis di Desenzano del Garda (Brescia), chef Giovanni Di Giorgio: un luogo dove il convivio è al centro dell’esperienza enogastronomica (ne abbiamo parlato qui: Uno strepitoso menu nel nuovo ristorante a due passi dal Lago di Garda. E così avevamo scritto della Kaur: "È sommelier empatica, cordiale, preparata, spigliata. Bravissima").

Lì cura una carta vini che accompagna le creazioni dello chef con una ricerca di nicchia, italiana ed estera.

«Sono nata in India e vi sono rimasta fino all'età di 16 anni - ci spiega Manjit - Poi, 26 anni fa, sono arrivata in Italia insieme alla famiglia. Vengo da un mondo dove la cultura del vino non esiste, io per prima non conoscevo affatto la figura stessa del sommelier e ovviamente non ne conoscevo le mansioni». Poi una visita inaspettata e un cambio di rotta: «Circa 14 anni fa, giusto per la curiosità, andai a visitare un’azienda vinicola in Piemonte, esattamente nella zona di Gattinara. Restai affascinata dal fatto che dietro a un calice di vino ci fossero così tanto lavoro e fatica, ma soprattutto passione. Mi meravigliò scoprire come la stessa uva, quando cambiano i versanti, i terreni o l’esposizione al sole, riesca a esprimersi diversamente nel calice; come lo stesso vino proveniente da diverse zone, esprima il proprio carattere e si distingua per la sua unicità».

Questo passaggio le fu essenziale per comprendere che, se avesse voluto intraprendere proprio la professione di sommelier, avrebbe prima dovuto studiare a fondo la materia. Così, dopo pochi mesi, si iscrisse a un primo corso, a Cervinia, diventando poi sommelier Fis (Fondazione Italiana Sommelier) nel 2014. «Non ho mai avuto dubbi su quale fosse il mio futuro. Avvertivo una voglia continua di crescere, di accelerare sul mio percorso. D'altra parte, si sa: nel mondo del vino non si finisce mai di imparare». Dal 2021 è anche docente della stessa Fis.

Com’è cambiato l'abbinamento con il cibo?
«
Nel fine dining la maniera di bere è cambiata molto; peraltro, io non amo affatto un pairing "classico". Il cibo deve essere protagonista tanto quanto il calice che lo accompagna, è questo per me il matrimonio perfetto. A me piace molto giocare durante il pairing, ma soprattutto far divertire l’ospite». 

Ritieni ci sia una zona vinicola che potrà evolvere particolarmente nel futuro?
«
Per me ogni zona vinicola ha la sua grande importanza. Quando si parla di bollicine non nego che, un po' come tanti altri miei colleghi, sono amante dello Champagne; ma quando si parla di vini bianchi e rossi, nonostante io non sia italiana, mi sento di definirmi "patriota" perché reputo che in ogni angolo della Penisola ci siano tante chicche da assaggiare e da raccontare».

È più sfidante creare un pairing o accontentare un cliente esigente?
«
Creare un pairing è la parte fondamentale del ruolo di un sommelier, comporta anche il racconto al cliente del vino e del perché di una scelta. Io amo particolarmente questa parte, perché ogni calice è un’ emozione da vivere. Per me il racconto del vino non si esaurisce solo nella parte tecnica, nonostante sia molto importante, ma comprende l’origine di quel vino, il territorio di provenienza e soprattutto il racconto dell’azienda e del vignaiolo. Solo così ogni sorso, con il proprio carattere, ci porterà emozione al palato».


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Cinzia Benzi

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Cinzia Benzi

laureata in psicologia, è stata rapita dalla galassia di Identità Golose. Se lo studio del vino è la sua vita, la vocazione di buongustaia è una scoperta in evoluzione

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