Melissa Forti, mille e uno progetti dolci

Romana di nascita e ligure di adozione, pasticciera e autrice di libri, a primavera 2022 aprirà una sala da tè a Copenhagen

30-03-2021
Melissa Forti, nel ritratto di Frank Mayer

Melissa Forti, nel ritratto di Frank Mayer

Melissa Forti vive e lavora a Sarzana, borgo medioevale in val di Magra, dal fascino senza tempo. Una giovane donna di origini romane, rapita dalla passione per il buon cibo e per la cultura gastronomica italiana. Lascia la Capitale per raggiungere il compagno (ora ex) e decide di cambiare professione, avvicinandosi al pianeta dolce.

Autodidatta, cittadina del mondo, amante del bello e del buono, vive per un decennio a Londra e un triennio a Los Angeles. Nel 2009, proprio durante un viaggio di piacere a New York, ha un incontro fatale con la pasticceria: visita un negozio di monumentali decorazioni di zucchero, con colori e profumi sparsi su cinque piani. Le cambierà la vita. «Credo nei segni del destino. Dopo quella visione, appena rientrata in Italia, presa dalla creatività e dalla quadratura di gusto, decido di cucinare delle cup cake. Avevo già lavorato come cake designer per maestri di torte nuziali. Ho sempre voluto combinare gusto e bellezza».

Le prove tecniche sono condivise in primis con gli amici: «Apprezzano i miei dolci. A un certo punto, un amico ristoratore di Sarzana mi chiede di firmare la carta dei dolci con le mie proposte più mediterranee». Decide di aprire un laboratorio e il successo arriva velocemente. Apre anche un negozio in centro storico e raggiunge il break-even in 4 mesi. Dolci venduti ai fortunati turisti in visita a Sarzana: torte, biscotti, crostate (sua grande passione), madeleine sfornate ogni giorno con nuove ricette.

foto Costanza Lamotte

foto Costanza Lamotte

Racconta Melissa: «Lavoravo tantissimo. Un giorno, mentre passeggiavo, vidi un negozio con un nome indicato sullo stipite: Rudy, il nome del mio gatto. Penso al solito meccanismo dei segni della vita e delle buone energie. Poco dopo realizzo la mia sala da tè con annessa una pasticceria boutique». Nel frattempo scrive anche un libro “Il senso di Melissa per le torte”, edito da Guido Tommasi Editore. La pandemia accelera la stesura ed esce anche un secondo progetto, dedicato ai Dolci delle Feste.

Purtroppo il covid costringe la chiusura forzata delle attività di Melissa a Sarzana, le continue chiusure e aperture non giovano alla continuità di una bella attività, che si regge sul proprio lavoro. «In questo momento storico», spiega, «metter mano a burro, uova e  latte riempie di gioia le mie giornate. Sono vegetariana ma adoro il burro e trovo sia insostituibile in pasticceria. Nel mio libro presento dolci per intolleranti al lattosio, utilizzando burro chiarificato. Ci sono anche dolci per chi non può assumere glutine, cercando alternative, guidate sempre dall’obiettivo di realizzare dolci gourmand. Impiego fiori edibili e mi piace molto il limone, ingrediente che uso spesso. Adoro il gusto ma non abbandono mai l’estetica».

La Pastiera di Melissa (foto Danny Bernardini)

La Pastiera di Melissa (foto Danny Bernardini)

Una fetta di torta o semplici biscotti devono essere serviti con il piatto giusto, la posata d’argento, il tovagliato adeguato «perché assaggiare un dolce dev’essere un bel rito. Il forno cucina quello che creo, una magia che ognuno di noi può realizzare perché occorre sempre legare il sentimento e l’estetica alla buona cucina». E poi rivela: «Io non mi fermo mai e proprio la pandemia ha accelerato un progetto estero che mi vedrà protagonista nel centro di Copenhagen. Nascerà a primavera 2022 il Caffè Duse, la sala da tè che ho dedicato proprio a Eleonora Duse in quanto donna, italiana, di grande modernità. Ha condotto diversi affari all’estero e, per me, è stata fonte d’ispirazione».

Non è finita: «Sto progettando un terzo libro e un progetto tv su cui non posso ancora dire molto. Mi permetterà di misurarmi, per la prima volta, con il mezzo televisivo». E a Pasqua? «Sulla mia tavola non mancherà la pastiera napoletana, un incrocio tra una crostata e una torta. Nel mio primo libro scrivo che la regina Maria Teresa d’Austria, imperatrice del Sacro Romano Impero, era nota come la “regina che non sorrideva mai”. La storia documenta che fu una pastiera napoletana a farla sorridere di gusto. È la magia dei dolci».


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